WEC | La piattaforma unica Hypercar è realtà: a Le Mans le nuove regole per il 2030

Giu 12, 2026

Matteo Pittaccio

Durante la conferenza stampa annuale tenutasi al Circuit de la Sarthe, in occasione della 94esima 24 Ore di Le Mans, FIA e ACO hanno sollevato il velo sul regolamento tecnico che dal 2030 segnerà il destino della classe Hypercar del WEC. Niente più trazione integrale, libertà di progettazione delle proprie tecnologie, fortemente voluta da marchi come Ferrari e Toyota, stretta sull’aerodinamica e nuovi design. Inoltre, è stato presentato il calendario 2027, nel quale è confermato il ritorno di Silverstone.

Dalla convergenza all’unificazione: 2030 anno X

Per anni, il successo del WEC e dell’IMSA è passato per la cosiddetta “era della convergenza”, che ha permesso a prototipi nati sotto due filosofie diverse (LMH e LMDh) di correre sullo stesso piano. Dal 2030, questo dualismo lascerà spazio a un unico pacchetto normativo, frutto di mesi di tavoli tecnici tra costruttori e istituzioni. L’obiettivo è chiaro: garantire la sostenibilità economica dei programmi sportivi mantenendo altissimo lo spettacolo agonistico, lasciando al contempo libertà di scelta sul profilo tecnico. Chi vorrà attingere dalle proprie risorse potrà farlo, progettando in casa la propria Hypercar, mentre chi avrà bisogno di supporto per il telaio, come accade con l’attuale LMDH, potrà continuare ad appellarsi a Oreca, Dallara, Multimatic e Ligier. Anche l’IMSA sposerà la stessa filosofia, dando così seguito alla convergenza nata nel 2023.

Cosa cambia tecnicamente

Le nuove specifiche 2030 portano con sé cambiamenti radicali che modificheranno la dinamica delle vetture in pista. Tutte le vetture passeranno alla trazione a due ruote motrici, uniformando le prestazioni e semplificando la gestione meccanica rispetto agli attuali sistemi 4WD visti su LMh quali Ferrari, Toyota e Peugeot.

Il peso minimo sarà elevato a quota 1040 kg (ora è di 1030 kg), mentre i motori endotermici beneficeranno di un incremento di 20 kW (27 cv). La libertà progettuale sui propulsori e sui sistemi ibridi rimarrà ampia, permettendo ai marchi di esprimere la propria identità tecnologica.

Prevista una stretta sui parametri aerodinamici, con fondi e diffusori standardizzati per limitare i costi e, a detto di ACO/FIA, migliorare la competizione tra i marchi.

La norma più ferrea riguarda l’estetica, poiché ogni costruttore dovrà obbligatoriamente omologare una vettura inedita, un chiaro segnale volto a evitare il riciclo dei telai attuali e a stimolare l’innovazione stilistica.

Stabilità come mantra

Uno dei punti critici del nuovo ciclo sarà la durata delle omologazioni: cinque anni di “congelamento” tecnico, senza possibilità di evoluzioni prestazionali in corso d’opera. Una mossa strategica dell’ACO, pensata per dare certezze agli investimenti dei costruttori, proteggendoli da pericolose corse agli armamenti che finirebbero per gonfiare i budget.

Il battesimo delle Hypercar a Idrogeno

La vera grande notizia di questa visione 2030 è l’integrazione formale dell’idrogeno. Le Hypercar H2 non saranno più un esperimento, ma una categoria a sé stante con un regolamento dedicato.

Sebbene condividano l’architettura di base (trazione 2WD), le auto a idrogeno avranno un peso minimo di 1200 kg e pneumatici dedicati. Per garantire la convivenza con le versioni a combustione tradizionale, FIA e ACO hanno già pianificato un sistema di “Equivalenza di Tecnologia” (EoT), volto a livellare le prestazioni senza però creare zone d’ombra che possano avvantaggiare ingiustamente una tecnologia rispetto all’altra.

Il nuovo calendario del WEC

In occasione della tradizione conferenza stampa di Le Mans è stato presentato anche il nuovo calendario. L’unica novità, già trapelata nelle settimane scorse, riguarda il ritorno di Silverstone, teatro della 6 ore in programma il 25 aprile. L’appuntamento inglese mancava dal 2019, quando il format passò alle quattro ore.

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