Le condizioni viste nel venerdì al Red Bull Ring hanno confermato le previsioni di Pirelli. Con temperature dell’asfalto comprese tra 52 e 53 gradi, il degrado termico è stato uno dei temi principali della giornata e potrebbe condizionare in maniera significativa il Gran Premio d’Austria.
“Ci troviamo in una situazione molto simile a quella di Barcellona”, ha spiegato Simone Berra, Chief Engineer di Pirelli. “L’asfalto presenta caratteristiche di rugosità molto simili a quelle viste in Spagna e questo fa sì che il grip teorico dello pneumatico diventi predominante, generando temperature molto elevate sia nella carcassa sia nella superficie della gomma. Per questo il fattore chiave del weekend sarà la gestione termica durante la gara”.
Pirelli: “Prioritario proteggere il posteriore”

Credits: E. Ghidini
Secondo i dati raccolti da Pirelli, il degrado registrato sulle mescole Hard e Medium è stato particolarmente elevato. “Abbiamo visto valori attorno ai due decimi di secondo al giro, soprattutto sull’asse posteriore. È un dato significativo. In gara probabilmente si ridurrà leggermente grazie alla gestione del passo, ma resterà comunque alto”. Proprio il posteriore rappresenta il principale elemento di criticità del tracciato austriaco. “Qui la richiesta di trazione è molto elevata e sarà soprattutto il retrotreno a dover essere protetto. I team lavoreranno sicuramente durante la notte per cercare di ridurre il degrado termico sull’asse posteriore”.
Nonostante le temperature estreme, la gomma Soft potrebbe però ritagliarsi un ruolo più importante del previsto. “Con i dati raccolti finora, la C5 non è così distante dalle altre mescole. È leggermente più difficile da controllare, ma è assolutamente utilizzabile in gara. “Se si utilizza la C5 si può ottenere un vantaggio nei primi giri dello stint e poi cercare di gestire il degrado. Al momento non è affatto fuori dai giochi”.
Pirelli: “In Austria non escludiamo l’utilizzo di tutti i compound in gara”

Credits: E. Ghidini
Proprio per questo motivo Pirelli non esclude di vedere tutte e tre le mescole protagoniste domenica, come già accaduto a Barcellona. “Potremmo ritrovarci in una situazione simile, con tutti i compound utilizzati in gara”. Lo scenario più probabile resta comunque una corsa a due soste, ma Berra non ha escluso completamente alternative più aggressive. “Sulla carta anche una strategia a tre soste è possibile. Tuttavia qui la gestione del traffico potrebbe pesare maggiormente rispetto a Barcellona e questo rischierebbe di renderla meno efficace”.
Interessante anche l’analisi sulle scelte effettuate dai top team. Ferrari, McLaren, Mercedes e Red Bull sono infatti le uniche squadre ad aver conservato entrambe le set di gomme Hard disponibili. Una decisione che ha sorpreso lo stesso Berra. “Non me l’aspettavo, perché C3 e C4 hanno mostrato comportamenti molto simili. La C4 offre un po’ più di grip, ma il livello di degrado è sostanzialmente allineato. Per questo pensavo che le squadre avrebbero puntato maggiormente sulla Medium”. Secondo il tecnico italiano, la scelta dei team di vertice è legata alla volontà di coprire il maggior numero possibile di scenari strategici in vista della gara.
Tra le note positive della giornata c’è infine l’assenza di fenomeni di graining e blistering. “Non abbiamo osservato graining, soltanto leggere abrasioni superficiali”, ha spiegato Berra. “Questo circuito in passato era uno dei più critici per il blistering, mentre con gli pneumatici da 18 pollici non stiamo vedendo alcun segnale in questa direzione, nonostante le temperature elevate e le forti richieste di trazione. È un aspetto molto positivo”.



