In ottica gara le incognite sono ancora tante, soprattutto dettate dalla mancanza di long run significativi e dall’evoluzione della pista che può aver cambiato abbastanza le caratteristiche rispetto alla giornata di Venerdì. La sensazione comunque è che, vista la difficoltà di sorpasso, si confermi la strategia a singola sosta come la più conveniente. Il nostro inviato, Rosario Giuliana, ha raccolto le dichiarazioni di Dario Marrafuschi, Pirelli, che ha fatto il punto dopo le qualifiche, spiegando i principali elementi da tenere sotto controllo durante la gara.
Graining in diminuzione, surriscaldamento posteriore un fattore
Uno dei fenomeni osservati nella prima giornata era stato il graining sull’asse anteriore. L’evoluzione della pista ha però contribuito a ridurlo progressivamente. “All’inizio ieri abbiamo visto alcuni fenomeni di graining all’anteriore. Come previsto, questo fenomeno si sta riducendo sempre di più”. I long run non sono stati però significativi da escludere del tutto che questo fenomeno si ripresenterà in gara, e per questo Pirelli mantiene alta l’attenzione e non esclude del tutto che ci si possa scontrare con il graining. “Vedremo durante la gara se questo graining influenzerà prima di tutto il bilanciamento della vettura e poi l’usura degli pneumatici”.
Il comportamento delle gomme ha però evidenziato un’altra caratteristica, legata questa volta all’asse posteriore. La lunga curva Monumental porta infatti a un aumento delle temperature, soprattutto con la mescola più morbida. “La famosa curva Monumental aumenta parecchio la temperatura del posteriore, ma non in maniera preoccupante”.
Una o due soste? Pirelli vede strategie molto vicine
La caratteristica più interessante riguarda però le strategie. Secondo le simulazioni Pirelli, una sosta e due soste risultano estremamente vicine sul piano della prestazione complessiva. “Strategicamente ci aspettiamo che possa essere una gara a una sosta, anche se una e due soste sono molto vicine tra loro”. Per una gara a una sosta, la combinazione di riferimento è media-Hard, mentre nel caso delle due soste la soluzione indicata è media-Hard-Hard “In termini di tempo di gara, queste strategie sono sostanzialmente uguali. Non c’è differenza tra le due”.

Anche l’alternativa con la soft resta comunque competitiva: secondo Marrafuschi, le opzioni soft-dura e soft-dura-dura pagherebbero soltanto circa due secondi sull’intera distanza. “Questo apre la porta a diverse possibilità”. Il basso livello di degrado rende quindi meno netta la scelta tra le diverse combinazioni. A decidere potrebbe essere soprattutto lo svolgimento della gara.
Il fattore neutralizzazioni può cambiare tutto
Uno degli elementi più difficili da prevedere sarà infatti la possibilità di una Safety Car, una Virtual Safety Car o di altre neutralizzazioni. È proprio questo scenario ad aver influenzato anche la gestione delle gomme a disposizione dei team. “Se parti per uno scenario normale, la nostra indicazione è media-dura-dura a due soste. Ma in caso di neutralizzazione negli ultimi giri, avere un set nuovo di soft sarebbe un grande vantaggio”. Ed è in questo contesto che si inserisce la scelta fatta da Ferrari e da Red Bull, che hanno conservato un treno di Soft, svolgendo una parte della Qualifica con la mescola Media.

Monumental: temperature alte, usura sotto controllo e nessun problema strutturale
La curva 12 rappresenta uno dei punti più impegnativi per gli pneumatici, soprattutto per le elevate velocità e per il carico laterale. Marrafuschi distingue però chiaramente il problema termico da quello dell’usura. “È una curva difficile per la struttura e per il surriscaldamento. Immaginate di spingere gli pneumatici ad alta velocità: questo genera temperatura”. La particolare conformazione della curva fa sì che una parte significativa del carico venga sostenuta dalla componente verticale, limitando invece l’energia legata allo scorrimento. Anche per questo, l’usura complessiva non dovrebbe rappresentare il principale elemento di preoccupazione.

Nonostante la pole position sia stata più veloce delle previsioni fatti da Pirelli, a livello strutturale non vi è alcun allarme per le gomme, anche con la Monumental, che continua ad essere un punto di rilievo di questa pista, che però è definita più power limited che grip limited, seppur metta sotto grande sforzo le gomme.
In termini di pressioni, nonostante i tempi più alti, Pirelli non prevede modifiche. “La pista è più veloce di quanto ci aspettassimo. Il tempo previsto era 1’33”2, quindi è decisamente più veloce. Ma tutte le verifiche strutturali ci dicono che siamo all’interno dei nostri livelli di prescrizione. Non dobbiamo modificare alcuna prescrizione in termini di pressioni”.
Undercut, traffico e sorpassi: la variabile che può cambiare la gara
Resta infine l’incognita legata al traffico. L’efficacia dell’undercut dipenderà infatti dalla situazione in pista al momento del rientro ai box. “L’undercut è condizionato dal traffico. Dipende da quanto sarà lunga la coda in pista, quindi per noi non è possibile prevederlo”. Marrafuschi quantifica il potenziale vantaggio: su una finestra di circa dieci giri di vantaggio gomma, l’undercut potrebbe garantire un guadagno nell’ordine di un secondo e mezzo.



