Toyota ha presentato la nuova Hypercar con cui gareggerà nella nuova stagione del WEC svelando le forme definitive della TR010 Hybrid, auto che si appresta ad essere qualcosa in più di una semplice evoluzione della GR010 in pista dal 2021 al 2025. La livrea, chiaramente ispirata alla celebre GT-One del 1998, già omaggiata nell’ultima 24 Ore di Le Mans, segue le nuove linee studiate dal reparto corse di Colonia, alquanto distaccate dalla versione precedente. Come visto nei test di Le Castellet, il design è stato stravolto, rendendo la TR010 più sinuosa e, almeno sulla carta, efficiente aerodinamicamente. Basterà per riappropriarsi del trono del WEC e di Le Mans, attualmente nelle mani di Ferrari?
NUOVO NOME, NUOVA MACCHINA
All’annuncio del cambio di denominazione del reparto ricerca e sviluppo tedesco, passato da Toyota Gazoo Racing Europe GMBh a Toyota Racing GMBh, il costruttore giapponese ha allegato le prime foto ufficiali della TR010 Hybrid. “Gazoo Racing” sparirà dall’iscrizione al FIA WEC, seguendo la volontà di centralizzare tutte le attività nel Mondiale sotto il nome di Toyota Racing, con il marchio GR ancora presente nelle altre competizioni, WRC in primis.
Il powertrain, il cui fulcro rimane il V6 biturbo da 3,5 litri con angolo di 90°, montato in posizione longitudinale e affiancato da un motore elettrico anteriore sviluppato da Denso e Aisin, è stato sottoposto a diversi aggiornamenti, così come l’intero comparto elettronico.
Guardando al comparto estetico, è subito percepibile la trasformazione del frontale, che coinvolge sia i gruppi ottici sia il disegno del muso, il quale in alcuni aspetti richiama la GR H2 a idrogeno presentata nel 2023. I tecnici del reparto corse di Colonia sono intervenuti anche sul retrotreno, introducendo un’ala posteriore sempre sorretta dal doppio pilone, ma con una conformazione più scavata nella zona centrale a richiamare lo stile a cucchiaio. Una soluzione quasi del tutto inedita nel panorama delle Hypercar, adottata in parte anche da Cadillac con l’ultimo pacchetto evolutivo. Rispetto ai test, inoltre, hanno trovato posto due vistose appendici all’altezza delle bandelle, assenti nelle prove di Le Castellet.
OMOLOGAZIONE IN AMERICA: UN’OCCASIONE PERFETTA
Approfittando del nuovo processo di omologazione, spostato a Windshear (North Carolina) per le Hypercar del WEC in seguito al passaggio della galleria del vento Sauber nelle mani di Audi, Toyota ha immediatamente iniziato lo sviluppo della TR010, mandando in pensione una GR010 in grado di vincere due 24 Ore di Le Mans, tre Mondiali Piloti e quattro Costruttori, ma ormai plafonata in confronto ad una concorrenza sempre più forte. Nonostante abbia vinto almeno una gara all’anno, il ciclo di vita della GR010 era arrivato al capolinea e la necessità di ripetere l’omologazione in America ha rappresentato un’occasione più che ghiotta per Toyota. Quanto alle line-up, la squadra ha confermato i sei piloti già attivi. Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nick de Vries avranno tra le mani il volante della TR010 #7, mentre la #8 sarà ancora una volta affidata a Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa.
TRIBUTO AL PASSATO: LIVREA ISPIRATA ALLA GT-ONE
Come accennato all’inizio, gli appassionati di lunga data hanno sicuramente riconosciuto motivi e colori della livrea. Toyota ha riavvolto il nastro andando indietro nel tempo e fermandosi al 1998, quando la GT-One attirò sguardi e attenzioni degli amanti dell’endurance e non solo. Nonostante il mostruoso potenziale, la TS020 (nome in codice) non vinse mai a Le Mans, arrivando sì prima nel 1999 nella categoria LMGTP, ma seconda assoluta alle spalle della BMW V12 LMR.
Il successo assoluto non arrivò nemmeno nella 1000km del Fuji dello stesso anno, quando la GT-One finì dietro alla Nissan R391. Dopodiché, i giapponesi decisero di concentrarsi sul poi fallimentare progetto F1, tornando nel WEC – e a Le Mans – in forma ufficiale nel 2012 con la TS030 LMP1. L’obiettivo della nuova TR010 sarà, quindi, rendere onore ad uno dei prototipi più affascinanti e amati di sempre, puntando al contempo a riprendere tra le mani le redini sia del WEC sia della 24 Ore di Le Mans.





