Ferrari torna sul gradino più alto del podio nel FIA WEC e lo fa al termine di una Lone Star Le Mans dal finale clamoroso. La Ferrari 499P #50 di Nicklas Nielsen, Antonio Fuoco e Miguel Molina ha conquistato la vittoria nella 6 Ore di Austin, approfittando del ritiro della Toyota #7 quando mancavano appena quindici minuti alla bandiera a scacchi. Per la Casa di Maranello si tratta del primo successo stagionale nel Mondiale Endurance, arrivato al termine di una gara che sembrava ormai indirizzata verso la prima vittoria Toyota al COTA.
La gara era iniziata con la Ferrari #51 di Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado davanti a tutti, grazie alla pole position conquistata dal pilota pugliese nella giornata di sabato.
La #51 ha mantenuto il comando nelle fasi iniziali, mentre la sorella #50 ha recuperato rapidamente terreno. La strategia ha poi rimescolato le carte, con Ferrari e Toyota impegnate su differenti finestre di rifornimento. Nel corso della gara la #51 è però progressivamente scivolata indietro, anche a causa di un problema durante un pit stop che ha fatto perdere tempo prezioso alla 499P affidata a Calado.
A prendere il controllo della corsa è stata quindi la Toyota #7 di Nyck de Vries, Kamui Kobayashi e Mike Conway. Partita dalla nona posizione, la TR010 Hybrid ha costruito la propria rimonta fino a portarsi al comando nelle ultime due ore, dando l’impressione di poter finalmente conquistare il primo successo della Toyota sul tracciato texano.
Il colpo di scena a 15 minuti dalla fine
Quando la vittoria sembrava ormai nelle mani della Toyota, il colpo di scena. A circa un quarto d’ora dalla conclusione, la #7 ha accusato un problema idraulico al servosterzo ed è stata costretta a rallentare, perdendo così il comando proprio nelle fasi decisive della gara. Un epilogo amarissimo per de Vries, Kobayashi e Conway.
La leadership è così passata alla Ferrari #50 di Miguel Molina, che aveva superato poco prima l’Alpine #35. Lo spagnolo ha dovuto quindi resistere alla rimonta di Charles Milesi, riuscendo però a mantenere il margine necessario fino alla bandiera a scacchi.
Ferrari ha così centrato una vittoria pesantissima, tornando al successo nel WEC dopo il trionfo alla 24 Ore di Le Mans 2025 e conquistando il primo centro del 2026. Per Nielsen, Fuoco e Molina è invece arrivato un successo di grande liberazione, poiché i tre non vincevano da marzo 2025, ossia dalla 1812 km del Qatar.
Alle loro spalle ha chiuso la Cadillac #38 di Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber, promossa al secondo posto dopo una penalità di cinque secondi inflitta all’Alpine #35 per unsafe pit release. Proprio la vettura francese di Charles Milesi, Ferdinand Habsburg e António Félix da Costa ha completato il podio, conquistando il primo piazzamento tra i primi tre della stagione per Alpine.
Bene Aston Martin, Genesis a punti e BMW in difesa
Quarto posto per la Aston Martin #007, protagonista di un ottimo weekend dopo aver mostrato grande competitività già nelle prove libere, mentre la seconda Alpine #36 ha chiuso quinta davanti alla Toyota #8. Settima la Genesis #17, ottava la BMW #15 e decima la Peugeot #94.
Gara decisamente più complicata per la Ferrari #51, che dopo aver dominato le prime fasi ha concluso addirittura in undicesima posizione, mentre la BMW #20 ha chiuso dodicesima. Le due vetture che si presentavano ad Austin al comando della classifica iridata hanno quindi lasciato il Texas senza punti.
Aston Martin vince in LMGT3: ancora gloria per Drudi
In LMGT3 è arrivato invece il successo della Aston Martin Vantage AMR LMGT3 #27 dell’Heart of Racing Team, affidata a Mattia Drudi, Zacharie Robichon e Ian James. La vettura britannica ha preceduto la Porsche #91 di Manthey e la gemella Aston Martin #23, completando un podio da sogno per il team americano e il marchio britannico.
La Ferrari #21 di Vista AF Corse ha chiuso quarta, mentre la Ford Mustang #77 ha completato la top five. Più indietro la Corvette #33 di TF Sport, leader del campionato alla vigilia della trasferta americana, ha concluso dodicesima, mentre la #34 ha terminato addirittura quattordicesima soffrendo guasti alle sospensioni. Niente punti anche per la BMW-WRT #69.
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