Il 2026 sarà un anno particolarmente sfidante per i team impegnati nella prima stagione con il nuovo, e ricco di insidie, regolamento tecnico. Per molte scuderie ulteriori complicazioni riguarderanno i “Testing of Previous Cars” (TPC). Dato il cambio regolamentare, già l’anno prossimo sarà consentito usare per questo genere di prove le monoposto che vedremo in pista nel Mondiale 2025 invece che quelle vecchie di due anni come avvenuto finora. Tali vetture saranno dunque utilizzate per un biennio a questo scopo. Molte scuderie, però, il prossimo anno avranno un nuovo fornitore di motori e ciò crea nuovi problemi proprio riguardo i test TPC.
I casi Audi e Red Bull
Sono cinque i team che nel 2026 cambieranno fornitore delle power unit. L’Aston Martin passerà da Mercedes a Honda, l’Alpine da Renault a Mercedes, la Sauber da Ferrari ad Audi e infine la Red Bull avvierà una collaborazione con Ford che coinvolgerà ovviamente anche la Racing Bulls. Le situazioni più complesse paiono essere quelle della Sauber e della stessa Red Bull e sono state analizzate da Michael Schmidt sulle colonne di Auto Motor und Sport.

La scuderia svizzera, che dal prossimo anno diventerà team ufficiale Audi, attualmente utilizza i motori della Ferrari. Come si legge nel report, la casa di Maranello non è particolarmente interessata a proseguire nella fornitura delle power unit per la vettura 2025 da utilizzare nei test TPC, in quanto potrebbe permettere ad Audi di ottenere troppe informazioni sul prodotto di un concorrente. Nel caso accettasse di prolungare la fornitura, Audi dovrebbe comunque valutare se ha senso sborsare una cifra valutata tra i 3 e i 5 milioni di dollari a unità.
Particolarmente impegnativa la sfida che sta affrontando la Red Bull, che si trova a dover produrre in proprio le power unit assieme a una casa automobilistica, la Ford, assente dalla F1 da prima dell’avvento delle motorizzazioni ibride. L’attuale partner Honda avrà un rapporto di esclusiva con Aston Martin, ma Helmut Marko ha recentemente sostenuto che un accordo con la casa giapponese sul futuro prossimo è già stato raggiunto.
La condizione imposta da Mercedes ad Aston Martin
Una soluzione al complicato intreccio sembra già essere stata raggiunta anche da Mercedes e Aston Martin. Gli alti costi per le power unit non scoraggiano la scuderia di Lawrence Stroll, soprattutto perché non rientreranno nel budget cap della stagione. Secondo quanto riporta Schmidt, la casa di Stoccarda ha posto una sola condizione: “Aston Martin deve gestire il suo programma TPC da un edificio esterno con un team separato, distinguendosi così chiaramente dal team operativo che riceve i motori da Honda“.

Situazione più semplice per l’Alpine che attualmente monta le power unit della casa madre Renault. Come scritto nel report di AMuS, “un piccolo gruppo di ingegneri Renault sarà disponibile a Viry-Chatillon per i test TPC e si occuperanno delle power unit Renault 2025 prima che l’Alpine-Mercedes 2026 possa essere utilizzata nei test TPC dal 2028“.



