Serra sulle soluzioni della SF-26: “Ferrari ha sfruttato le libertà del regolamento”

Feb 23, 2026

Jacopo Moretti

La cosa più importante non è avere una buona vettura adesso, ma essere capaci di migliorarla durante tutta la stagione”. Così Loic Serra, direttore tecnico della Ferrari, ha voluto ricordare come l’evoluzione delle monoposto sarà la chiave nel corso di questo 2026. Del resto, “siamo partiti da un foglio bianco e questo da tante opportunità. Lo svantaggio è che quando ci sono così tante possibilità… ci si possa perdere rapidamente”.

Eppure, la SF-26 pare essere nata con un’identità netta. Un buon progetto, “sano” e che vede nel posteriore (come nel fondo) i propri punti di forza. Tra questi c’è il discusso profilo aerodinamico collocato immediatamente dietro lo scarico. Un elemento importante, studiato per gestire i flussi caldi provenienti dallo scarico e introdotto solo dopo una lunga fase di approvazione da parte della Federazione. “Il mio scarico? Non è così, piuttosto è lo scarico della squadra – spiega Serra in un’intervista all’Equipe con riferimento alla novità – io mi considero solamente l’ultimo anello della catena”.

Serra: “Per l’ala mobile posteriore Ferrari ha sfruttato la libertà del regolamento. Ora dobbiamo sviluppare per tutta la stagione”

Serra Ferrari

Un approccio di giusta umiltà quello del francese, che però non ha nascosto un certo orgoglio dopo le reazioni dei rivali.Ammetto che fa piacere vedere l’effetto che fanno le nostre creazioni, ma del resto questo regolamento ci ha dato a disposizione un foglio bianco e tante opportunità”. E non a caso la Ferrari ha stupito anche con l’ala mobile posteriore in grado di compiere una rotazione di ben 270 gradi: “le regole precedenti non ci davano questo grado di libertà. Abbiamo visto l’opportunità di massimizzare la velocità in rettilineo e sfruttare meglio i flussi d’aria e l’abbiamo fatto”.

Anche se i veri segreti restano sotto il cofano: “Ciò che da davvero prestazione ad una vettura raramente è visibile. Si tratta della somma di tante piccole cose”, chiarisce Serra. Pur con un concetto base di fondo: “con la fine dell’era ad effetto suolo, la ricerca per tutti è massimizzare il carico e ricercare una buona interazione tra telaio e motore”. In questo quadro, la SF-26 ha stupito in positivo nel corso delle prove di inizio stagione, dimostrandosi monoposto affidabile e con non poche trovate tecniche in grado di fare la differenza. Ma il lavoro è tutt’altro che finito: “Ora dobbiamo migliorarla, e dobbiamo farlo per tutta la stagione. Con le persone che abbiamo a Maranello… non vedo perché non dovremmo riuscirci”.

 

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