La stagione 2026 di Williams non sta andando affatto per il verso sperato, con il team britannico che aveva fortemente puntato sul nuovo ciclo regolamentare. Tuttavia diverse complicanze hanno messo in crisi la squadra di Grove, che tuttavia è riuscita a rinnovare sia Sainz che Albon. Ovviamente il TP Vowles è soddisfatto di ciò ed ha spiegato l’importanza di questa mossa: “Innanzitutto, mostra la realtà al mondo esterno. Non posso dirvi tutto quello che succede dietro le quinte, ma posso dirlo a loro. La loro firma è un segnale che sono in atto molti cambiamenti, che credono in quello che sarà il futuro. E questa convinzione è incredibilmente importante, sia per i membri del team, sia per chiunque nel mondo esterno”.
James Vowles ha poi completato il discorso in merito all’importanza del rinnovo di Sainz ed Albon, affermando che: “In secondo luogo, la coerenza è importante. Perché il team sta maturando e cambiando. E per quanto si riesca a mantenere la coerenza, soprattutto nella formazione dei piloti, diventa fondamentale per continuare a costruire su questo. Quindi, probabilmente il modo migliore per riassumerlo è dire che, grazie a questo, la fabbrica si è sentita sollevata da un peso questa settimana. E ho visto che, di conseguenza, hanno accelerato notevolmente i lavori. Quindi la fiducia è reale e tangibile”.

VOWLES: “IMPOSSIBILE RISOLVERE I PROBLEMI DI WILLIAMS IN BREVE TEMPO”
Ovviamente l’inizio complicato di stagione da parte di Williams ha messo in difficoltà l’intero ecosistema e Vowles ne è assolutamente consapevole. “Ora sentiamo molta pressione, a livello personale, perché le cose devono andare per il verso giusto. Quindi, non risolveremo i problemi della Williams in 12 mesi. Non succederà. Si tratta di vent’anni di investimenti insufficienti.”. Il TP ha poi spiegato come sta gestendo il budget cup per risanare la situazione. “Quello che sto facendo ora è investire gran parte dei fondi stanziati dal tetto di spesa per risolvere problemi che le altre squadre non hanno. Quindi mi sorprende, ma non dovrebbe sorprendere nessuno di voi, che le prime quattro squadre si distacchino da tutte le altre quando cambia il regolamento. Perché questo mette sotto pressione l’intero sistema. Credo che stiate vedendo anche il lato negativo del tetto di spesa”.
Dunque in poche parole ogni anno non è un nuovo anno per i team, ma il risultato di tutto ciò che c’è stato prima. “Bisogna includere tutto ciò che è successo nei 20 anni precedenti. Non possiamo certo riesumare ogni singolo problema verificatosi in un solo anno. Semplicemente non è possibile. Tuttavia, ci assicureremo che ogni decisione che prendiamo sia quella giusta per il nostro successo a lungo termine. Se prendessi tutte le decisioni giuste per il prossimo anno solo per salvare me stesso o un pilota, significherebbe un piccolo picco seguito da un nuovo calo. Ogni decisione che prendiamo è la decisione giusta per questa squadra per i prossimi cinque anni. Non accadrà ancora. E questo potrebbe significare che non raggiungeremo il tasso di successo desiderato entro il 2070, ma significherà che nei prossimi cinque anni faremo progressi”.

E proprio in merito a decisioni giuste e possibili errori, Vowles ha chiarito: “Non esiste una squadra in griglia che possa mai garantirti che non commetterai errori, perché probabilmente i fatti vengono fraintesi nel mondo esterno. D’inverno prendi migliaia di decisioni, e non ne servono molte sbagliate prima di imboccare la strada sbagliata. E questa differenza si misura probabilmente in pochi decimi, ma oggigiorno pochi decimi fanno la differenza tra vincere un campionato e perderlo”.
Continuando su questo complesso processo che ogni squadra deve affrontare quotidianamente e che non è visibile invece dall’esterno: “Quindi non si arriva al punto di usare la terminologia per fare pasticci, si va al punto di capire quali sono i grandi elementi costitutivi che si stanno mettendo in atto. Ossia una combinazione di persone, diversa da quella che avevamo prima. Una combinazione di punti di forza nel team che era diversa da quella che avevamo prima. E per noi, l’anno scorso, all’inizio del 2025, mancava la tecnologia di simulazione. Questa è entrata in funzione solo a novembre dell’anno scorso. Le auto erano già praticamente finite a quel punto, quindi quello che stavamo facendo era basarci su supposizioni fondate, e alcune di queste sono state sbagliate”.
LE PROBLEMATICHE DELLA FW48
James Vowles si è poi concentrato sui principali deficit della Williams FW48, in particolar modo su: “Se guardiamo all’altezza da terra del posteriore, abbiamo sviluppato con un’altezza sbagliata, così come ha fatto anche l’Aston Martin, e l’abbiamo corretta. Ma non sembra una cosa enorme, eppure si sviluppa aerodinamicamente in uno spazio completamente sbagliato e non è guidato da nient’altro che da una simulazione che ti dice che quella è una buona direzione per la caratteristica che stai cercando, e poi va male. Questo errore può essere commesso in qualsiasi inverno, perché ci si trova in uno spazio teorico contro uno spazio matematico. Ecco perché ci sono queste stagioni fantastiche in cui arrivi e il team è arretrato o è avanzato”.
E proprio in virtù di questo ciò e della complessità che c’è dietro ogni singola area: “Quindi, non ho intenzione di promettere nulla a nessuno, perché nessuna squadra da campionato lo farebbe. Quello che si cerca piuttosto di fare è dimostrare che esiste una profondità sufficiente, prima inesistente, nei metodi di lavoro, nei sistemi, negli strumenti, nei processi e nelle persone che consentono di catturare il maggior numero possibile di questi elementi.”

