Il bilancio in casa Williams dopo i primi sei weekend di gara non può che essere positivo. Il team di Grove ha infatti conquistato punti in cinque appuntamenti su sei. In particolare, a Miami ha totalizzato 12 punti, che sarebbero potuti essere di più senza alcuni errori, sia da parte della squadra che dei piloti. Il team principal James Vowles ha fornito spiegazioni su alcune dinamiche che hanno influito sul risultato finale della Sprint e del GP.
Vowles sulla penalità inflitta ad Albon nella Sprint: “avremmo potuto fare di più come team”
Partendo dal sabato, la squadra britannica aveva ottenuto l’ottava posizione in griglia nella Sprint Qualifying con Albon. Nella gara breve da 100 km, il pilota thailandese, ben supportato dal muretto, ha eseguito una strategia efficace, rientrando ai box al momento giusto per passare dalle intermedie alle slick. Questo gli ha permesso di ritrovarsi in quarta posizione. Tuttavia, negli ultimi giri, con l’ingresso della Safety Car, il numero 23 non ha rispettato il delta time per un periodo prolungato, ricevendo così una penalità di cinque secondi che lo ha retrocesso fino alla tredicesima posizione finale. James Vowles ha offerto una spiegazione dettagliata, assumendosi le responsabilità come team: “Quando è uscita la Safety Car, aveva George [Russell] molto vicino alle spalle. In quel momento George era molto veloce e stava spingendo Alex, il quale ha pensato che una frenata brusca potesse causare un tamponamento. Ha quindi scelto di frenare in modo graduale, gestendo la velocità in curva in maniera più sicura. Uscendo dalla curva e affrontando le ‘esse’ del primo settore, il volante non era in posizione dritta e non riusciva a leggere il delta, che risultava fuori dal range previsto. Pur viaggiando a ritmo ridotto, ha sforato il limite di circa due secondi. Nonostante abbia cercato di mantenere la sicurezza, solo sul rettilineo è riuscito a riportare l’auto entro i parametri. La FIA ha riconosciuto le attenuanti, ma la regola è la regola. Come team, potevamo fare di più: avevamo i dati della telemetria, ma non abbiamo avvisato Alex in tempo.”

Sulla diatriba interna nei primi giri: “Il messaggio ad Albon di congelare le posizioni è arrivato in ritardo. Capisco la frustrazione di Sainz”
Durante il GP della domenica, invece, Albon e Sainz sono partiti rispettivamente dalla sesta e settima posizione. In curva 2 i due sono entrati in contatto, causando danni al fondo della FW47 dello spagnolo, con una perdita stimata di 2-3 decimi al giro. Dopo alcune tornate, Sainz era davanti ad Albon, che però sembrava avere un ritmo migliore, ma necessitava di aria pulita a causa di un problema di surriscaldamento al motore. Il team ha quindi chiesto ad Albon — con comunicazione tardiva — di creare un gap, ma ormai era troppo tardi e il sorpasso è avvenuto. Vowles ha chiarito che si è trattato di un errore esclusivamente del team: “Abbiamo comunicato a entrambi gli ingegneri che Alex aveva un problema di affidabilità e che era necessario far entrare aria nei radiatori. L’indicazione era di creare temporaneamente un piccolo distacco tra le due vetture per consentire ciò. Tuttavia, il messaggio non era formulato con chiarezza: non era nemmeno specificato se fosse consentito sorpassare. L’obiettivo principale era raffreddare la vettura. A Carlos è stato detto: “Alex non ti attaccherà”, e lo stesso messaggio è stato trasmesso ad Alex, ovvero di non superare Carlos. Ma il messaggio è arrivato proprio nel momento in cui aveva il DRS attivo ed era già affiancato, completando così il sorpasso. Non si è trattato quindi di una violazione degli ordini di squadra da parte di Alex, ma di un nostro errore organizzativo: dobbiamo migliorare nettamente nella chiarezza e nella tempestività delle comunicazioni agli ingegneri e ai piloti.”

Sainz, al termine della gara, si è mostrato comprensibilmente contrariato per la gestione della situazione. Vowles ha dichiarato di comprendere pienamente la sua frustrazione: “Sarei deluso se i nostri piloti non fossero frustrati per ciò che accade in pista. Ci mettono tutto il loro impegno, e nel caso di Carlos stava lottando per un quinto posto meritato. Quando accade qualcosa di inaspettato e non si capisce se sia responsabilità del pilota o di altri fattori, è normale provare frustrazione. Ma è proprio quella passione il motivo per cui lo voglio in questo team e in macchina. Dopo la gara abbiamo parlato a lungo, anche il lunedì, per analizzare l’episodio — che in sé è durato pochi minuti — ma soprattutto per discutere come, come squadra, possiamo andare avanti e fare meglio in futuro.”



