Per Max Verstappen è stato un GP di Miami dai due volti. Se da un lato c’è il sospiro di sollievo dovuto ad una Red Bull RB22 rinvigorita dagli sviluppi tecnici, dall’altro c’è la consapevolezza che senza l’errore in partenza sarebbe potuto arrivare qualcosa in più di un quinto posto. Al termine della corsa, il quattro volte iridato ha parlato di entrambi questi aspetti, lasciando prevalere però l’ottimismo, dopo un weekend in cui è tornato ad avere fra le mani una vettura che gli permettesse di poter fare la differenza.
Verstappen: “senza il testacoda il podio sarebbe stato alla portata, la vittoria no”
Più di un mese fa in Giappone, avevamo lasciato un Max Verstappen deluso e poco divertito da questa nuova F1. Gli aggiustamenti apportati dalla FIA e il pacchetto di sviluppi portato dalla Red Bull a Miami ci hanno invece restituito un Verstappen competitivo e rinvigorito, che a è tornato a fare la differenza al volante della sua monoposto. Non tutto però è andato nella giusta direzione. Allo spegnimento dei semafori ha infatti commesso un errore in staccata di curva 1, per poi andare in testacoda nel tentativo di sopravanzare la Ferrari di Charles Leclerc. “Non sarebbe cambiato nulla per la vittoria, ho finito a 40 secondi dal leader e non si perdono 40 secondi con un testacoda”, ha commentato dopo la gara. “Forse avremmo potuto ottenere un terzo posto, ma abbiamo montato le gomme Hard molto presto e non ha funzionato. Mi mancava ritmo, le gomme non funzionavano ed è per questo motivo che siamo scivolati molto con questa gomma.” Un Verstappen che però non si è detto troppo deluso dall’accaduto. “Ho perso il posteriore in curva 2 e ho cercato di limitare il tempo perso facendo un 360°. In realtà pensavo di schiantarmi, ma ho premuto a fondo l’acceleratore e sono riuscito a completare il giro in quel modo”, ha proseguito, scherzandoci anche sopra: “se la Formula 1 non fa per me, posso sempre dedicarmi ai rally.”

Sulla gara: “stint sulle Hard troppo lungo, ha compromesso il finale. Bello poter tornare a lottare”
Dopo l’intoppo alla partenza, l’olandese si è reso protagonista di una delle rimonte a cui spesso ci ha abituato in passato, anche se, come già accennato, la scelta strategica ha poi compromesso il finale di gara in termini di ritmo. “Col senno di poi, quello stint è stato semplicemente troppo lungo. Le gomme non hanno funzionato come sperato e questo ha reso difficile rimanere competitivi,” ha aggiunto di fronte alla stampa. “Penso che con le Hard non fossimo così competitivi, con le Medie mi sentivo un po’ meglio.” Il pilota della Red Bull nel corso della gara si è spesso trovato in battaglia; fra gli highlights della sua corsa, staccate infuocate a centro gruppo e un leggero contatto con la Mercedes di George Russell. “Mi ha toccato la gomma posteriore in uscita di curva 1 e per ha riportato qualche danno all’ala anteriore, ma per fortuna io non ho forato. A centro gruppo invece è un po’ una giungla…” Proprio Carlos Sainz si era lamentato in radio dopo aver subito una staccata a suo giudizio troppo aggressiva.
Nelle parole di Verstappen al termine della corsa a Miami a prevalere però è stato l’ottimismo, alla luce di una RB22 tornata a vita, che gli ha permesso persino di sfiorare la pole al sabato e lottare con i diretti rivali alla domenica. “Anche se le gomme dure non hanno funzionato, almeno sono riuscito a lottare di più con quelli davanti a me. Questo è positivo”, ha affermato. “Siamo diventati più competitivi. Non siamo ancora dove vorremmo, ma ci stiamo avvicinando.” Alcune ore dopo la gara a Verstappen è stata commisurata una penalità di cinque secondi per aver tagliato la riga bianca in uscita dalla pit lane. Una sanzione che nulla cambia in termini di esito della gara, alla luce della penalità subita anche da Leclerc, che gli ha permesso di mantenere il quinto posto con cui ha tagliato il traguardo.



