A Losail si festeggia un doppio traguardo in casa Williams: il secondo podio stagionale per Carlos Sainz e il quinto posto in classifica Costruttori, che mette il team di Grove in testa al midfield. Il terzo posto dello spagnolo arriva in maniera inaspettata per tutti, soprattutto per lo stesso Sainz che non era sembrato ottimista già dal giovedì: “Abbiamo iniziato questo weekend pensando che sarebbe stato il più difficile dell’anno, e all’improvviso ne siamo usciti con un podio”.
Questo perché la FW47 nel corso della stagione ha faticato nelle curve a media e alta velocità, che caratterizzano il circuito del Qatar, ma un cambio assetto dopo la Sprint e una gestione perfetta della gara hanno portato al podio: “Abbiamo centrato il ritmo di gara: sono stato velocissimo, molto più veloce del previsto. Abbiamo centrato la strategia, la gestione delle gomme, la partenza, la difesa e questo ci ha portato a un podio inaspettato, quindi non potrei essere più orgoglioso”.

Le lodi per il risultato ottenuto arrivano anche dal team principal James Vowles, che spiega come il secondo podio sia un risultato che inorgoglisce tutti i membri della scuderia: “Strepitosa prestazione di Carlos e del team quando conta e ogni dettaglio è stato curato. Cogliere un podio del genere è un premio per l’incredibile lavoro che ha fatto il team quest’anno. Ero orgoglioso di Carlos e del team al primo podio insieme ottenuto a Baku, il secondo è un sogno che diventa realtà. Ma la cosa più bella è averlo ottenuto su una pista che nel 2024 era stata per noi la peggiore dell’anno. Ci siamo reinventati e il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi. Dodici mesi fa, chiudere al quinto posto nel Mondiale Costruttori sarebbe stato un sogno. Avevamo chiuso noni. È davvero un sogno che diventa realtà“.
Ai festeggiamenti si unisce anche Alex Albon, che in Qatar ha chiuso la gara in 11ª posizione: “Arrivando all’ultimo weekend di gara dell’anno, è fantastico aver conquistato il quinto posto nel Campionato Costruttori. Il team ha lavorato duramente quest’anno e sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato insieme da quando sono entrato in Williams nel 2022.”
UN PODIO COSTRUITO DAL SABATO
Se nei weekend con la Sprint piloti e team hanno a disposizione soltanto una sessione di libere per trovare i giusti setup in vista di qualifiche e gare e per condurre simulazioni in tal senso, la gara breve e la sua qualifica possono già indirizzare il fine settimana dando un’idea di quelle che sono le forze in pista. Similmente a Mercedes, anch’essa con precedenti difficoltà in curve di appoggio a media velocità, la Williams ha sorpreso in Qatar. Nella Sprint Qualifying la prestazione è stata ottima specialmente nel settore centrale: la FW47 è stata molto competitiva nel medio-lento (a un decimo dalla McLaren), incluse quelle curve ad ampio raggio (T1, T7, T10, T16) su cui hanno faticato durante tutta la stagione. Invece, nell’alta velocità ci sono state alcune difficoltà, ma il divario è stato relativamente contenuto – nell’ordine dei tre decimi – e si è visto nel primo e terzo settore. Tra Albon e Sainz c’è stata grande differenza in curva 1 e nel tratto veloce del terzo settore, dove lo spagnolo è stato eccellente.

