La Williams ha chiuso il GP del Messico senza conquistare punti. Ancora una volta, la squadra di Grove non è riuscita a sfruttare appieno il potenziale della FW47, nonostante sia una delle vetture più competitive del midfield. Il Team Principal James Vowles ha spiegato le difficoltà incontrate: da un lato, Carlos Sainz ha dovuto fare i conti con diversi problemi durante il weekend; dall’altro, Alexander Albon non è mai riuscito a essere competitivo come il compagno, aggravato anche da una strategia di gara poco efficace.
Vowles: “La gara di Carlos é stata fortemente condizionata dal contatto in curva 1 mandando KO tutti i sensori anteriori”
Partendo dal weekend di Carlos Sainz, lo spagnolo sapeva già che sarebbe stato impegnativo a causa della penalità di 5 posizioni in griglia, inflittagli dopo l’incidente con Kimi Antonelli ad Austin. In partenza, poi, l’ex Ferrari è stato coinvolto in un contatto che ha danneggiato diversi sensori dell’asse anteriore, complicando ulteriormente la sua gara: “In Messico, la penalità di cinque posizioni inflitta a Carlos è stata particolarmente severa. Ci ha costretto a partire in mezzo al gruppo, dove il rischio di contatti è alto, e purtroppo alla Curva 1 ne abbiamo pagato le conseguenze. L’impatto ha danneggiato tutti i sensori dell’assale anteriore, inclusi quelli che controllano lo slittamento delle ruote e la temperatura dei freni.”
Il malfunzionamento dei sensori anteriori ha portato ad un episodio di superamento di velocità in pitlane a causa di un leggero sfasamento del limitatore (dovuto al guasto ai sensori) , portando quindi ad una penalità di cinque secondi: “Questi sensori sono cruciali: servono a conoscere con precisione la velocità dell’auto, specialmente in pit lane, dove la maggior parte dei team si regola intorno a 79,8-79,9 km/h, dove il limite è 80 km/h. Per questo ci siamo dovuti affidare solo alla misurazione della velocità sull’assale posteriore.”
I sensori posteriori, però, di norma non vengono utilizzati per registrare la velocità dell’auto, non essendo chiaramente precisi come quelli anteriori a causa del pattinamento: “Questo però introduceva un problema: c’è molto slittamento, perché la potenza passa attraverso le ruote posteriori, che girano più velocemente del previsto. Risultava quindi difficile avere una lettura accurata della velocità reale rispetto a quella misurata dalle ruote posteriori. Carlos è stato quindi cronometrato a 80,2 km/h, superando di 0,2 km/h il limite e ricevendo una penalità di 5 secondi, la prima. A quel punto, abbiamo appurato che il nostro sistema di controllo non fosse più affidabile.”

La doppia beffa per Sainz: drive though nel tentativo di scontare i cinque secondi, e ritiro nel finale
Per scontare la penalità, il suo ingegnere di pista gli aveva indicato la procedura: guidare manualmente nella corsia dei box, senza l’ausilio del limitatore di velocità. Tuttavia, dopo il cambio gomme, lo spagnolo – probabilmente influenzato anche dalla memoria muscolare – ha superato il limite di velocità di 9,8 km/h, incorrendo così in una penalità di drive-through: “Al secondo stop, abbiamo chiesto a Carlos di guidare manualmente: ha tolto il limitatore e ha cercato di mantenere la velocità tra 73 e 75 km/h all’ingresso. Alla fine del cambio gomme, però, i piloti tendono a premere al massimo e ad usare il limitatore per rallentare. Senza il sistema automatico, Carlos ha leggermente superato il limite di qualche chilometro all’ora, generando una seconda infrazione di velocità in pit lane che ci é costata un drive through.”
“Al terzo pit stop, abbiamo deciso di procedere molto lentamente, tra 70 e 72 km/h, per essere sicuri di restare ben al di sotto del limite e scontare correttamente la penalità di drive-through.”
Per completare un weekend sfortunato, Sainz ha dovuto ritirarsi a pochi giri dal termine. Lo spagnolo stava spingendo per recuperare qualche posizione, ormai inutile ai fini del punteggio, quando ha commesso un errore alla penultima curva: “Carlos è stato colto leggermente alla sprovvista da uno dei cordoli. Quando lo ha fatto, ha impattato contro il muro proprio sulla parte posteriore e poi, dopo, ha proseguito e si è fermato perché si è trattato di un impatto ragionevole. Quindi penso che fossero pneumatici molto usurati che spingevano molto aggressivamente in gara per recuperare posizioni per i punti.”

