Sainz e le difficoltà Williams: “Pochi mesi fa chiunque avrebbe detto che avevo fatto la scelta giusta”

Feb 24, 2026

Luigi Belfiore

“È una storia molto lunga da raccontare. Abbiamo avuto problemi di produzione in fabbrica, pensavamo di poter fare le cose in poco tempo e ci siamo resi conto che non era possibile”. Così ha esordito Carlos Sainz, che ha atteso con tanta ansia il 2026 per avere una vettura all’altezza di quella delle squadre migliori, ma che in realtà si è ritrovato catapultato in una situazione tutt’altro che positiva. Williams da circa due anni sta puntando tutto sul nuovo cambiamento regolamentare, ma senza ombra di dubbio qualcosa nel processo non ha funzionato. La scuderia di Groove è stata l’unica che non si è presentata allo Shakedown di Barcellona ed ovviamente ciò ha ritardato ancor di più le operazioni sulla FW48.

Sainz: “Sapevo che ci sarebbero stati degli ostacoli lungo il percorso”

Preferisco essere realista, non siamo dove eravamo l’anno scorso. Come avete visto è stato un inverno difficile per la squadra, ma questo non significa che l’intera stagione sarà come la prima gara. La macchina e il motore saranno sviluppati molto”.  Al pilota spagnolo è stato inoltre chiesto se ormai si fosse pentito della scelta di approdare in Williams dopo l’addio forzato con Ferrari al termine del 2024: “Mi hanno dato l’opportunità di salire sul podio e fino a pochi mesi fa chiunque avrebbe detto che avevo fatto la scelta giusta. Ora qualcuno dirà che mi hanno promesso troppo, ma finché non sarà finito il mio periodo alla Williams, non sarà possibile analizzare se sia stata la decisione giusta o meno. Sono stati tre mesi molto difficili e le cose non sono andate bene. Non siamo stati preparati come avremmo dovuto. Ma quando ho firmato con la Williams, sapevo che ci sarebbero stati degli ostacoli lungo il percorso”. L’iberico ha poi parlato dell’andamento dei test e delle sue sensazioni a bordo della nuova monoposto. Più volte abbiamo visto un Sainz molto critico in Bahrain, dove nel corso delle diverse interviste ha espresso la sua delusione per non essere lì a lottare con i grandi team.

La Williams può essere migliorata sotto ogni aspetto. L’affidabilità è l’unica cosa che ha funzionato bene in Bahrain, ma deve essere migliorata a tutti i livelli. Abbiamo una vaga idea di dove siamo, ma finché non scaricheremo le monoposto in Australia e tutti non otterranno il massimo delle prestazioni dal motore, non lo sapremo con certezza. Non siamo al livello dell’anno scorso, ma questo non significa che sarà questa la tendenza per la stagione. Vorrei essere dove eravamo alla fine dell’anno scorso, o anche meglio“. Lo spagnolo ha poi analizzato la situazione relativa ai top team e secondo lui al momento non è possibile fare una previsione visto un motivo molto chiaro.

Le critiche alle nuove auto? Meglio farle in privato

“Tutti al vertice si sono nascosti. Chi? È impossibile saperlo, nessuno te lo dice… anche se l’ho chiesto. Dieci chili equivalgono a tre o quattro decimi di secondo, ma una mappatura del motore diversa cambia le cose fino a sei o sette decimi. È impossibile… mancano dieci giorni all’Australia. Non lo so nemmeno io. Meglio rilassarsi per i prossimi dieci giorni perché nemmeno i migliori strateghi della F1 lo sanno“. La verità dunque verrà a galla solamente con le qualifiche di Melbourne, quando le cose inizieranno a contare per davvero. Ci sono inoltre alcuni piloti che si sono lamentati di queste nuove vetture, tra cui Verstappen che le ha definite delle ‘Formula E sotto effetto di steroidi’. Lo stesso Norris, che inizialmente aveva criticato il quattro volte campione del mondo olandese, ha affermato che guidare non è poi così divertente visto che le monoposte non possono essere spinte al limite come ogni pilota vorrebbe. Dunque si sta andando contro lo stesso DNA della Formula 1. Mentre Sainz ha parlato di questa particolare questione in questa maniera: “Tirare pietre contro il proprio tetto non è molto intelligente perché viviamo tutti di Formula 1. Criticare il proprio sport. Preferisco farlo in privato e dire a chi di dovere se mi piace guidare o no. Ma non mi piace parlare male del mio sport in pubblico”.

Infine lo spagnolo è tornato sulle difficoltà della Williams, anche se il team britannico non è l’unico che ha dovuto affrontare delle difficoltà non indifferenti: “Un giorno ho incontrato Fernando Alonso nel paddock e abbiamo parlato per circa 20 minuti aggiornandoci un po’. Beh, lui si trova in una situazione un po’ simile, che non l’ideale, complicata, ma è ansioso di vedere la capacità di reazione della sua squadra. In definitiva, entrambi dipendiamo dalla nostra capacità di reagire alla difficile situazione in cui ci troviamo. Ma gli auguro anche tutto il meglio e spero che Aston Martin e Honda migliorino dopo il Bahrain”.

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