Nemmeno i 70 giri del GP d’Ungheria sono riusciti a cambiare il verdetto di Max Verstappen. L’olandese – nono al traguardo dopo essere partito dall’ottava casella in griglia – era certo, fin dalle qualifiche, che la sua Red Bull “senza grip” non l’avrebbe portato da nessuna parte. E così in effetti è stato, con la sedicesima posizione di Tsunoda al traguardo a certificare il peggior weekend da inizio stagione per il team anglo-austriaco. E menomale che ora arriva la pausa, dato che: “di fronte ad una prestazione del genere, ci sono molte cose da analizzare”.
LA GARA DI VERSTAPPEN: TRAFFICO E IL CONTATTO CON HAMILTON
Chi si aspettava una rimonta in stile Max è senz’altro rimasto deluso. L’olandese ha perso una posizione al via su Liam Lawson, presto riconquistata passando anche Stroll con una buona manovra in curva sei. Poi nemmeno il suo talento ha potuto nulla davanti al trenino “DRS” guidato da Alonso e Bortoleto, conservando così la settima posizione fino alla sosta al giro 17. Proprio la chiamata del suo muretto non è stata gradita dal campione del mondo, rientrato nel traffico e con buona parte dei piloti che lo precedevano ormai passati sulla strategia ad una sosta. Verstappen si è dunque ritrovato alle spalle di diverse vetture in fase di gestione su un circuito dove sorpassare è tutt’altro che facile. Ci sono voluti così quattro giri per superare la Sauber di Hulkenberg e altri due per la Alpine di Gasly. Poi è stato il turno di Hamilton: il ferrarista ha reso la vita più difficile a Max, al punto che i due sono arrivati al contatto dopo cinque giri ravvicinati. Con il vantaggio degli pneumatici nuovi ormai svanito, l’olandese ha infine passato Hadjar salendo in nona, posizione mantenuta anche dopo la seconda sosta (al giro 48) e fino al traguardo.
VERSTAPPEN: “WEEKEND DAVVERO NEGATIVO”, MARKO: “FATTO UNA SOSTA DI TROPPO, IL NOSTRO PROBLEMA SONO LE GOMME”
“È stato un weekend davvero negativo e dobbiamo capire il perché – spiega Verstappen dopo la corsa – la macchina non era male alle alte velocità ma nelle curve a media e bassa percorrenza eravamo lenti. Ci sono davvero tanti aspetti da analizzare, specie perché non siamo riusciti a cambiare nulla rispetto a venerdì”. “Sicuramente – ha aggiunto poi l’olandese – essere rimasti dietro a diverse auto più ente non ci ha aiutato, anche se non abbiamo avuto aderenza per tutta la corsa”. Pensiero condiviso anche dal superconsulente di casa Red Bull, Helmut Marko, che si è detto piuttosto deluso dalla strategia adottata. “Una sosta sarebbe stata meglio – chiarisce l’austriaco – forse saremmo riusciti ad arrivare quinti o sesti”. Una magra consolazione, dato che “la velocità non c’era, eravamo a livello dei primi solo per qualche giro, poi tutto peggiorava. Ma pensiamo di aver capito cos’è successo”.

Proseguendo nella sua analisi, Helmut Marko si è detto convinto che le problematiche accusate dalla RB21 non si ripeteranno in futuro. “Sono le gomme a non aver funzionato – spiega – ma penso che sia successo qui e non succederà di nuovo se la ragione che abbiamo in mente si rivelerà il reale motivo delle nostre difficoltà”. Non altrettanto sicuro Verstappen, che alla domanda se questa brutta prestazione fosse soltanto un “episodio” ha replicato “di non poter ancora rispondere”. “Credo sia troppo facile dirlo ora – ha aggiunto l’olandese – per cui non possiamo che darci un’occhiata. In definitiva questo weekend non è andato come avrei voluto ma ora ci sono le vacanze e punto a godermi la pausa insieme alla mia famiglia. Al ritorno in pista proveremo ad essere più costanti, sempre con la testa alta”.
L’INVESTIGAZIONE: HAMILTON NON SI PRESENTA, MAX SBUFFA “NON È SERVITA A NIENTE”
Al termine della corsa, Verstappen è stato poi convocato dagli steward dopo essere finito sotto investigazione per il contatto con Lewis Hamilton nelle fasi centrali di gara. L’olandese – comparso in solitaria davanti ai commissari dopo il rifiuto del collega inglese di presentarsi – ha spiegato che sarebbe stato disposto a lasciare più spazio al ferrarista se lui non fosse uscito di pista. “Il fatto è che non è successo nulla – ha poi spiegato Max ai giornalisti presenti in circuito – non ci siamo nemmeno toccati e ritengo non ci fosse nemmeno bisogno di un’indagine dopo la corsa. In ogni caso penso che se Lewis si fosse sentito coinvolto, si sarebbe presentato insieme a me dagli steward”. Versione per certi versi condivisa anche dai commissari, che hanno deciso di non penalizzare il campione del mondo.
TSUNODA: “SONO SEMPRE PIÙ VICINO A VERSTAPPEN. DOPO IL CONTATTO LA MIA GARA ERA FINITA”
Quanto a Tsunoda, una buona qualifica – quantomeno nei tempi, dato che il giapponese era ad un solo decimo da Verstappen – è servita a ben poco in gara. Yuki è parito dalla pit lane dopo la sostituzione della power unit sulla sua Red Bull (quinta specifica) e un contatto con Hulkenberg ha fatto il resto: ala anteriore danneggiata e gara rovinata.

“È stato un weekend difficile per il team. Sapevo sarebbe stato difficile arrivare a punti, poi quando mi sono toccato con Nico ero consapevole che di fatto la mia gara era finita. Fino a quel momento mi sentivo piuttosto bene in macchina”. Più in generale il giapponese è convinto “di continuare ad avvicinarsi a Max. Sono solo ad un decimo dal suo ritmo e non penso che in molti sarebbero in grado di farlo. Domani sarò già in fabbrica per analizzare i dati e voglio lavorare sodo durante la pausa estiva per iniziare al meglio il resto di stagione”.
MEKIES: “RISULTATO CHE RISPECCHIA IL NOSTRO FINE SETTIMANA”
“Direi che la gara ha rispecchiato il nostro fine settimana – ha ammesso con onestà il team principal Mekies – c’è stato qualcosa di fondamentale che è mancato. La squadra le ha provate tutte per riportare la macchina nella giusta finestra ma la verità è che non c’era ritmo”. Rispondendo alla tesi di Marko sulla strategia, il francese ha poi spiegato che “la seconda sosta di Max non ha cambiato le sorti della gara, semplicemente non aveva la velocità necessaria”. “L’unica cosa positiva di questo fine settimana è che ci aiuterà ad imparare per il futuro. Abbiamo raccolto dati sufficienti affinché non ricapiti e sicuramente la pausa ci darà del tempo per riflettere”.