Vowles su Albon: “Mai a suo agio con la vettura ma abbiamo trovato una nuova strada di setup. La sua gara anche condizionata da una pessima strategia”
Non è stato certo migliore il weekend di Alexander Albon, sempre lontano dal compagno, soprattutto in qualifica. Vowles ha sottolineato come, da ormai un anno, la griglia estremamente compatta amplifichi le conseguenze di piccoli errori, influenzando pesantemente i risultati, soprattutto per chi fa confronti tra compagni di squadra: “Ci sono diversi fattori che si combinano: la comprensione del setup della vettura, eventuali incidenti in gara e la strategia. La realtà è che il gruppo ora è estremamente compatto, separato da appena 8 decimi. In queste condizioni, anche piccole differenze tra i due compagni di squadra, come la McLaren, possono avere un impatto significativo. Un setup leggermente diverso, una strategia non perfetta o un errore minimo possono influire enormemente sul risultato”
Nello specifico, Albon è stato eliminato in Q1 a causa di piccole sbavature nei propri giri. In gara ha anche pagato una strategia poco efficace, pur riuscendo comunque a concludere in una discreta dodicesima posizione. Il problema principale, tuttavia, rimaneva un assetto non ideale per lui, diverso da quello del compagno, che lo ha messo spalle al muro soprattutto nel feeling con la vettura: “Con Alex, siamo stati in difficoltà: abbiamo scelto una strategia alternativa, ma la hard non è entrata nella sua finestra ideale Il setup non era per niente bilanciato. Questo ha messo Alex in una posizione in cui non è stato in grado di rientrare nella lotta per i punti.”
Tuttavia, al termine del Gran Premio del Messico, Vowles ha dichiarato che a partire dai prossimi weekend verrà adottata una configurazione di setup per Albon più simile a quella di Sainz: “Con Alex, abbiamo finalmente individuato una direzione chiara di setup da seguire dal Brasile in poi. È simile a quella di Carlos, ma serve ad assicurarsi che la macchina sia più “coesa” per lui. Il nuovo setup non renderà forse la vettura più veloce al millisecondo, ma è una piattaforma coerente da cui partire. Nel caso di Carlos, invece, il passo c’è: senza penalità o altri inconvenienti, sono fiducioso che saremo in grado di segnare punti con entrambi in Brasile.”

Sui prossimi appuntamenti: “In Brasile dovremo leggere al meglio le condizioni metereologiche. Las Vegas é il layout perfetto per la FW47. Faticheremo in Qatar, mentre ad Abu Dhabi conterà molto l’esecuzione”
Riguardo alle prossime gare, Vowles ritiene che Las Vegas possa essere la tappa perfetta per la FW47 per segnare un ottimo bottino di punti. Infatti, nel corso della stagione la Williams si è mostrata competitiva soprattutto nei circuiti a medio-basso carico, il che rende invece la tappa del Qatar come la più impegnativa. Ad Abu Dhabi, invece, dove storicamente in qualifica la griglia è super compatta (l’anno scorso in Q1 diciannove piloti erano separati solo da 0.6s), a far la differenza sarà l’esecuzione: “Per il weekend Sprint in Brasile, l’obiettivo è una gestione precisa e massimizzare i punti, anche in condizioni metereologiche potenzialmente difficili. Las Vegas dovrebbe essere un evento favorevole per noi, mentre in Qatar potremmo incontrare qualche difficoltà in più, ma sarà un’ottima lezione per imparare a essere competitivi su piste simili nel 2026. Infine, ad Abu Dhabi, dove il gruppo sarà probabilmente più compatto dell’anno, tutto dipenderà dall’esecuzione pulita della squadra e dei piloti.”



