Tombazis: “Penalità per chi attiverà intenzionalmente il nuovo sistema di partenza”

Apr 27, 2026

Luca Manacorda, Giuliano Duchessa

Uno dei temi centrali affrontati da Nikolas Tombazis, responsabile monoposto della FIA, nel suo incontro con alcuni media selezionati tra cui AutoRacer.it, ha riguardato la gestione della partenza, un momento diventato critico a causa delle specifiche tecniche delle nuove Power Unit. Nei correttivi al regolamento F1 2026 approvati la scorsa settimana, e che debutteranno a partire dal prossimo GP Miami, sono state introdotte importanti novità a riguardo. Tombazis ha spiegato che la revisione si è resa necessaria per “la sicurezza delle partenze, dove a causa della natura dei turbocompressori c’era un’aumentata possibilità che una macchina potesse avere una partenza molto brutta, come abbiamo visto per esempio per Lawson in Australia”.

In quell’occasione, sono la prontezza di riflessi di Franco Colapinto aveva evitato un tamponamento che avrebbe potuto avere conseguenze gravi. L’obiettivo della Federazione è dunque quello di evitare che una monoposto rimanga quasi ferma in griglia, diventando un ostacolo pericoloso per le vetture che sopraggiungono a piena velocità.

Il monitoraggio elettronico della fase di stallo

Per risolvere il problema, la FIA ha introdotto una procedura di supporto che interviene solo in condizioni limite attivando un dispiegamento automatico della MGU-K per garantire un livello minimo di accelerazione, senza però alterare il valore della prestazione del pilota. Tombazis ha chiarito che il sistema non è pensato per migliorare lo scatto, ma per gestire le emergenze: “Il sistema è innanzitutto intenzionato a gestire le partenze molto brutte che sono pericolose. Non è che all’improvviso uno che fa una partenza di media performance riesce a superare qualcuno“.

L’ingegnere greco ha poi aggiunto: “Il sistema va solo a monitorare, dopo il primo mezzo secondo, quanto la macchina si sta muovendo e quanto sta accelerando; se vede che siamo in una situazione disastrosa, va ad aiutare per essere sicuri che la macchina stia andando via dalla griglia, non con la velocità delle altre, ma almeno in modo non pericoloso”.

Il nodo delle penalità: Drive-Through per chi usa il supporto

Un aspetto inedito e cruciale emerso dalla media session riguarda la possibilità di sanzionare chi usufruisce di questo aiuto elettronico, per garantire che nessuno possa trarne un vantaggio sleale. Tombazis ha rivelato che la Federazione ha “addirittura discusso con le squadre la possibilità di introdurre una penalità alla fine del primo giro nel caso in cui questo sistema venisse attivato intenzionalmente. Ci sarebbe la possibilità, se il sistema viene attivato, di fare per esempio un Drive-Through, per essere sicuri che non ci sarà un vantaggio subdolo”.

 

Nonostante l’ipotesi della sanzione, i team sembrano aver accolto bene la misura poiché “le squadre erano tutte unanimi dicendo che, per come abbiamo creato il sistema, non darà mai un vantaggio ma andrà solo a impedire una situazione pericolosa”.

Test e casistica: il confronto tra Lawson e Verstappen

Per definire meglio il campo d’azione del nuovo sistema, Tombazis ha fatto ricorso ad esempi concreti delle passate gare. Ha specificato che la vettura che usufruirà del supporto “sarà sempre visibilmente una macchina che ha fatto una brutta partenza. Per intenderci, sicuramente avrebbe agito il sistema in caso di Lawson in Australia, mentre non avrebbe interagito con la partenza di Verstappen in Cina, che era brutta ma non pericolosa”.

Nonostante la chiarezza dell’intento, la FIA procederà con cautela prima dell’adozione definitiva: “Il sistema per le partenze verrà solo provato nelle prossime due gare, non verrà ancora adottato ufficialmente, perché bisogna essere sicuri che non crei qualche controeffetto o altri problemi. Abbiamo bisogno di fare un po’ di testing insieme alle squadre” ha concluso Tombazis.

 

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