La Williams si è presentata ai primi test collettivi in Bahrain con una missione chiara: recuperare il tempo perduto. Dopo essere stata l’unica scuderia a saltare lo shakedown di Barcellona a causa dei ritardi legati al superamento dei crash test, il team di Grove sembra aver trovato da subito un’affidabilità meccanica sorprendente. Nonostante l’assenza dalla settimana di prove al Circuit de Catalunya, la FW48 non ha mostrato i tipici problemi di gioventù dei progetti nati in ritardo, accumulando chilometri preziosi fin dai due filming day svolti prima dei test di Sakhir.

I numeri raccontano di una squadra che ha lavorato duramente per colmare il gap operativo. Carlos Sainz ha messo a referto la bellezza di 214 giri, risultando il secondo pilota più attivo dell’intera griglia, superato solo dai 219 passaggi del suo ex compagno di squadra in Ferrari, Charles Leclerc. Insieme ai 208 giri completati da Alex Albon, la Williams ha chiuso la settimana con un totale di 422 tornate, riuscendo persino a eguagliare superare la distanza percorsa dalla McLaren, un risultato che sottolinea la bontà del pacchetto affidabilità della nuova Power Unit Mercedes integrata nel telaio della FW48.
I nodi tecnici: mancanza di grip e il gap emerso nelle simulazioni gara
Nonostante la costanza, non tutto è proceduto senza intoppi. La FW48 ha mostrato alcune criticità congenite legate al setup e alla gestione del grip meccanico. Sia Albon che Sainz hanno lamentato una cronica mancanza di grip, dovuta in gran parte a una vettura costretta a girare con una configurazione più rigida rispetto all’ideale. Questa rigidità eccessiva ha penalizzato la Williams soprattutto nelle simulazioni di gara del venerdì, dove il distacco dai competitor diretti come Haas e Alpine è apparso evidente e preoccupante in ottica Melbourne.

Analizzando i tempi, seppur in una situazione con molte incognite e variabili, Albon ha ottenuto il sesto miglior tempo complessivo nelle simulazioni di gara, ma il confronto diretto con Ocon mette a nudo le difficoltà della Williams. Il pilota Haas, a bordo della nuova VF-26, ha mantenuto un passo medio di 1:39.869 su gomma dura C1 durante un run di 16 giri, nettamente più veloce rispetto alle medie di 1:43.074 e 1:41.696 registrate da Albon su due stint identici da 17 giri realizzati nella prima parte della sua simulazione di venerdì.
Il confronto non è stato più semplice contro l’Alpine A526 guidata da Franco Colapinto. Venerdì l’argentino ha completato una simulazione molto consistente: su gomma media ha girato in 1:39.565 (media su 13 giri), battendo l’1:40.241 dello stint finale di Albon con la stessa mescola (media su 18 giri). Guardando alla vetta, il gap si fa ancora più profondo.
Le voci dal box: tra ottimismo per il futuro e realismo sul presente
Al termine dei primi tre giorni di test, nel box Williams si respira un’aria di cauto ottimismo, filtrata però dalla consapevolezza che la strada per la competitività è ancora in salita. Alex Albon ha sottolineato come l’obiettivo primario di questa tre-giorni fosse la comprensione dei nuovi sistemi, senza cercare la prestazione pura che al momento sembra mancare.

“Sapevamo che sarebbero stati tre giorni impegnativi per prendere velocità e iniziare a capire la nuova vettura e i regolamenti. L’aspetto positivo è che abbiamo messo insieme parecchi giri e la macchina sembra affidabile, il che non è mai facile per la prima settimana di test“, ha spiegato l’anglo-thailandese, visibilmente concentrato sulla mole di dati raccolta. Albon non ha nascosto le difficoltà di adattamento: “Per quanto mi riguarda, prendere confidenza con una nuova vettura è stata una sfida, ma ne sto apprezzando le complessità. C’è molto margine di miglioramento e molto da imparare per portare un pacchetto migliore ai prossimi test, quindi ci aspetta una settimana intensa di analisi profonda dei dati“.
Dall’altra parte del box, Carlos Sainz ha cercato di inquadrare la situazione con l’esperienza di chi ha vissuto molti cambi regolamentari, evidenziando come la Williams sia ancora in una fase di rincorsa rispetto ai top team. Lo spagnolo ha posto l’accento sulla diversità delle sensazioni di guida rispetto al passato.

“Nel complesso è stato positivo testare correttamente l’auto in questi giorni e riuscire a fare così tanti giri. Siamo ancora in fase di recupero su certe cose, ma fare oltre 210 giri mi ha dato una comprensione molto migliore di cosa possiamo aspettarci quest’anno“, ha commentato Sainz. Lo spagnolo ha poi lanciato un avvertimento sulla gerarchia della griglia 2026: “Le auto sembrano molto diverse e sarà una stagione impegnativa. È ancora presto per discutere le prestazioni in dettaglio, ma è chiaro che il divario tra i team non è così stretto come l’anno scorso, almeno non per ora. Per me è importante aver identificato le aree principali su cui vogliamo concentrarci e spero che potremo migliorare gradualmente man mano che ci avviciniamo a Melbourne. C’è molto lavoro davanti a noi, quindi non c’è tempo da perdere“.
Sainz e Albon sembrano dunque concordi: l’affidabilità è la base su cui costruire, ma il deficit di performance, soprattutto in termini di grip e flessibilità del telaio, richiederà interventi mirati già a partire dalla prossima settimana di test a Sakhir per evitare che l’inizio di stagione si trasformi in una rincorsa affannosa.



