Dopo le qualifiche del Gran Premio d’Austria, Dario Marrafuschi. Head of Motorsport, Pirelli presente al Red Bull Ring ha tracciato un quadro completo dello scenario che attende squadre e piloti in gara, soffermandosi sul comportamento degli pneumatici, sulle elevate temperature che stanno caratterizzando il weekend e sul lavoro di sviluppo delle gomme destinate alla Formula 1 del 2027.
Gomme e strategie: degrado elevato, la doppia sosta resta la scelta migliore
Dal punto di vista strategico, la giornata di sabato non ha modificato in maniera significativa quanto emerso nelle prove libere. “Le qualifiche sono state piuttosto interessanti e ovviamente tutti hanno utilizzato la mescola Soft. Non abbiamo raccolto aggiornamenti sostanziali sulle strategie rispetto a ieri, perché oggi il lavoro dei team è stato concentrato quasi esclusivamente sulla preparazione della qualifica, anche nelle FP3. Anche se abbiamo visto alcuni long run con la Soft nelle FP3. Forse qualcuno sta valutando di partire con questa mescola per avere più grip allo start e arrivare alla Curva 1 nella posizione migliore, evitando il traffico. Una buona partenza potrebbe fare una differenza importante.”
Il dato più significativo resta comunque il degrado, confermando le indicazioni emerse venerdì. “Le temperature elevate stanno generando un degrado molto simile a quello osservato a Barcellona. Con Medium e Hard siamo nell’ordine di uno o due decimi al giro e questo porta chiaramente verso una strategia a due soste.” Rispetto alle simulazioni effettuate prima del weekend, lo scenario è però cambiato. “Fino a una decina di giorni fa la strategia a una e quella a due soste sembravano molto vicine. Con queste condizioni, invece, la strategia a due soste è nettamente favorita e addirittura quella a tre soste, considerando solo il tempo puro, potrebbe risultare leggermente più veloce.”

C’è però il fattore traffico che potrebbe orientare le cose verso le due soste “Quando si inseriscono nel calcolo fattori come traffico, sorpassi o Safety Car, le tre soste diventano meno efficienti. Nei nostri calcoli sono circa cinque secondi più lente rispetto alle due soste.” Sulla carta, la soluzione più rapida resta quella composta da Medium-Hard-Hard, anche perché molti team hanno conservato due set di gomme dure proprio in vista della gara. “Ci aspettiamo una certa flessibilità strategica, proprio come visto a Barcellona. Le squadre interpreteranno l’andamento della gara adattando la strategia agli eventi.”
Il comportamento delle gomme è fortemente influenzato dalle temperature elevate, con caratteristiche però ben diverse da Barcellona ed anche rispetto al passato sullo stesso Red Bull Ring. “Il degrado è principalmente termico. Non stiamo vedendo fenomeni di graining o blistering come accadeva alcuni anni fa. Le mescole e la struttura stanno lavorando esattamente come previsto e stanno reagendo molto bene alle caratteristiche delle nuove monoposto.”

A differenza di Barcellona il Red Bull Ring presenta problematiche relative soprattutto al posteriore. “L’asse maggiormente sollecitato è quello posteriore. Questo circuito è molto più orientato alla frenata e alla trazione rispetto a Barcellona e produce meno carico laterale. Durante le prove libere abbiamo visto che quando una vettura rimane nel traffico il surriscaldamento del posteriore aumenta sensibilmente.” Proprio questo potrebbe aprire scenari interessanti dal punto di vista tattico, con una sosta in più per rimanere maggiormente nell’aria libera, e rendere l’undercut più efficace, che sia a 2 o 3 soste.
Valori in pista e sviluppo delle gomme Pirelli 2027
Interpellato sul livello espresso dai principali team dopo gli aggiornamenti introdotti nelle ultime gare, Marrafuschi non vuole sbilanciarsi troppo, ma sottolinea i progressi di alcuni team e si attende un campionato sempre più combattuto. “Normalmente non commento le prestazioni delle squadre, ma mi sembra evidente che Ferrari e Red Bull abbiano fatto ottimi passi avanti con gli sviluppi. Allo stesso tempo la Mercedes continua a sembrare leggermente davanti.”

L’esempio più evidente è arrivato proprio dalla pole position. “La prestazione di George Russell è stata davvero impressionante. Era avanti di circa mezzo secondo e ha persino alzato il piede prima dell’ultima curva, chiudendo comunque con un vantaggio di circa un decimo e mezzo. La Mercedes sembra conservare qualcosa in più, ma Ferrari e Red Bull stanno recuperando molto bene. La stagione sta diventando sempre più interessante.” ha detto il responsabile Pirelli
Sviluppo dei prototipi 2027, a Silverstone il prossimo appuntamento
Infine uno sguardo al futuro, con il programma di sviluppo degli pneumatici Pirelli destinati al regolamento tecnico 2027. “Il test di Barcellona è stato molto positivo. Siamo ormai vicini alla definizione della struttura della gomma e, una volta completata questa fase, potremo concentrarci definitivamente sulle mescole.”
Il prossimo passaggio fondamentale sarà Silverstone. “Abbiamo ancora alcune opzioni da valutare. Silverstone sarà un circuito di riferimento per completare il lavoro sulla costruzione e successivamente inizieremo la rifinitura delle mescole. Tutto il programma sta procedendo secondo i piani.” Ma quali obiettivi si sta ponendo Pirelli? Utilizzo di pressioni più basse in futuro o altro? “Prima dobbiamo completare la caratterizzazione della nuova struttura. Stiamo costruendo una matrice completa che tiene conto di velocità, carichi, pressione e camber. Solo quando avremo tutti questi dati e conosceremo meglio le prestazioni delle vetture 2027 potremo fare valutazioni sulle pressioni. Oggi è ancora troppo presto per sbilanciarsi.”



