Dopo un weekend complicato a Singapore, James Vowles, Team Principal della Williams, ha analizzato con chiarezza quanto accaduto e le prospettive future della squadra. Il Gran Premio è stato infatti segnato da un doppio colpo per il team: entrambe le vetture sono state escluse dalla qualifica a causa di una piccola irregolarità all’ala posteriore. Nonostante ciò, la squadra è riuscita a portare a casa un punto con Carlos Sainz, che ha chiuso decimo, mentre Alex Albon ha terminato quattordicesimo.
Vowles: “Abbiamo ancora molta strada da fare prima di poterci considerare una squadra da mondiale. Ecco i motivi della squalifica”
“Singapore è stato un chiaro promemoria che abbiamo ancora molta strada da fare prima di poterci considerare una squadra da titolo”, ha esordito Vowles. L’ex Mercedes ha illustrato dettagliatamente la situazione a cui è andata in contro la squadra: “Spesso si parla solo di prestazioni, ma dietro a tutto questo ci sono le strutture, i processi e i sistemi che servono per costruire una monoposto solida, affidabile e sempre conforme ai regolamenti. In un certo senso, Singapore e Baku rappresentano perfettamente la natura del motorsport: a Baku abbiamo vissuto l’euforia di un podio, e poche settimane dopo siamo passati a uno dei momenti più duri, quando entrambe le nostre vetture sono state escluse dalla qualifica il sabato.”

Dal punto di vista tecnico, Vowles ha spiegato che la macchina era conforme nella maggior parte dell’ala posteriore, ma l’estremità della componente ha superato i limiti consentiti: “Durante le verifiche apriamo il DRS e utilizziamo uno strumento – simile a quello della FIA – per testare la flessibilità lungo tutta la superficie. Tutto risultava conforme, tranne l’estremità dell’ala, dove il carico superava il limite consentito. Anche se la differenza era minima, il regolamento è chiaro: la componente risulta comunque illegale. Analizzando a fondo la vicenda, abbiamo scoperto che alcuni processi interni non erano aggiornati e che perfino il nostro strumento di misura non replicava perfettamente quello della FIA, creando così una discrepanza.”
Vowles: “Grande reazione della squadra”
Vowles ha poi sottolineato il carattere del team nel reagire e nel cambiare pagina in vista della gara. Infatti, al termine dei 62 giri, Sainz é riuscito a chiudere in decima posizione, conquistando così un punto: “Questo è solo uno dei centinaia di controlli che la FIA può eseguire, ma tutti hanno la stessa importanza. È nostra responsabilità assicurarci di rispettarli al 100%. Per quanto sia stato un colpo duro, sono orgoglioso di come la squadra abbia reagito durante la notte: sapevamo di avere una macchina competitiva e il reparto strategia ha fatto un ottimo lavoro nel portarci comunque a punti. Speravamo in un po’ di pioggia o in una safety car che potesse offrirci un’altra opportunità, ma anche senza, chiudere con un punto è stato un buon risultato.”

Riguardo al morale del team dopo la squalifica, il TP Williams ha chiarito che la gestione della delusione è fondamentale. Vowles ha infatti sempre indicato il 2026 come l’anno di riferimento per la crescita tecnica, sottolineando come sia proprio in momenti difficili come questi che la squadra deve dimostrare maturità. Queste prove, infatti, non sono che tappe obbligate di un percorso di crescita necessario per riportare la squadra di Grove ai livelli di gloria che l’hanno caratterizzata in passato: “Dopo la squalifica, il difficile è stato rialzare il morale di tutta la squadra. In realtà, considero questi momenti come occasioni per crescere. Se affronti la situazione nel modo giusto, ne esci più forte; se invece la prendi con rabbia e cerchi colpevoli, non risolvi nulla. In questo caso abbiamo scavato a fondo per capire davvero come siamo arrivati a commettere quell’errore e come correggere immediatamente non solo quell’aspetto, ma ogni procedura legata al controllo qualità, sia in pista che in fabbrica. Già la mattina seguente, tutti erano pronti a reagire e a lottare per i punti.”
Vowles: “Il passo era ottimo. Alex si è sacrificato per far ottenere a Carlos un punto”
Vowles ha poi commentato l’andamento del Gran Premio: “La vettura era veloce in configurazione gara, ma in qualifica non abbiamo tirato fuori tutto il potenziale. Ero comunque convinto che, anche partendo più indietro, avremmo potuto portare a casa qualche punto, e alla fine ne abbiamo conquistato uno. Alex è rimasto bloccato nel traffico e non ha potuto eseguire pienamente il piano, ma ha comunque giocato di squadra nell’alzare leggermente il ritmo per creare un gap che permettesse a Carlos di rientrare e prolungare il proprio stint. Quel lavoro ha consentito a Carlos di uscire in aria pulita e andare a prendersi il decimo posto, l’unico punto possibile. Alex meritava di più, ma con il traffico che aveva davanti, in aggiunta alle bandiere blu, non c’era margine per far meglio.”

In termini di strategia, la squadra ha dovuto adattarsi alle condizioni variabili. Inizialmente, il piano era infatti di allungare il primo stint con Albon con le hard, ma dato l’acquazzone di circa 1h antecedente alla corsa, i piani sono stati rivisti: “Inizialmente volevamo far partire Alex con le hard e Carlos con le medie. Ma poco prima della partenza è arrivato un acquazzone, e partire con le hard su una pista ancora umida sarebbe stato troppo rischioso. Abbiamo quindi messo entrambi su medie, con l’idea di allungare lo stint per sfruttare il degrado di chi aveva le soft e montare gomme più morbide nel finale. A Singapore il degrado è reale e pesante: se riesci a restare in pista più a lungo, puoi approfittarne. C’era anche l’opzione di sfruttare una safety car, che avrebbe potuto regalarci una grande opportunità, ma non è arrivata.”
Vowles ha guardato a quello che sarebbe potuto essere il risultato senza la squalifica: “Se non fossimo stati esclusi, credo che entrambe le vetture sarebbero arrivate a punti. Il passo gara era molto buono, simile a quello dell’Aston Martin. Alonso probabilmente aveva un po’ più ritmo, ma guardando dove hanno concluso lui e Beerman, penso che ci sarebbe stata la possibilità di finire con entrambe le auto nella top 10. Difficile dire esattamente dove, ma sicuramente più in alto di quanto abbiamo raccolto.”

Sul guasto in FP1 ai freni sulla macchina di Albon: “Problema al sistema brake by wire”
Infine, è stato chiarito un guasto emerso nel venerdì. Nelle FP1, infatti, Albon ha riscontrato un problema al sistema frenant, che ha visto i meccanici della scuderia a ricorrere agli estintori per estinguere le fiamme sui freni posteriori. Vowles ha chiarito le cause del problema: “Non è stato causato né dall’umidità né dal carico di frenata, ma da un guasto hardware nel sistema brake-by-wire. Il problema – che non c’entra con il fatto che Marina Bay è una pista molto faticosa per i freni, sarebbe potuto accadere anche su altre piste – è iniziato verso curva 10 del suo giro veloce. Anche se gli abbiamo detto di rallentare, la temperatura dei dischi era già troppo alta. In pit lane abbiamo usato gli estintori per raffreddarli, ma il danno era ormai fatto. È un problema tecnico che dobbiamo analizzare bene e risolvere per Austin.”



