Ad Austin Verstappen fa doppietta: dopo la pole conquistata per la Sprint, ecco che arriva anche quella per la gara della domenica con la quale supera la leggenda Ayrton Senna per numero di volte in cui è partito dalla prima casella, tutte ottenute con lo stesso team. Il risultato delle qualifiche ha messo in mostra ancora una volta la forza di Max, che segna il tempo più veloce nel primo tentativo del Q3: non c’è stato spazio per l’ultimo per un errore nel calcolo di uscita dai box. L’olandese è infatti rientrato in pista troppo tardi e ha preso bandiera, ma come lui stesso ha ammesso “non avevamo bisogno di un altro giro”. Per la gara lunga, sarà attaccato da Norris e Leclerc alle sue spalle, entrambi decisi nel voler fare una partenza aggressiva. Dall’altra parte del box, invece, Tsunoda scatterà dalla P13. Già le qualifiche Shootout non erano andate al massimo per un errore del muretto che l’ha fatto uscire in mezzo al traffico. In quelle per la gara le cose sono migliorate nella posizione ottenuta, ma un botta e risposta con Lawson ha acceso il finale.
VERSTAPPEN: “SODDISFATTO DELLA MACCHINA, ERA MOLTO FORTE IN OGNI SETTORE”
Mai dare per vinto Verstappen: all’inizio della stagione non si pensava di certo che potesse tornare a lottare per il mondiale vista la supremazia della McLaren. E invece dopo la pausa estiva qualcosa è cambiato in Red Bull, anche grazie all’arrivo di Mekies al posto di Horner. Ad Austin arriva la settima pole stagionale, terza nelle ultime cinque gare, e a sorprendere è il fatto che sia arrivata al primo tentativo. La lotta all’ultimo secondo è stata ancora una volta con Norris, come già successo nelle qualifiche Sprint. Il britannico era inizialmente più lento di 0’’394 in Q3 e nel secondo tentativo è riuscito sì a migliorarsi e a ridurre il gap a 0’’291 ma non a superare Verstappen.

Un unico giro cronometrato è bastato per assicurarsi la pole nonostante le condizioni in pista fossero difficili per via del vento: “È andata bene. Penso che la macchina fosse molto forte in ogni settore. Anche solo cercare di mettere insieme il giro qui a volte può essere piuttosto complicato. Inoltre, fa molto caldo e c’è vento molto forte. E poi, nel primo settore, avere vento a favore è una sfida. Il primo run in Q3 è andato bene, purtroppo sono riuscito solo a migliorare un po’ rispetto al Q2 e non sono riuscito a fare il mio ultimo run. È stato un po’ complicato con i giri di uscita. Ma per fortuna, non ne abbiamo avuto bisogno.”
Dopo la Sprint vinta su Russell e Sainz, abbiamo lasciato un Verstappen non particolarmente soddisfatto della macchina. Nelle qualifiche però si è visto un feeling maggiore con la sua RB21, segno che alcuni cambiamenti sono state apportati che hanno funzionato: “Spero che in gara vada meglio. È difficile dire ora cosa succederà, ovviamente. Ma almeno mi sentivo un po’ più soddisfatto della macchina rispetto alle qualifiche Sprint, e spero che questo sia sufficiente per la gara lunga”. Un fattore che ha condizionato le qualifiche è stato il vento, assente in quelle Shootout: “È stato complicato con il vento. Sabato il vento è aumentato e la vettura è riuscita a curvare un po’. Quindi, come un vento a favore in tutte le “Esse”, e con quello si perde deportanza. Quindi la macchina si muove molto più uniformemente rispetto a ieri. Questo ha reso le cose un po’ più difficili. Certo, in alcune curve si recupera un po’ di tempo sul giro, ma non si può impegnarsi quanto si può normalmente nel Settore 1.”
TSUNODA E IL BATTIBECCO CON LAWSON
Il traffico ad Austin non è amico di Tsunoda. Già nelle qualifiche Sprint il pilota giapponese era stato fatto uscire dal box in mezzo a tante macchine, cosa che gli ha impedito di completare il giro cronometrato in maniera pulita. La stessa situazione si è ripresentata nelle qualifiche per la gara lunga. Il fattore comune è stato Liam Lawson, accusato due volte di aver compromesso la sessione del pilota Red Bull.

Al neozelandese si aggiunge anche un’Alpine durante le fasi finali del Q2. “L’ho visto andare molto, molto piano alla curva 11, come se mi aspettasse a metà curva”, Yuki lancia l’accusa quando è stato interrogato a riguardo, “Non era l’ideale, ma al secondo giro sono stato interrotto dall’Alpine, che era molto più grande. Fino ad allora, avevo abbastanza ritmo per passare alla Q3 e poi ho perso tutto. È stato frustrante”. La risposta del pilota della Racing Bulls non si fa attendere: “Non ho la minima idea di cosa abbia da lamentarsi.”



