Gioia Ferrari nelle qualifiche della Lone Star Le Mans, sesto round del WEC: ad Austin Robert Kubica e AF Corse hanno conquistato per la prima volta la Hyperpole, inserendo la #83 al primo posto con il tempo di 1:57.655 e precedendo la 499P di Giovinazzi per una prima fila monopolizzata da Maranello. In un sabato fortemente influenzato dal maltempo il polacco ha avuto la meglio, ottimizzando i primi istanti della Hyperpole per registrare il giro più veloce. E così Kubica, vincitore dell’ultima 24 Ore di Le Mans e ad Austin un anno fa, ha consegnato a Ferrari la quarta Pole su sei qualifiche, battendo di solamente nove centesimi quel Giovinazzi leader della classifica piloti in compagnia di Pier Guidi e Calado. Il pilota di Martina Franca ha dato il tutto per tutto, ma un lungo in curva 19 ha vanificato gli sforzi.
LA PIOGGIA COMPLICA LA HYPERPOLE, PEUGEOT PENALIZZATA POST-QUALIFICA
Distacco decisamente alto a partire dalla terza posizione, inizialmente intascata da Jean-Eric Vergne con la Peugeot #93, staccata di ben otto decimi. Tuttavia, gli sforzi del francese sono stati vanificati dalla penalità dovuta alla mancata attivazione delle “luci pioggia”. L’equipaggio #93 ha perso tutti i giri registrati ed è stato spostato sul fondo. Al terzo posto ha fatto così capolino la Porsche Penske #6 di Kevin Estre, mentre si è dovuto accontentare della quarta posizione Nicklas Nielsen sulla Ferrari #50. Il danese ha mancato il terzo posto per pochi millesimj, anche se nel confronto con Kubica e Giovinazzi non ha avuto modo di sfruttare come avrebbe voluto i primi giri del turno. Trasferitasi nell’ultimo settore, la pioggia ha reso difficili i miglioramenti nei minuti conclusivi e la classifica non ha subito grandi cambiamenti.
Degno di nota il sabato texano di Nico Varrone, primo nella Q1 e poi quinto nella sessione finale, per la gioia di Proton Competition. Dopo l’argentino si è creata una netta spaccatura, a partire dalla Alpine di Charles Milesi, il cui distacco dalla vetta ha toccato quasi quota tre secondi. Dietro alla LMDh francese ha trovato posto l’unica Toyota in grado di entrare in Hyperpole, la #8 di Hirakawa, seguita da un Dries Vanthoor (BMW-WRT #15) uscito di pista nel corso dell’ultimo tentativo. Una beffa per il belga, i cui tempi sono stati all’altezza dei primi fino all’escursione.
Grande sorpresa, invece, quella fatta da Alex Riberas ad Aston Martin THOR: con un bel colpo di reni lo spagnolo ha arpionato la Top10 nel primo turno, portando la Valkyrie #009 nella parte più alta della classifica.
CADILLAC SI COMPLICA LA VITA: LE GOMME WET NON PAGANO
La leggera pioggia caduta nei primi minuti ha tratto in inganno più di qualche protagonista e tra questi citiamo Cadillac-Jota, costrette a partire addirittura al 15° posto con la #38 di Bamber/Bourdais/Button ed al 16° con la #12 di Lynn/Stevens/Nato. Il risultato così deludente è nato dalla scelta di puntare sulle gomme di bagnato, decisione rivelatasi poi molto negativa per il marchio reduce dal successo di Interlagos, nonché primo avversario di Ferrari nelle classifiche piloti e costruttori.
Stesso scenario per Kamui Kobayashi. Il pilota e team manager Toyota Gazoo Racing ha scommesso sulle gomme da bagnato, ma la scelta non si è rivelata indovinata e il giapponese ha chiuso addirittura in ultima posizione al volante della GR010 #7, guadagnando una casella per la penalità della Peugeot €93. Quantomeno Toyota ha diversificato la strategia tra le due auto, a differenza di Cadillac, entrando in Hyperpole con il già citato Ryo Hirakawa.
