Una gara solida e un secondo posto difeso con i denti per tenersi alle spalle Antonelli e, soprattutto, il leader del mondiale Oscar Piastri. Verstappen e la sua Red Bull hanno risposto in pista, in un weekend dove non facevano altro che ricordare a Max di quell’incubo squalifica che però non sembrava preoccuparlo un granché. “Io correrò come sempre“, aveva promesso prima del via. E così ha fatto. “Oggi abbiamo sicuramente sfruttato tutto quello che avevamo a disposizione – ha poi spiegato l’olandese dopo la gara – la nostra è stata una gara piuttosto difensiva, con il degrado degli pneumatici elevato che ci ha portati a consumare rapidamente gli pneumatici nel corso dei primi due stint.
Verstappen: “Strategia Red Bull aggressiva, ma non avevamo il passo per vincere”

Commentando la corsa, Verstappen ha rivelato come Red Bull abbia scelto “una strategia particolarmente aggressiva per cercare di restare davanti“. “Dopo l’ultimo pit stop – prosegue poi – ho pensato che non sarebbe stato semplice difendere il podio ma l’ultimo stint è andato meglio del previsto e la vettura più scarica di carburante è stata più gentile con le gomme. Non avevamo il passo per lottare per la vittoria, il degrado era troppo elevato anche se al termine della gara il distacco da Russell non era poi così elevato“. A proposito di Russell, la sfida dalla pista si è poi spostata sul tavolo degli steward, dove Red Bull ha presentato una protesta ufficiale – poi respinta – contro il pilota della Mercedes.
Giallo sotto Safety Car: l’accusa Red Bull verso Mercedes
Secondo il team anglo-austriaco, Russell avrebbe rallentato eccessivamente e in modo intenzionale durante il regime di Safety Car, inducendo Verstappen a superarlo. Un’azione premeditata che, sempre secondo la tesi Red Bull, sarebbe confermata anche dalla telemetria, da cui risulterebbe evidente una frenata intenzionale della Mercedes numero 63, assolutamente inutile in una fase in cui i piloti erano già stati informati che la corsa sarebbe terminata alle spalle della vettura di sicurezza. Circostanza, quest’ultima, che Mercedes ha negato, affermando che Russell non fosse ancora certo dell’assenza di una ripartenza e stesse, dunque, cercando di mantenere in temperatura pneumatici e freni.
La FIA respinge la protesta Red Bull: nessun comportamento antisportivo di Russell

Se da Milton Keynes hanno ritenuto il gesto di Russell del tutto “antisportivo”, specie considerando che il pilota Mercedes ha subito avvisato via radio il suo box dell’eventuale infrazione compiuta da Verstappen (sorpasso in regime di Safety Car), la Federazione ha ritenuto di non dover assumere alcun provvedimento. Secondo l’analisi fornita dai commissari, la frenata dell’inglese non era eccessiva e informare il team via radio non ha comportato alcun gesto antisportivo: “Accettiamo la spiegazione fornita dal pilota della vettura n. 63 in merito all’incidente e riteniamo che non abbia avuto una guida irregolare frenando nel punto in cui lo ha fatto né per l’intensità della frenata – si legge nel comunicato FIA – non riteniamo che il semplice fatto di aver comunicato al proprio team che la vettura n. 1 lo aveva superato costituisca una condotta antisportiva“.
Horner: “Bravi ad approfittare della gara no di McLaren”

Nonostante il mancato accoglimento della protesta, secondo Verstappen; “ci sono tanti aspetti positivi in questo fine settimana. Anzitutto come squadra abbiamo estratto il massimo possibile e la vettura era quasi sempre in una buona finestra. In vista della prossima gara [in Austria, GP di casa di Red Bull] dobbiamo cercare di migliorare la gestione degli pneumatici, ma in generale portiamo a casa diverse note positive“. Della stessa opinione del campione del mondo anche Christian Horner, che parla di “una giornata solida in ottica campionato piloti“. “L’ultimo stint è stato molto competitivo – prosegue poi l’inglese – e credo ci siano diversi aspetti positivi che possiamo trarre da questa gara. Oggi la McLaren ha avuto una gara difficile, e in queste occasioni dobbiamo essere bravi ad approfittarne. Mercedes, invece, ha fatto un ottimo lavoro dopo alcuni weekend complicati e questo dimostra come le cose possano cambiare in fretta. Complimenti a loro e a George“.
Red Bull, Tsunoda in rimonta: “Gara pulita. Non vedo l’ora dell’Austria”
Dodicesimo dopo una partenza nelle retrovie (18esima casella) Yuki Tsunoda, che però conferma come “la macchina oggi avesse un buon ritmo che ci ha permesso di recuperare alcune posizioni. La nostra è stata una gara pulita e gli aggiornamenti introdotti in vettura hanno funzionato, quindi vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta. Oggi abbiamo ottenuto il massimo possibile e ora non vedo l’ora di andare in Austria e fare bene davanti al nostro pubblico su una pista che mi piace molto“.