Oltre al problema legato alle altezze da terra, il TP di Williams ha poi parlato del problema più importante e che ha rallentato l’intera scuderia di Grove sin dall’inizio della stagione. “Il problema più grande probabilmente riguarda la produzione dell’auto. Siamo piuttosto franchi al riguardo. L’auto che avevamo a Miami era in realtà la stessa che avrebbe dovuto essere presente a Melbourne, ma con tempi di attesa più lunghi a causa di questo problema”. Cosa che tra l’altro sta continuando ad influenzare Williams. “Ma anche gli elementi prestazionali che stiamo introducendo sulla vettura ora non sono quelli che avevamo pianificato. La vettura che abbiamo è praticamente identica a quella che avevamo progettato, quella di cui sto parlando oggi, che abbiamo testato nella galleria del vento a novembre. Quindi, in questo periodo invernale, non possiamo fare un confronto diretto con i nostri concorrenti.
Per quanto riguarda invece l’origine di questo importante problema. “Gran parte di ciò è dovuto al fatto che stiamo cercando di recuperare il terreno perso a causa di una serie di problemi sorti quest’inverno, forse più significativi di quanto avessi comunicato all’epoca. Quindi il cambiamento più grande, ad esempio, non riguarda solo le persone, ma il fatto che abbiamo colleghi che si sono uniti a noi dalla McLaren. Sanno cosa significa essere a un livello da campionato, è esattamente ciò che hanno dimostrato lì. E sono in grado di spingere il gruppo verso il successo in tal senso. E non certo perché i nostri dipendenti nei reparti di progettazione e produzione non abbiano lavorato sodo”.
WILLIAMS, INEFFICIENZA GENERALE E SISTEMI ORMAI OBSOLETI E SCADENTI
E’ poi arrivato un ringraziamento di Vowles alla sua scuderia, di cui si sente molto fiero: “Devo dire una cosa riguardo a tutti in Williams. Sarò loro eternamente grato. Mi hanno dato sette giorni su sette e sedici ore al giorno, rispetto a quello che abbiamo oggi, per permetterci di cambiare rotta”. Anche se nonostante ciò: “Ma stiamo lavorando in modo inefficiente e, francamente piuttosto scadente rispetto a come dovremmo lavorare in prospettiva futura”.
Il TP ha poi affermato che questa inefficienza non riguarda un singolo aspetto, ma l’intero ecosistema aziendale. “E non si tratta solo delle operazioni, ma dell’intero processo, dalla progettazione concettuale iniziale in aero, passando per l’ufficio di progettazione, fino alla produzione. Questo è un esempio”. Riguardo poi altre problematiche che la squadra ha avuto nel corso del tempo e che nell’attuale F1 è fondamentale: “Il secondo è che, quando sono entrato in azienda, non avevamo alcun software. Ma oggi abbiamo software che non sempre si rivelavano utili. Direi che alcuni, anzi, ostacolavano e rallentavano le fabbriche. Durante la pausa di agosto, ne abbiamo dismesso metà, il che significa che se chiedeste a qualsiasi team della rete elettrica di modificare il vostro sistema ERP a metà anno, chiuderebbero un occhio perché non è una cosa piacevole da fare.

Credit: Tomasz Mroz
Dunque la situazione non è delle più semplici all’interno del team, che sta subendo una forte riprogettazione per tornare al vertice. Tutte queste operazioni, nonostante non siano semplice, sono fondamentali seppur ‘dolorose’: “Dobbiamo farlo per raggiungere i nostri obiettivi. Un esempio di cui ho parlato di recente, e per darvi un’idea della gravità del problema, è che alcuni dei nostri sistemi CAD erano obsoleti da 15 anni. E quindi non è possibile aggiornarli tutti in una volta. Si tratta semplicemente di analizzare l’intera attività, individuare le aree che non sono al livello giusto e correggerle. E, soprattutto per quanto riguarda le lacune nei costi, non si può fare tutto in una volta. Quindi si procede per obiettivi specifici e poi si procede gradualmente”.
Ed infine per concludere: “Ma questo significa che il tempo necessario per svolgere il proprio lavoro, se si lavorasse nel settore aerodinamico o nella progettazione della mia squadra, è significativamente più lungo rispetto a qualsiasi altro reparto della griglia di partenza. E dobbiamo risolvere questo problema, non perché stiamo combattendo con un braccio legato dietro la schiena”.