LMGT3: LEVORATO PORTA FORD E L’ITALIA IN POLE, VALENTINO ROSSI 4°
La Hyperpole della LMGT3 è iniziata con una pioggia un po’ più intensa, ma comunque altalenante. Questo ha reso ancor più imprevedibile il grip e le prime curve affrontate una volta lasciati i box sono diventate quanto mai cruciali considerando il poco tempo a disposizione.
In condizioni mutevoli a festeggiare è stata Ford, capace di piazzare le Mustang in prima fila grazie ad uno splendido Gianmarco Levorato, in Pole con la Proton #88 per soli 18 millesimi di margine sulla #77 guidata da Ben Tuck. Menzione d’onore per Stefano Gattuso, occupatosi di guidare la #88 verso la Hyperpole, lasciando poi il volante nelle mani di Levorato. La qualifica della gara di casa non sarebbe potuta andare meglio per l’ovale blu, tornato in Pole nel WEC a distanza di sei anni dall’ultima volta (6 Ore Spa 2019). A tal proposito, notizia fresca dal paddock di Austin: Ford ha appena annunciato il pacchetto EVO, previsto per il 2026.
Distacco abissale quello inflitto dalla Mustang GT3, la più potente e tra le più leggere del lotto. Sean Gelael, terzo sulla McLaren United Autosports #95, ha sofferto un gap di sei decimi, precedendo la BMW M4 #46 di Valentino Rossi, il cui quarto posto fa ben sperare in vista della gara.
MERCEDES E IRON LYNX IN TOP10
Qualifica sorprendente per Mercedes e Iron Lynx, entrate in Hyperpole con la #60 di Andrew Gilbert, sostituito nella seconda sessione da Fran Rueda. L’AMG del team italiano si è classificata ottava alle spalle della Lexus Akkodis #78 di Finn Gehrsitz. Fuori dalla Top10, invece, la Lexus #87 vincitrice della 6 Ore di Interlagos, qualificatasi in Hyperpole ma poi penalizzata. Tornando ai primi dieci, nono posto per il rientrante Timur Boguslavskiy (BMW M4 #31) e decimo per l’Aston Martin Vantage THOR, guidata tra gli altri da Mattia Drudi. Ad occuparsi della qualifica il proprietario/pilota Ian James e Zacharie Robichon, staccato di circa tre secondi da Levorato.
FERRARI E PORSCHE NELLE RETROVIE
Il poco tempo a disposizione, unito a una pista in condizioni poco ideali per qualche goccia di pioggia e delle bandiere gialle (come quella provocata dal testacoda della Lexus #78 di Arnold Robin), ha messo alle strette molte squadre, impossibilitate a completare dei giri puliti. Questo spiega i distacchi quasi abissali tra i 18 equipaggi attivi in pista. Tra i team più in difficoltà segnaliamo in primis AF Corse con entrambe le Ferrari 296 LMGT3, che non hanno superato il taglio del primo turno restando ferme al 15° e 17° posto con la #54 affidata a Thomas Flohr e la #21 guidata da François Heriau.
Da segnalare che proprio Flohr è stato colpito dalla Corvette di Ben Keating, a cui sono state comminate tre posizioni di penalità in griglia. Ma Ferrari non è stato l’unico marchio di prima fascia ad annaspare, anche Porsche ha chiuso la Q1 in posizioni decisamente arretrate. La Manthey #92, capoclassifica alla vigilia della Lone Star Le Mans, non è andata oltre la 14^ casella, mentre la 911 GT3-R #85 delle Iron Dames, portata in pista da Celia Martin, ha chiuso la sessione al 18° ed ultimo posto.
WEC, LONE STAR LE MANS: I RISULTATI




