Con la tappa del mondiale a Monza è calato definitivamente il sipario sulla frazione europea del calendario. Il Circus Iridato si prepara a fare tappa in Azerbaijan per la prima delle due gare della back-to-back che anticiperà una sosta di quasi un mese. Sebbene il round di Baku si disputi alla fine dell’estate, a differenza delle passate edizioni in cui si era corso ad aprile o a giugno, il weekend si preannuncia caldo, con numerosi punti interrogativi sia sul fronte tecnico, che su quello dei valori in campo. Per il weekend azero, la Pirelli porta in pista le mescole più morbide della gamma come nel 2023, ma modifica le pressioni minime.
Le insidie del weekend in Azerbaijan
Alla vigilia del fine settimana di Baku, la Pirelli ha rilasciato le indicazioni sul fronte gomme, leggermente differenti a livello di pressioni, con qualche differenza rispetto al 2023 sul fronte dell’aderenza. L’efficienza aerodinamica, fattore chiave dell’ultima tappa a Monza, la farà da padrona anche in Azerbaijan, soprattutto sull’allungo principale, che si percorre a farfalla spalancata per più di due chilometri. Alle alte velocità si contrappongono al tempo stesso le insidie di un circuito cittadino, in cui i margini di errore non possono che essere minimi. Fondamentale anche la trazione in uscita di curva, soprattutto nel primo settore, caratterizzato da pieghe a novanta gradi. Un ulteriore fattore da prendere in esame è il vento, che spesso raggiunge raffiche importanti sul circuito che si affaccia sul Mar Caspio. Come sottolineato dal fornitore unico degli pneumatici, l’evoluzione della pista sarà il denominatore comune del fine settimana, dal momento che si correrà su un circuito utilizzato quotidianamente per la circolazione cittadina. Sul fronte gara la Pirelli ha delineato lo scenario di un GP ad una sosta, con Hard e Media come gomme indicate per la domenica. A sparigliare le carte potrebbe essere però l’ingresso della safety car in gara che, in uno scenario di compattezza dei valori in campo come quello attuale, potrebbe rivelarsi determinante nell’esito della corsa. Un dato curioso riguarda peraltro l’utilizzo della vettura di servizio nella stagione attuale, dove non viene impiegata da ben sette GP consecutivi.

Cosa cambia rispetto al 2023?
Dal punto di vista degli pneumatici, rispetto al 2023 non cambieranno le mescole che verranno utilizzate nel weekend azero, con la Pirelli che porterà in pista i compound più morbidi della gamma: C3, C4 e C5. Ciò che si può notare invece dal comunicato ufficiale è che cambiano i valori delle pressioni minime delle gomme. Se lo scorso anno i valori minimi imposti alla vigilia erano di 25,0 PSI per l’anteriore e 23,0 PSI per il posteriore, per questo weekend i valori sono stati aumentati rispettivamente a 26,5 e 25,5 PSI. Sempre restando nell’orizzonte dei dati rilasciati da Pirelli, in seguito alle canoniche valutazioni dell’asfalto, il fornitore unico ha alzato da 1 a 2 il valore dell’aderenza, su una scala di 5. Facendo un confronto con la passata stagione bisogna poi considerare come lo scorso anno a Baku si tenne un weekend Sprint, mentre quest’anno tornerà il format canonico. Se da un lato sia complicato tracciare una previsione su chi potrebbe imporsi, ciò che è conclamato è che la Red Bull si prepara al round in Azerbaijan con il chiaro obiettivo di invertire la tendenza dopo una tappa a Monza disputata nell’anonimato. Statisticamente Baku è una tappa che ha sorriso a Sergio Perez, unico ad imporsi più di una volta sul tracciato azero. Mentre guardando in casa Ferrari, Charles Leclerc detiene il record delle pole. Il monegasco, infatti, ha sempre occupato la prima casella in griglia dal 2021 al 2023, con un ulteriore prima piazza anche nelle qualifiche sprint dello scorso anno. Un dato che stride però con quello delle vittorie, visto che il primo posto al sabato non è mai stato convertito come tale alla domenica. Dopo il trionfo di Monza, la rossa riuscirà a bissare il successo, sfatando anche questa statistica?



