Alpine vince a sorpresa la 6 Ore del Fuji, settimo round del WEC, conquistando il primo trionfo nel WEC grazie alla splendida prestazione di Charles Milesi/Ferdinand Habsburg/Paul-Loup Chatin, scaltri ad approfittare di una Full Course Yellow chiamata a metà gara. Il trio alla guida della A424 #35 ha così fatto capolino al secondo posto per poi artigliare il comando della corsa in occasione dell’ultima sosta, quando Milesi ha lasciato la pit lane davanti alla Peugeot #93 di Mikkel Jensen/Paul di Resta/Jean Eric-Vergne. L’ora finale è così diventata una passerella verso il successo per un’Alpine che è diventata il quarto marchio diverso in grado di vincere nel WEC 2025.
Nell’ultimo stint Jensen non è riuscito a chiudere il gap di 10 secondi dall’Alpine, concentrandosi per lo più sulla difesa della Porsche Penske #6 di Laurens Vanthoor/Kevin Estre, bravi a recuperare dopo esser stati presi in contropiede da una neutralizzazione. Costretto ad un pit stop d’emergenza in piena FCY, il duo si è ritrovato ai limiti della zona punti, ma la serie di sorpassi operata da Estre ha permesso alla #6 di salire sul podio davanti alla 963 gemella di Julien Andlauer e Mathieu Jaminet. Punti pesanti quelli conquistati da Porsche, tanto in classifica piloti quanto nel Mondiale Costruttori, specialmente in rapporto al risultato deludente delle Ferrari.
FERRARI, FUJI DA DIMENTICARE
Le speranze create nella prima metà della gara si sono infrante contro una dura realtà per la scuderia di Maranello. La situazione è precipitata quando Alessandro Pier Guidi si è toccato con la Porsche Proton di Nico Varrone in curva 13, prendendo poi ben due penalità per track limits, prima un drive-through e poi uno Stop&Go di 30 secondi. Un vero peccato per l’equipaggio #51, 15° al traguardo, specialmente considerando l’ottimo lavoro di Antonio Giovinazzi nelle prime due ore di gara. Niente punti nella classifica piloti anche per la #50 di Antonio Fuoco/Miguel Molina/Antonio Fuoco, 11^ al traguardo.
A differenza dell’auto gemella, non si sono verificati episodi così critici: Nielsen ha evitato rischi nella prime metà e Fuoco ha viaggiato stabilmente al quarto posto, ma da quando Molina ha preso le redini del team per l’ultima ora la 499P #50 ha perso posizioni su posizioni, venendo superata anche dalla AF Corse #83, a punti nonostante lo squarcio sul fianco destro apertosi ad inizio gara per il contatto con l’Aston Martin di Tincknell, troppo profondo nella frenata di curva 10.
In classifica piloti il vantaggio di Pier Guidi/Calado/Giovinazzi su Estre/L. Vanthoor è passato da 36 a 21 punti con ben in vista il finale di stagione in Bahrain. Nel Mondiale Costruttori, invece, viene quasi dimezzato, con Porsche in ritardo di 38 punti, gli stessi messi a disposizione per i vincitori nell’ultimo round.
ASTON MARTIN TRA I GRANDI, CADILLAC DELUDE
Tornando alla gara, grande risultato per l’Aston Martin #009 di Marco Sørensen ed Alex Riberas, bravi a recuperare dal drive-through comminato per aver violato le procedure in FCY. Le Safety Car hanno permesso al duo di annullare gli effetti della penalità, regalando ad Aston Martin ed al The Heart of Racing Team la prima, grande gioia con la Valkyrie, sesta al traguardo alle spalle della Peugeot #94 e attardata di 40 secondi dalla vetta. Aria di delusione, invece, per Cadillac e Jota, partita bene ma crollata nella sequenza di neutralizzazioni. È finita male la corsa dell’altra Valkyrie, costretta al ko quando Gamble ha perso grip a gomme fredde, travolgendo proprio l’Aston Martin GT3 dello stesso team (rimasta in gara e settima al traguardo).
La #38 di Bamber/Button/Bourdais ha addirittura perso un giro ritrovandosi nella finestra sbagliata, mentre la #12 di Lynn/Nato/Stevens ha recuperato risalendo fino ad un settimo posto per certi versi deludente in base alle attese. Nel finale Lynn ha avuto la meglio sulla Toyota #7 di Kobayashi/de Vries/Conway, con la BMW WRT di Rast/Frijns/S. Van der Linde al nono posto, unica gioia di un team rimasto privo di una macchina dopo l’incidente di Raffaele Marciello, a muro a pochi minuti dall’inizio dello stint a causa di un’improvvisa decelerazione della Porsche Proton di Nico Varrone in uscita dalla sesta curva.
ALTRA BEFFA PER FERRARI IN LMGT3: VITTORIA TOLTA DOPO IL TRAGUARDO
Passando alla LMGT3, esattamente come ad Austin Ferrari AF Corse ha perso la vittoria dopo aver tagliato il traguardo al primo posto. L’eccellente gestione dell’energia ha permesso ad Alessio Rovera di guidare la 296 #21 al primo posto fino alla bandiera a scacchi, ma qualche istante dopo l’equipaggio ha ricevuto una penalità di cinque secondi per infrazione nell’ultimo pit stop. Questo ha aperto la strada alla Corvette TF Sport di Eastwood/Andrade/van Rompouy, promossa in prima posizione proprio davanti alla Ferrari.
Terza e quarta piazza per le BMW WRT, sul podio con Farfus/Boguslavskiy/Shahin, arrivati davanti alla #46 di Kelvin van der Linde/Valentino Rossi/Ahmad Al Harthy. La strategia non ha dato troppa ragione a Porsche Manthey, leader del trofeo LMGT3 con 19 punti di vantaggio prima del Fuji. I tre si sono accontentati della quinta posizione portando a casa 10 punti e perdendone 8 da Rovera/Mann/Heriau, che si giocheranno il tutto per tutto in Bahrain.




