Russell: “So cosa fare, ma non è semplice. Ciò che ha sempre funzionato ora non funziona più come prima”

Lug 17, 2026

Luigi Belfiore

George Russell ha vissuto una prima parte di stagione davvero complicata. Il britannico ad inizio stagione era considerato l’unico serio pretendente al titolo del mondo, anche se le sue difficoltà e l’exploit di Kimi Antonelli ha completamente ribaltato il trend. L’inglese ormai da qualche mese sembra in difficoltà su una W17 che non riesce a domare, anche se finalmente ci ha spiegato precisamente da dove derivano i problemi che lo stanno rallentando. “È tutto così chiaro nei dati, e si può risolvere. Mentre in passato ho visto altri piloti o ex compagni di squadra che, se non erano al passo, si grattavano la testa per capire il perché. So esattamente perché, se non vinco o non arrivo in pole position, i dati lo spiegano chiaramente e mi indicano cosa devo fare per migliorare. Non si tratta quindi di dimenticare improvvisamente come si guida un giorno e ricordarlo il giorno dopo.”

L’ORIGINE DELLE DIFFICOLTA’ DI RUSSELL

Il pilota Mercedes ha poi spiegato precisamente da dove derivano le difficoltà che sta affrontando. “Il problema è che non riesco a trovare il giusto assetto per la macchina. E l’anno scorso sentivo di avere un’alta percentuale di successo nel riuscire a sfruttare appieno il potenziale della vettura, dell’assetto e delle gomme. Mentre quest’anno questa percentuale è molto più bassa.” Per chiarire in maniera migliore la situazione, Russell ha addirittura creato un confronto artistico: “È come se qualcuno ti chiedesse di disegnare la Gioconda e tu avessi la Gioconda accanto a te. Pensi di poterla rappresentare subito? Forse con la pratica sì. Ma con queste nuove motorizzazioni, questi nuovi pneumatici e queste nuove auto, devo configurare la macchina in un modo che non si addice al mio stile di guida. Devo guidare in un modo che non ho mai fatto in tutta la mia carriera e devo adattarmi a questo.” 

Il britannico ha poi chiarito che la soluzione ai problemi c’è, anche se ovviamente non è così naturale abituarsi come si può pensare. “So cosa devo fare. Ma riuscire a farlo quando ho guidato per 20 anni in un certo modo, e ha funzionato per 20 anni, mentre ora improvvisamente funziona solo il 50% delle volte è complicato. Cercare poi di capire: ‘Ok, il mio solito metodo funzionerà questo fine settimana, o devo adattare il mio approccio? Se devo adattare il mio approccio, come faccio a farlo, e come faccio a farlo velocemente? Perché quando ho dato il meglio di me, lo facevo inconsciamente. Senza nemmeno pensare alla guida e ora devo pensare a rendere inconsce queste nuove tecniche, e questa è la sfida.” Dunque non è assolutamente una situazione semplice per l’inglese, che sta remando contro la sua natura di pilota per cercare di ritrovare la fiducia che inevitabilmente non può essere la stessa degli anni scorsi.

RUSSELL SU SPA E SULLA QUESTIONE ‘SILVERSTONE’

Una delle difficoltà principali di Spa sarà la gestione della batteria e dell’energia a disposizione. Con Russell che ha voluto far comprendere in maniera chiara ciò che succederà con queste vetture. “Qui passi dalla batteria completamente carica alla curva 1 a quella del tutto scarica alla curva 5. E poi di nuovo carica alla 14 e scarica alla 18. Tutti useranno la stessa identica strategia, il che significa che fare sorpassi non sarà così semplice. Sarà un po’ come in Giappone”. Il britannico ha anche anticipato che tutti useranno la stessa strategia relativa all’erogazione, cosa che potrebbe avvantaggiare in parte Mercedes ed i suoi motorizzati.

Si è chiesto poi a Russell se fosse giusto fermare la gara con una bandiera rossa in caso di incidente nel corso degli ultimi giri, per favorire anche lo spettacolo. Anche se l’inglese non si è dimostrato molto convinto. “È giusto per un pilota che ha 20 secondi di vantaggio vedere la gara azzerata da una bandiera rossa a tre giri dalla fine dopo aver fatto un ottimo lavoro? Se manca il 30% della gara puoi accettarlo, ma alla fine no. Nemmeno a me piace finire sotto Safety-Car, ma se non c’è stato un incidente non c’è motivo di creare un finale artificiale”.

Ed infine sulla questione contratto di cui si è discusso molto soprattutto ad inizio stagione. “Non è mai stata una distrazione. Io conosco la realtà del mio contratto, così come Oscar e Lando conoscono la propria. Sono belle storie per i media e tengono vivo l’interesse, ma io ci dedico quindici minuti il giovedì e poi vado oltre. Non mi toglie certo il sonno, ho cose ben più importanti su cui concentrarmi”.

 

Autore

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST