Pioggia, battaglie, contatti e polemiche: così si potrebbe riassumere l’ultima Lone Star Le Mans del WEC. Sei ore totali, quattro di gara pura, che hanno contribuito a stimolare più di qualche discussione, in pista e fuori. Nel nuovo video pubblicato sul canale YouTube di AutoRacer approfondiamo tanto il lato sportivo quanto quello politico del sesto round del Mondiale Endurance, concentrandoci prevalentemente su quanto accaduto in in pista e, di conseguenza, in direzione gara.
La classifica ha premiato Porsche Penske, tornata al successo dopo un anno con la 963 #6 di uno scatenato Kevin Estre, Laurens Vanthoor e Matt Campbell, capaci di battere la Ferrari #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, fresco di rinnovo con il Cavallino. Il distacco sotto la bandiera a scacchi tra le due Hypercar è stato di quasi nove secondi, con Peugeot non molto attardata a completare il podio. Sul bagnato Porsche ha quindi trovato terreno fertile per sfruttare tutti i punti forti della 963, le cui qualità sono state espresse al meglio da un Estre solido e veloce.
Quanto a Ferrari, nessuna delle tre 499P è riuscita a fermare la LMDh di Weissach, ma guardando alla classifica il bottino non è comunque male. In una gara corsa in condizioni così ostiche, nella quale piloti e macchine sono stati esposti ad una pioggia intensa, sarebbe stato facile commettere errori, ma alla fine il Cavallino ha intascato buoni punti, gli stessi che hanno trasformato il Fuji nella prima occasione di portare a casa il Mondiale Costruttori. Fondamentale in tal senso la rimonta di Pier Guidi, rallentato dalla foratura nata dal contatto con Estre, ma bravo a risalire fino al quinto posto. Battute, quindi, le Cadillac, prime avversarie di Ferrari alla vigilia di Austin.
IL CONTATTO TRA ESTRE E PIER GUIDI
Risultato a parte, ciò che ha destato molta perplessità nel paddock è stato proprio l’episodio tra Kevin Estre e Alessandro Pier Guidi avvenuto a meno di due ore dalla fine. Prima di ripartire, Pier Guidi, salito al volante della Ferrari #51, ha rallentato nel bel mezzo dell’ultima curva sorprendendo un Kevin Estre che ha poi toccato il retrotreno della 499P guidata dal pilota di Tortona. Tuttavia, l’asso di casa Porsche non ha esitato ad allungare la staccata nella salita della prima curva, approfittando dello spazio lasciato da Pier Guidi per inserirsi all’interno.
Nel confronto diretto tra i due Estre ha allargato leggermente la linea, toccando la Ferrari #51 e provocando la foratura dello pneumatico anteriore sinistro, fatto che ha obbligato l’equipaggio di Maranello ad un passaggio extra in pit lane. Lo scontro tra il francese e l’italiano ha subito attirato l’attenzione della Direzione Gara, che ha posto sotto investigazione sia il contatto dell’ultima curva sia quello della prima. Il risultato? Avvertimento per la leggera toccata da parte di Estre prima della bandiera verde e nessun provvedimento per quanto accaduto nel duello ruota a ruota.
POLEMICHE IN LMGT3: RIGON PENALIZZATO PER IL CONTATTO CON BARKER
Un esito poco coerente con quanto deciso al termine della corsa in riferimento al contatto tra la Ferrari AF Corse di Davide Rigon e la Ford Proton di Ben Barker. In lotta per la vittoria della classe LMGT3, Rigon ha sfruttato le gomme slick per chiudere il gap sulla Mustang di Barker, rimasto su pneumatici da bagnato. Il veterano di casa Ferrari ha visto un varco all’interno di curva 11, forte di un ritmo più veloce di circa quattro secondi al giro, ma ha incrociato la traiettoria con Barker producendo una sportellata sì dura, ma innocua per entrambi. Pochi istanti dopo Rigon ha sbrigato la pratica, trainando la squadra piacentina verso la vittoria.
Ma la gioia dello stesso Rigon, Castellacci e Flohr è durata poco perché la direzione gara ha deciso di comminare cinque secondi di penalità all’equipaggio proprio per l’aggancio di curva 11, fatto che ha promosso al primo posto la McLaren United Autosports #95 di Gelael/Sato/Leung ed al secondo la BMW WRT #46 di Kelvin van der Linde, Ahmad Al Harthy e Valentino Rossi, tornato sul podio a distanza di circa quattro mesi dall’ultima volta. La Ferrari #54 si è così dovuta accontentare del terzo posto, ma le polemiche sulla decisione hanno subito preso piede, ponendo al centro della questione l’uniformità di giudizio da parte di chi ha dovuto prendere posizione.
CAOS DIREZIONE GARA TRA SAFETY CAR E DISPARITÀ DI GIUDIZIO
Tutto ciò in una gara già condizionata dall’errore di comunicazione commesso dal collegio presieduto dall’esperto Eduardo Freitas, reo di aver mandato in pista due Safety Car nel corso della seconda ora. Il direttore gara brasiliano ha ammesso il proprio errore, affermando che l’intenzione fosse quella di far rientrare la prima auto di sicurezza, teoricamente a corto di carburante, scambiandola con la seconda e proseguendo in regime di Safety Car fino a quando le condizioni non fossero migliorata.
Tuttavia, la comunicazione con le squadre non è stata cristallina e, vedendo rientrare la Safety Car ai box, la maggior parte dei piloti ha preso la via della pit lane, mentre alcuni (come Makowiecki sull’Alpine) sono rimasti in pista falsando la classifica. Per riordinare il tutto Freitas si è dovuto appellare alla bandiera rossa, scusandosi per l’errore con un comunicato rilasciato durante la corsa. Sviste di questo genere possono capitare, mentre sulla disparità di giudizio non si dovrebbe soprassedere allo scopo di evitare controsensi e incoerenze.



