Come da tradizione, la sessione di qualifiche del GP Monaco ha regalato grandi emozioni, con un’intensa battaglia per la pole position che ha visto infine Kimi Antonelli spuntarla su un redivivo Max Verstappen e sulla coppia della Ferrari. Il crono realizzato dall’italiano ha battuto di 7 decimi i tempi delle simulazioni effettuate prima del weekend. Dario Marrafuschi, Direttore di Pirelli Motorsport, ha tracciato il quadro della situazione dal punto di vista delle gomme, svelando le migliori combinazioni di mescole in vista della gara e il motivo per cui i team spesso preferiscono lasciare le monoposto a lungo in attesa sulla pit lane quando si attende una ripartenza.
Evoluzione della pista e comportamento degli pneumatici: battute le simulazioni
L’analisi delle prime due giornate a Monte Carlo tracciata da Marrafuschi evidenzia una pista in fortissima evoluzione, capace di smentire le stime prudenziali dei software di simulazione. Nonostante le misurazioni iniziali del giovedì mostrassero un asfalto apparentemente meno rugoso e con meno grip rispetto allo scorso anno, i riscontri cronometrici fin dalle FP1 hanno svelato una realtà ben diversa.

FP1 Monaco – Mercedes, Andrea Kimi Antonelli
“I tempi sul giro sono stati ottimi fin dall’inizio – ha spiegato Marrafuschi – Abbiamo assistito a una evoluzione significativa del tracciato. Le nostre simulazioni iniziali prevedevano un tempo di 1’12″7 con le mescole Soft, ma già venerdì avevamo la sensazione che la qualifica sarebbe scesa attorno all’1’12″0. Questo dimostra che gli pneumatici si sono comportati esattamente come previsto in base alle condizioni reali, beneficiando anche della pulizia della traiettoria ideale garantita dalle sessioni di supporto di Formula 2 e Formula 3″.
Le strategie per il Gran Premio: l’incognita della bandiera rossa
Trattandosi di Monaco, le riflessioni strategiche devono fare i conti con una certezza statistica: l’80% di probabilità di vedere l’ingresso di una Safety Car o l’esposizione di una bandiera rossa. In caso di gara lineare e priva di neutralizzazioni, Pirelli delinea uno scenario a una singola sosta molto chiaro, dove la posizione di partenza sulla griglia orienterà quasi interamente le scelte dei muretti.
Marrafuschi ha illustrato le combinazioni ideali per i 78 giri della domenica: “Ci aspettiamo una gara a un solo pit stop. L’opzione più veloce sulla carta è la sequenza Soft-Medium. La seconda opzione, staccata di pochissimi secondi, è la Soft-Hard, mentre la terza variante prevede la partenza su Medium per poi montare la Hard”. La scelta della mescola di partenza sarà cruciale per lo scatto iniziale: “È altamente probabile che la maggior parte dei piloti scelga di partire con la Soft per sfruttare il picco di grip extra nelle primissime fasi, con l’obiettivo fondamentale di proteggere la posizione o tentare l’attacco alla prima curva, la Sainte Devote“.

Sollecitato su una potenziale bandiera rossa al primo giro, scenario classico nel Principato che consente il cambio gomme gratuito in griglia come accaduto nel 2024, Marrafuschi ha analizzato i rischi di una scelta estrema: “Dal punto di vista puramente strutturale, lo pneumatico consente di coprire l’intera distanza residua sia sulla Hard che sulla Medium, complice la gestione del passo tipica di questa pista. Tuttavia, se fossi un team, non consiglierei mai di montare la Soft per uno stint lunghissimo dal secondo giro fino al traguardo. La mia raccomandazione per una gara standard resta la transizione ottimale tra Soft e Medium o Soft e Hard”.
La gestione termica: asfalto a 48°C e i “trucchi” della pit lane
Uno dei temi tecnici più dibattuti del sabato ha riguardato il bilanciamento delle vetture tra i muretti, con diversi piloti che hanno lamentato una improvvisa transizione verso il sovrasterzo durante i tentativi decisivi della qualifica. Secondo Pirelli, la causa non è da ricercare nel degrado della gomma, quanto nella gestione millimetrica delle temperature d’esercizio dei due assi.

FP1 Monaco – Red Bull, Max Verstappen
“Trovare il perfetto bilanciamento termico tra l’asse anteriore e quello posteriore nel giro di preparazione è una sfida enorme per ingegneri e piloti – ha ammesso Marrafuschi – Oggi la temperatura della pista ha toccato i 48°C e domani ci aspettiamo valori ancora più alti. Sarà il calore dell’asfalto, più che la gommatura della traiettoria, a dettare la dinamica degli pneumatici. C’è da dire che in gara i piloti non sono aggressivi come in qualifica, quindi il surriscaldamento non dovrebbe essere un problema critico. Inoltre, la Soft si sta dimostrando molto costante e non mostra segni di graining significativo, se non piccolissime abrasioni superficiali registrate venerdì”.
Il tecnico italiano ha poi svelato alcuni dettagli sui comportamenti strategici osservati in corsia box: “Il regolamento sulle pressioni di partenza è rigidissimo e tutti lo rispettano. Tuttavia, abbiamo notato che a volte, in seguito a una bandiera rossa, alcune vetture scelgono deliberatamente di attendere in fondo alla pit lane anche per un paio di minuti prima di scendere in pista. È un espediente tipico: rimanendo fermi lì, riescono ad abbassare leggermente le temperature e le pressioni interne per ottenere un vantaggio di aderenza nel giro di lancio. Le squadre hanno lavorato moltissimo anche sul design dei cerchioni per favorire il riscaldamento dell’anteriore e il contestuale raffreddamento del posteriore, ottimizzando l’evoluzione delle pressioni attraverso il telaio”.
I test privati post-Barcellona: focus sulle mescole future
A margine dell’attività agonistica del fine settimana, lo sguardo si sposta anche sui programmi di sviluppo a medio termine che attendono il fornitore unico di pneumatici una volta archiviata la prossima tappa del Montmeló, con le prime indicazioni sulle scuderie coinvolte nelle sessioni di prova private.
“Non possiamo divulgare i dettagli tecnici dei prototipi che andremo a testare – ha concluso Marrafuschi, tracciando le linee guida del lavoro in pista – Per quanto riguarda la prossima stagione le specifiche e le costruzioni sono ormai congelate e deliberate. Ci concentreremo quindi sulla messa a punto delle mescole e sul controllo del degrado termico, lavorando in sinergia con FIA e FOM per soddisfare i target prestazionali richiesti dall’evoluzione delle monoposto. Saranno due giornate di test privati e, se la memoria non mi inganna, vedranno la partecipazione dei team Aston Martin e Cadillac”.