Rispetto alla Sprint Qualifying, l’impressione è che Sainz sia andato verso un assetto più puntato sull’anteriore: nelle qualifiche della gara lunga c’è stata una migliore prestazione nel veloce rispetto alla SPQ. Lo ha potuto fare grazie a un posteriore molto stabile sulla Williams, che è stato fondamentale per essere competitivi. Nell’ultima parte della tripla destra nel miglior giro di qualifica si è visto un lift di Sainz che non c’era stato al venerdì, probabilmente avendo più confidenza nel posteriore il giorno prima. Questa direzione, però, ha pagato in gara. Anche i top 3 team hanno fatto passi avanti più importanti nel veloce (e anche nel medio), quindi c’è stata una perdita naturale rispetto a loro. La modifica all’assetto è confermata proprio da Sainz nella conferenza post gara: “Non avrei mai detto di lottare con la McLaren prima del weekend. Ovviamente loro avevano una strategia sbagliata, ma noi dovevamo avere il ritmo per tenere dietro Antonelli, che sabato era molto più veloce di noi. Con un paio di modifiche di assetto, però, il nostro ritmo è migliorato molto e siamo stati in grado di spingerci più avanti e soprattutto di provare a battere la Mercedes e anche una McLaren.”
Albon ha ancora una volta sofferto di più, pagando quattro decimi dal compagno che su questa tipologia di pista con tanta alta velocità si è sempre adattato bene: rispetto alla prima parte di stagione, l’oscillazione del distacco medio in qualifica tra i due è stata di un decimo e mezzo totale a favore dello spagnolo. L’anglo-thailandese in gara non è andato oltre l’11ª posizione: “Partendo oggi con le gomme dure, pensavamo di sfruttare un po’ di aria pulita con quelle, ma la safety car è entrata subito e abbiamo dovuto cambiare strategia. Essendo partiti con le dure, eravamo fuori posizione e abbiamo dovuto finire la gara con le medie, il che non era l’ideale per la nostra strategia. Forse non avevamo il ritmo per superare tutte le vetture davanti, ma penso che abbiamo lasciato qualcosa sul tavolo perché avevamo una buona macchina oggi, come ha dimostrato anche Carlos.”
UNA STRATEGIA PERFETTA IN GARA
Carlos Sainz può andare ad Abu Dhabi pienamente soddisfatto di quanto ha ottenuto in Qatar, dove ha conquistato due podi, nella Sprint e nella gara della domenica precedendo Norris e le due Mercedes. Risultato che in Williams non si aspettavano, viste le difficoltà della FW47 nei circuiti a medio/alto carico riscontrate nel corso della stagione: “Si tratta di quelle lunghe curve combinate a media velocità in cui sembriamo sempre essere molto, molto deboli”, ha spiegato l’ex Ferrarista, “Abbiamo elaborato un piano con il team per provare diverse soluzioni al simulatore e in fabbrica, per provare a adattare la vettura a questo tipo di tracciati. Già al simulatore le cose andavano bene, ma non ci si fida mai del tutto. Si dice: ‘No, non può essere così buono’, e improvvisamente, dal primo giro delle FP1, credo di aver scambiato P1, P2 e P3 con Verstappen e Piastri, e ho pensato: ‘Sì, potrebbe funzionare’, e poi abbiamo fatto dei buoni progressi nel corso del weekend.”
In gara si sono confermate le sensazioni dei giorni prima e, come sempre, sono state accentuate: abbiamo visto una Williams molto buona nel medio e lento rispetto a Red Bull, soprattutto nel secondo settore, dove Sainz volava, mentre perdeva tanto (quasi tutti i quattro decimi) nel veloce come era successo in qualifica. Questo sarebbe solamente accentuato in un confronto con la McLaren. La modifica d’assetto ha aiutato a tenere in buono stato l’anteriore e gestire bene le gomme.

Scelta di assetto che ha pagato, visto il podio raggiunto da Sainz dalla 7ª posizione di partenza, che non faceva presagire nulla del genere. In un circuito dove i sorpassi sono rari, lo spagnolo ha guadagnato due posizioni già dalla partenza, a discapito di Hadjar e Russell, trovandosi così quinto. Sfruttando una Safety Car uscita nelle prime fasi della gara, il team l’ha poi richiamato ai box permettendogli di superare Antonelli, lento nella partenza dopo la sua sosta. A questo punto, Carlos ha mantenuto la quarta posizione e, complice una strategia sbagliata della McLaren, ha approfittato del pit stop tardivo di Norris per conquistare il podio definitivo vista l’impossibilità del leader del campionato di provare il sorpasso, pur essendo arrivato in zona DRS. “Qui in Qatar non ci aspettavamo affatto di essere sul podio”, afferma a fine gara, “Fare settimi in qualifica non significa essere da podio, ma è stata una partenza molto buona: abbiamo passato una macchina alla curva 1, un’altra macchina alla curva 2, un’altra macchina al pit stop e poi abbiamo iniziato a lottare con la McLaren per il podio.”
L’ex Ferrarista ha come sempre colto l’occasione che gli si è presentata dopo il primo pit stop, quando si è reso conto di avere un buon ritmo e dopo la strategia fallimentare della McLaren: “Ho cominciato a credere nel podio nel secondo stint, quando ho visto che Oscar e Lando non erano in grado di superarci facilmente”, spiega lo stesso Sainz al termine della gara, “Mi sono detto che se avessi fatto l’undercut, che poi è quello che ho fatto, loro mi avrebbero dovuto superare nell’ultimo stint con una gomma dura che non si degrada, e che quindi avrebbero potuto avere anche qualche difficoltà. A dire il vero, pensavo che fosse una lotta per il quarto posto con Antonelli, più che per tenere dietro la McLaren, ma sapevo che almeno avrebbero dovuto passarci in pista. Poi quando ho visto che stavo andando forte con le gomme dure mi sono detto: ‘attacchiamo e divertiamoci’”. La gara stava andando come lui aveva previsto dopo il primo cambio gomme, ma sul finale la sua FW47 ha accusato alcuni problemi, che, con grande sollievo dello spagnolo, non hanno compromesso il risultato: “Negli ultimi quattro giri si è rotto qualcosa sull’anteriore e ho perso molta aderenza, ho perso quasi mezzo secondo o un secondo al giro. Questo ha fatto sì che Lando finisse nel mio DRS alla fine. Se fosse successo un giro prima, mi avrebbe passato. Chi avrebbe mai pensato che avremmo lottato per questo podio? E alla fine, come ultimamente, quando mi si presenta un’opportunità di podio, la cogliamo, che è la cosa più importante.”



