Pirelli: gara a singola sosta, tutte le gomme utilizzabili e diverse strategie possibili

Set 6, 2026

Paolo D’Alessandro, Loris Preziosa

In vista della gara di domani, che promette di lasciare ampio margine per le squadre di poter giocare con la strategia, Dario Marrafuschi di Pirelli conferma sostanzialmente le indicazioni emerse al Venerdì ed anche nelle simulazioni fatte in casa. Oggi il lavoro in pista si è concentrato soprattutto sulle prestazioni sul giro secco, lasciando però sufficienti elementi per delineare le possibili strategie sulla distanza. Il dato più importante riguarda il comportamento delle tre mescole: degrado contenuto su Soft, Medium e Hard, con differenze prestazionali abbastanza ridotte da rendere diverse combinazioni competitive.

Degrado basso: la gara indirizzata verso una sosta

Le previsioni di Pirelli si sono confermate anche per quanto riguarda il cronometro. “Ci aspettavamo un tempo in qualifica di 1’21”5 e poi è stato 1’21”7”. Guardando alla gara i dati raccolti confermano quanto già osservato il giorno precedente. “Con riferimento alla gara, confermiamo sostanzialmente i dati ottenuti ieri, che erano piuttosto in linea con quelli che avevamo prima dell’evento”.

Il parametro più interessante in ottica domenicale è però il degrado. “Anche i dati sul degrado sono piuttosto in linea con quello che ci aspettavamo. Questo significa che i dati ci dicono che il degrado è piuttosto basso e lo è su tutte e tre le mescole”.

Una caratteristica che porta Pirelli verso una conclusione piuttosto netta sulla gestione della gara. “Questo ci porta a confermare che probabilmente la strategia a una sosta sarà la chiave per Monza. Con una perdita di tempo per il pit stop di circa 23 secondi e solo 53 giri, sarà la scelta migliore”.

Tutte le mescole sono un’opzione: degrado basso e differenze minime tra le varie strategie

La particolarità della situazione è che non esiste una singola combinazione nettamente superiore alle altre. Tutte e tre le mescole possono infatti essere inserite all’interno di una strategia a una sosta. “Tutte e tre le mescole nella strategia a una sosta sono un’opzione, così come diverse combinazioni tra queste tre”. Le differenze teoriche tra le strategie sono molto contenute: “Tutte queste strategie sono distribuite nell’arco di due secondi di differenza. Direi quindi che sono praticamente equivalenti tra loro”.

Sulla carta, la combinazione più rapida è Medium-Hard, con la finestra per il cambio gomme che si apre intorno al giro 24. Alle sue spalle troviamo Soft-Hard, con pit stop indicativamente dal giro 19, e Medium-Soft con un rendimento simile. L’ordine delle mescole può essere invertito. “I team possono scegliere di scambiarle. Dico Medium e Soft, ma anche Soft e Medium potrebbero essere scelti”.

Proprio l’equivalenza delle strategie rende difficile indicare una soluzione universale. “Secondo me è una scelta che dipende principalmente dalla vettura, quindi non è realmente un fattore che farà una differenza di due secondi. Se un team decide di puntare su un miglior sprint alla partenza e di avere il passo nelle prime fasi, potrebbe scegliere di iniziare con la Soft, facendo affidamento su un livello di degrado molto basso”. Il comportamento delle gomme permette una certa libertà nella gestione delle mescole.

Il motivo per cui le strategie risultano così vicine è legato alle differenze relativamente contenute tra i compound. “Il delta sul giro tra le mescole è di due decimi tra Hard e Medium e di cinque-sei decimi tra Medium e Soft. Ma nella gestione della gara questi pochi decimi diventano una differenza di un paio di secondi. Non direi quindi che facciano una reale differenza durante la gara”.

Secondo Marrafuschi, è dunque probabile una partenza con Media o Soft, escludendo la Hard (salvo in rari casi) per poi tenersi aperte più scelte per la seconda parte di gara. Sarà comunque una scelta interessante già valutare la gomma di partenza.

Nessun problema significativo sulle gomme e graining minimo, ma non preoccupa per la gara

Alla base del basso degrado c’è il comportamento delle gomme nelle condizioni specifiche di Monza. “Il motivo è che la resistenza meccanica e quella termica delle mescole sono davvero buone”. Pirelli non ha inoltre riscontrato fenomeni particolarmente problematici. “Non abbiamo visto alcun segnale di porosità su tutte le mescole. Anche la C5 può offrire una buona resistenza termica, mentre anche l’abrasione delle mescole è piuttosto bassa”.

La configurazione di Monza contribuisce a limitare il consumo. “Monza non è severa in termini di scivolamento sulla pista, quindi non è severa in termini di frizione e l’usura non è così elevata”.

L’unico elemento che Pirelli ha osservato con una certa attenzione riguarda alcuni piccoli segnali di graining, soprattutto sull’asse anteriore quando le vetture utilizzano alti livelli di carburante. “È un graining molto piccolo. Non pensiamo che influenzerà il passo o creerà seri problemi ai piloti. Se avranno questo problema, penso che saranno in grado di ripulire il graining e riportare la mescola alle prestazioni originali”. Il fenomeno è apparso leggermente più evidente sulle mescole più morbide e sulla Hard, ma senza assumere dimensioni significative.

Credit: Tomasz Mroz

In Qualifica non ci sono state sorprese in termini di utilizzo delle gomme a causa del delta tra Medium e Soft, che Pirelli attesta intorno al mezzo secondo di vantaggio per la gomma più morbida. Si è visto però qualche scelta diversa, come la Ferrari in Q2, che ha utilizzato un treno di Soft usate per un run, così come altri piloti, riuscendo in qualche caso anche a migliorarsi. “È una prova del fatto che la mescola Soft ha più di una semplice prestazione da un giro”.

Qualifiche: la sorprendente pole di Gasly e l’importanza di traffico e scie

La pole position conquistata da Pierre Gasly e Alpine rappresenta uno degli elementi più sorprendenti della qualifica, anche se le prestazioni erano promettenti sin da subito, secondo Marrafuschi. “Alpine era competitiva fin dalla Q1, quindi è stata una prestazione molto buona fin dalle prime qualifiche”.

Per Pirelli le gomme sono stato un elemento quasi secondario di queste Qualifiche, con altre variabili che hanno assunto un valore più importante. “In questa qualifica il traffico e le scie sono stati più significativi della gestione degli pneumatici. Con queste temperature inoltre non abbiamo ricevuto segnalazioni sul warm-up degli pneumatici che dovessero essere preparati specificamente per la qualifica”.

La lettura finale di Pirelli è quindi orientata soprattutto verso l’effetto delle scie e della posizione delle vetture in pista. “Penso che sia stata più una questione di traffico, scie delle vetture e molta strategia in questo senso”.

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