Red Bull, il DT Waché sui problemi della RB20: “possono essere un investimento”

Feb 6, 2025

Loris Preziosa

Nel 2025 la Red Bull è senz’altro uno dei team chiamato maggiormente al riscatto. Sebbene Max Verstappen abbia ottenuto nella scorsa stagione il suo quarto titolo iridato, la flessione della scuderia di Milton Keynes dopo il primo terzo di stagione è stata sotto l’occhio dell’intero paddock. Ai dissidi interni emersi ormai quasi 12 mesi fa, si sono aggiunti quelli tecnici che, se da un lato sono stati somatizzati dal lavoro extra a cui è stato chiamato il campione olandese, dall’altro hanno lasciato dei punti interrogativi su quella che sarà la RB21. Dopo un progetto che non è senz’altro andato nella giusta direzione, il Direttore Tecnico Pierre Waché ha offerto un altro punto di vista sui problemi accusati nel 2024, provando a trarne un valore formativo in ottica futura.

Waché: “quello che ha fatto McLaren nel 2024 è stato una grande sorpresa”

Se lo scorso campionato era cominciato con il migliore degli auspici, quantomeno sul fronte tecnico, con la frenata della Red Bull è coincisa anche l’ascesa della McLaren. Dopo quattro vittorie ottenute in cinque gare, l’appuntamento di Miami ha significato un punto di svolta nella stagione. “Non abbiamo cambiato la macchina, non abbiamo cambiato il modo di settarla, sembra quindi che siano stati gli altri a fare un grande cambiamento, non noi,” ha dichiarato il Direttore Tecnico Pierre Waché nelle scorse settimane, relegando una fetta maggiore ai meriti dell’avversario piuttosto che ai demeriti di casa propria. “Sono riusciti ad avere un degrado degli pneumatici inferiore a tutti gli altri e il loro pacchetto sembrava funzionare molto bene in seguito,” ha poi aggiunto addentrandosi sul particolare tecnico. Un ‘game-changer’ per gli avversari di Woking lo ha ricoperto dunque un processo di sviluppo costante e mirato che, secondo quanto ha affermato Waché, ha dato una svolta prestazionale pur senza grossi stravolgimenti. “Se si guarda cosa hanno fatto gli altri con gli sviluppi, non è stato qualcosa di enorme… Più che altro è stato che l’intera macchina è diventata un tutt’uno, per cui è stata una sorpresa molto grande.”

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I meriti della McLaren, che vanno estesi anche a quanto compiuto dalla Ferrari nella seconda metà di 2024, non negano però alla Red Bull che qualcosa nel proprio meccanismo si sia inceppato. Quella che per tutto il 2023 era sembrata una macchina perfetta in tutti i sensi, l’avvento della RB20 di Pierre Waché ha cambiato le cose. Il progetto del 2024 è stato il primo non capitanato da Adrian Newey, che ha sì collaborato, ma senza poter imprimere una netta direzione come invece avveniva in passato. Nell’intervista rilasciata nei giorni scorsi alla testata tedesca ‘Auto Motor und Sport’, Newey ha confermato le divergenze emerse nella scorsa estate fra alcune sue idee e quelle che poi sono state applicate sulla monoposto. Il britannico ha parlato di una mancanza di esperienza che ha portato i tecnici di Milton Keynes a perseverare su una linea tecnica che ha soltanto condotto verso un peggioramento della situazione. La vera e unica carta vincente del 2024 della Red Bull è stato Max Verstappen. Grazie alle sue prove di assoluto talento e alla sua capacità di massimizzare i risultati anche quando il mezzo consentiva ben poco, l’olandese si è assicurato il quarto titolo, anche con largo anticipo considerando il quadro creatosi dall’estate in poi.

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Sui problemi della RB20: “possono essere un investimento per il futuro”

Risolvere i problemi emersi con la RB20 è stato l’obiettivo all’ordine del giorno in fase sviluppo della RB21, la monoposto che chiuderà l’attuale ciclo regolamentare. La flessione prestazionale del 2024 ha significato per la Red Bull anche l’uscita dalla partita per il titolo costruttori. Per tornarci in questa stagione sarà fondamentale dapprima trovare le risposte che sono mancate lo scorso anno sul fronte della correlazione dati. Un aspetto, quest’ultimo, che ha complicato non poco la strada sul fronte degli sviluppi. Su questo tema Pierre Waché nei giorni scorsi ha dichiarato ad Autosport: “quando hai un problema di correlazione, sei sicuramente un po’ perso. Non puoi più fidarti dei tuoi strumenti. Allora devi trovare un modo per modificarli al fine di ritrovare quella correlazione.” Il DT della Red Bull ha però voluto mettere in luce un aspetto positivo che si può ricavare da un momento negativo come quello vissuto nella passata stagione. “Quello che abbiamo affrontato durante l’anno scorso, come ingegnere lo trovo molto positivo. Quando si vince, non si analizzano mai i problemi o i dettagli allo stesso livello di quando si hanno problemi in pista. Quando non sei più il più veloce, allora guardi e impari. E più impari, più è un investimento per il futuro.”

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