Il GP Monaco ha regalato un’altalena di emozioni e probabilmente la Red Bull è la scuderia che meglio sintetizza come la domenica nel Principato abbia cambiato completamente volto dalla partenza all’arrivo. Max Verstappen ha visto andare in fumo la prima fila conquistata sabato per colpa di un problema al motore che lo ha messo in una situazione potenzialmente molto pericolosa al via, mentre Isack Hadjar ha chiuso sul podio una gara che non pensava neppure di concludere e che lo ha fatto tenere con il fiato sospeso fin dopo la bandiera a scacchi per via di un’investigazione da parte degli steward.
Il calvario di Verstappen: “Il motore è morto di colpo, in curva 1 pregavo che mi schivassero”
La domenica di Monte Carlo è finita prima ancora di cominciare per Max Verstappen, tradito da un cedimento strutturale della power unit che lo ha appiedato nelle primissime fasi della corsa. Il quattro volte campione del mondo ha descritto una sequenza di anomalie iniziata già nel corso del giro di formazione, culminata poi in una situazione di potenziale pericolo subito dopo lo spegnimento dei semafori.
“Già il formation lap era sembrato un po’ strano – ha spiegato il pilota olandese una volta sceso dalla vettura – Dopodiché, la fase di pre-partenza è stata davvero terribile. Non appena ho rilasciato la frizione, è finita lì: il motore è morto completamente. Dopo la prima curva ho recuperato solo un briciolo di potenza, ma il rumore che proveniva dalla power unit era davvero pessimo. Non potevo spingere a tavoletta, quindi abbiamo riportato la macchina ai box ed è calato il sipario”.
Not the start Max wanted at all! 😲
Onboard with Verstappen as he fails to make it off the grid here in Monaco ⬇️#F1 #MonacoGP pic.twitter.com/wAWB8H37I9
— Formula 1 (@F1) June 7, 2026
Verstappen ha poi rivelato i drammatici istanti vissuti nel cuore del gruppo subito dopo il via: “Non avevo potenza, quindi stavo scartando verso sinistra sfruttando puramente l’inerzia, pregando solo che tutti gli altri sfilassero verso destra. Per fortuna hanno reagito tutti benissimo e mi hanno evitato. Fino alla gara avevamo disputato un ottimo fine settimana e ovviamente siamo tutti molto delusi per aver perso un podio sicuro. Adesso dobbiamo assicurarci di finire le corse e capire esattamente cosa sia andato storto oggi”.
La gioia sofferta di Hadjar: un podio tra problemi tecnici e il brivido dei commissari
Se per la prima guida la domenica si è rivelata drammatica, il weekend monegasco ha regalato una gioia immensa a Isack Hadjar, capace di artigliare il suo primo podio come pilota Red Bull. Una gioia arrivata al termine di una corsa stoica e blindata definitivamente solo dopo il verdetto dei commissari sportivi nel post-gara.
Il giovane francese ha raccontato le mille avversità del fine settimana, ricordando l’incidente che lo aveva visto protagonista venerdì: “Per molte ragioni questo è un risultato incredibilmente soddisfacente, soprattutto perché ho iniziato il fine settimana nel peggior modo possibile. Monaco è una pista dove devi costruire la fiducia giro dopo giro stando in pista, e io ho sentito di non averne quasi avuta il venerdì. Nelle FP2 avevo perso completamente la fiducia perché non avevo alcun feeling con la vettura. Nelle FP3 abbiamo fatto un passo avanti, ho spinto e siamo tornati competitivi, regalandoci l’opportunità che oggi ha pagato. Avrei voluto una gara più semplice, ma ho dovuto gestire così tanti problemi sulla macchina che a un certo punto ho pensato che saremmo finiti fuori dai punti“.

Entrando nel dettaglio dei problemi meccanici, Hadjar ha rivelato: “I problemi di guidabilità sono iniziati molto presto, direi intorno al dodicesimo giro, e la vettura era diventata quasi inguidabile. A Monaco non puoi permetterti il lusso di non usare la prima o la seconda marcia, ed era esattamente lì che risiedeva il difetto. In alcuni frangenti ho avvertito anche un calo di potenza, persino durante l’ultima ripartenza. Dobbiamo ancora analizzare a fondo cosa sia successo, ma ho continuato a spingere e ora sono felice di essere qui sul podio”.
La festa del team di Milton Keynes ha rischiato però di essere rovinata da un’investigazione post-gara legata a una presunta infrazione in regime di bandiera rossa. Secondo il report del Delegato Tecnico, i meccanici della Red Bull stavano intervenendo sulla vettura numero 6 eseguendo operazioni non consentite dal regolamento sportivo. Dopo aver ascoltato il pilota, un rappresentante del team e aver analizzato le prove a disposizione, la nota ufficiale degli steward ha chiarito la dinamica: «Quando è stato chiesto conto dei lavori in corso, i meccanici hanno interrotto le operazioni e hanno riportato la vettura allo stato precedente senza sostituire alcun componente”. È stato così decretato il “no further action”, confermando il piazzamento del francese e mettendo al sicuro il fine settimana movimentato di Hadjar.



