Pirelli: elevato degrado gomme al Madring, incognita strategie per la gara

Set 12, 2026

Luca Manacorda, Rosario Giuliana

Il primo venerdì di attività in pista sul nuovo tracciato del Madring ha fornito dati preziosi e per certi versi inattesi sia ai team sia agli uomini della Pirelli. A tracciare un primo e approfondito bilancio al termine delle sessioni di prove libere è stato Simone Berra, Chief Engineer del gommista milanese, che nelle dichiarazioni raccolte dal nostro inviato Rosario Giuliana nel paddock di Madrid, ha analizzato nel dettaglio la risposta degli pneumatici, i problemi legati al degrado, le insidie di curva 12, la celebre “Monumental”, e gli scenari strategici in vista della qualifica e della gara di domenica.

Le indicazioni raccolte nella prima giornata hanno evidenziato un livello di aderenza elevato e una pista preparata in modo ottimale sin da mercoledì. Ciononostante, il comportamento delle mescole ha riservato alcune sorprese ai tecnici, a partire da un degrado superiore alle stime della vigilia e dalla marcata presenza di graining.

Monumental: il fattore tempo di carico e l’incognita della parzializzazione

Uno dei punti di maggior interesse alla vigilia era rappresentato dalla risposta delle coperture lungo la Monumental, la lunga curva sopraelevata con pendenza del 24% del circuito di Madrid. Secondo l’analisi svolta di Berra, le simulazioni della Pirelli hanno trovato piena conferma nei dati rilevati in pista: “In termini di energia verticale pura, il picco non supera quello di altre curve iconiche del calendario, come quelle del Qatar o il banking di Zandvoort. La vera particolarità risiede nel duty cycle: i pneumatici rimangono sotto carico continuo per oltre cinque secondi e mezzo, più del doppio rispetto a una curva tradizionale”. Un fattore di stress prolungato che incide sull’integrità strutturale e sui recuperi di energia delle power unit.

GP Spagna

I riscontri cronometrici hanno inoltre risolto il dilemma tattico legato alla percorrenza della piega. Alcune squadre ipotizzavano di poterla affrontare in pieno, mentre altre prevedevano la necessità di parzializzare l’acceleratore: “La realtà della pista ha dato ragione a chi simulava un leggero sollevamento del pedale: nella prima parte della curva i piloti sono costretti a parzializzare il gas del 30-40% per due secondi prima di potersi riaffacciare alla massima potenza”. Le verifiche sulla tenuta delle carcasse proseguiranno per tutto il fine settimana tramite il consueto sezionamento delle gomme utilizzate.

Degrado, graining e strategie: perché la gara sarà un rebus

Sul fronte delle prestazioni, sia la mescola C3 (Medium) che la C4 (Soft) hanno garantito un buon bilanciamento iniziale sui due assi, ma hanno mostrato il fianco a fenomeni di graining, in particolare sulla gomma anteriore sinistra. L’asfalto molto liscio e l’elevato grip meccanico sollecitano la superficie dello pneumatico fino al punto di provocare micro-strappi, generando un degrado nell’ordine dei 0,2-0,3 secondi a giro. Si tratta di un valore nettamente superiore alle attese, al punto che molti team sono stati costretti a rivedere le proprie stime.

Proprio per questa ragione, quasi tutte le scuderie hanno deciso di conservare entrambi i set di mescola Hard (C2) a disposizione per la gara, pur non avendo raccolto dati sufficienti nel venerdì. La C2, essendo termicamente più stabile, rappresenta la soluzione più resistente per contenere il decadimento al posteriore e gestire la progressione del graining all’anteriore.

Sebbene i numeri odierni spingerebbero teoricamente verso una gara a due soste, la scelta strategica finale rimane estremamente complessa per i reparti di ingegneria che devono tenere conto di diversi fattori: “Guardando i dati di oggi verrebbe da pensare a una gara a due soste, ma il tempo perso in pit-lane è di circa 24 secondi, in linea con Monza – ha osservato Berra – In più, chi sta in traffico perde carico, fa scivolare la vettura e distrugge le gomme. Per questo motivo molti cercheranno a tutti i costi di targettizzare una sola sosta. Onestamente non vorrei essere nei panni degli strategist in questo momento“. Essendo il Madring un circuito cittadino senza vie di fuga, resta poi sempre l’incognita del possibile ingresso della Safety Car.

In vista delle qualifiche di domani, la mescola C4 sarà nettamente da giro secco con un picco di prestazione concentrato nel primo tentativo: “Il gap tra Medium e Soft si è rivelato più contenuto del previsto, attorno ai 0,4-0,5 secondi. La Soft resta una gomma da singolo giro secco con il picco di grip al primo tentativo, ma non sarei sorpreso se domani i top team cercassero di passare il Q1 con un solo treno per non sprecare set in vista del Q3” ha concluso Berra.

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