L’unico picco dell’inizio di stagione della McLaren è rappresentato dal secondo posto conquistato da Oscar Piastri in Giappone, a valle di un weekend in cui la scuderia di Woking ha mostrato qualche passo avanti rispetto ai primi due round, in cui le prestazioni erano rimaste nell’ombra. Ad una settimana dal rientro in pista, il pilota australiano ha tracciato le prospettive per prosieguo della stagione, commentando anche le recenti modifiche di regolamento apportate dalla FIA, che entreranno in vigore proprio da Miami.
Cosa manca alla McLaren? Piastri: “il pezzo più grosso è rappresentato dal telaio”
Dove eravamo rimasti? Prima della lunga sosta forzata di aprile, in Giappone la McLaren aveva mostrato qualche passo in avanti, sia sul giro secco che in gara, chiudendo sul secondo gradino del podio con Oscar Piastri. Un risultato che ha rappresentato un cambio di marcia rispetto alle prime due gare, a cui l’australiano non aveva nemmeno preso parte, fra l’errore di Melbourne nei giri di installazione e i problemi tecnici pre-gara a Shanghai. “Mercedes ha avuto una migliore comprensione della Power Unit, comprendendo meglio come sfruttarla al massimo”, ha commentato Piastri riavvolgendo il nastro ai primi tre GP. “In Giappone però dal mio lato box abbiamo fatto un ottimo lavoro per ottimizzare tutto, dalla PU alla vettura. Chiaramente siamo ancora abbastanza indietro, a livello di carico e prestazioni del telaio. Sono sicuro che il divario nella comprensione del motore si ridurrà un po’, ma in Giappone il deficit più grande era dovuto al fatto che la nostra vettura non era buona tanto quanto la loro. Credo che questo sia il pezzo più grosso del puzzle”
Il rientro in pista a Miami rappresenterà dunque per la McLaren un banco di prova importante per il pacchetto MCL40, anche alla luce di un tracciato che nel recente passato ha sorriso alla McLaren, vincente nel 2024 con Norris e nel 2025 con Piastri. Con l’avvento delle regolamentazioni 2026, sono tanti i cambiamenti a cui piloti e tecnici sono dovuti andare incontro, come la metodologia di lavoro fra il pilota e i suoi ingegneri. “Abbiamo speso parecchie energie in aree inaspettate”, ha dichiarato Piastri alla stampa selezionata. “Come gestire il gas in un giro di qualifica, oppure in una determinata sequenza di curve; come si comportano la batteria e la Power Unit. Una serie di fattori da capire che non avevamo mai affrontato prima d’ora. Non sono cose ovvie rispetto a ciò che farebbe normalmente un pilota. È faticoso perché non si tratta di spingere una macchina al limite, bisogna un po’ provare a sperimentare e capire se stai facendo le cose nel modo giusto o meno.”

Sulle modifiche al regolamento: “l’obiettivo è rendere tutto più comprensibile, FIA e F1 hanno preso la cosa sul serio”
A Miami entreranno in vigore le normative riviste in seguito alle criticità emerse nei primi tre GP. Su questo aspetto, Piastri si è detto fiducioso di poter osservare dei passi avanti, seppur in uno scenario in cui è necessario un lavoro continuo con la Federazione. “Dovrebbe esserci meno super clipping, con la riduzione del limite di recupero dovrebbe diminuire soprattutto in qualifica”, ha spiegato il pilota della McLaren. “Penso sia sicuramente un passo nella direzione giusta. Ci saranno ancora stranezze o situazioni inaspettate e le cose cambieranno un po’ da un circuito all’altro, ma nel complesso si sta andando nella giusta direzione.” Se per le modifiche si potranno trarre giudizi soltanto a valle delle risposte che darà la pista, resta però un regolamento non semplice per chi segue la F1 dall’esterno. “Durante la sosta invernale ho provato ad aiutare i miei amici a comprendere il tutto e ci sono state discussioni lunghe e molte domande”, ha raccontato Piastri. “Penso che l’obiettivo di queste modifiche sia anche che la gente non debba aver bisogno di sapere quanta ricarica abbiamo, quali siano le normative o cosa accada a livello di acceleratore. Con queste PU però non esiste un modo facile per semplificarle le regole perché sono limitate in certi modi, sarà sempre un compromesso.”
Che ruolo hanno i piloti nella revisione delle regole? “Grazie alla GPDA ci sono state molte discussioni. Penso che non stesse realmente a noi proporre cambiamenti, avevamo alcune idee e per noi piloti i due aspetti principali erano quello del rendere le cose più naturali in qualifica e ridurre le differenze di velocità in gara in punti inaspettati.” A valle delle modifiche apportate dalla Federazione c’è quindi soddisfazione da parte dei protagonisti del Circus Iridato. “FIA e F1 hanno preso molto sul serio la cosa e il dialogo è stato molto buono”, ha aggiunto il pilota papaya. “Dovremo aspettare e vedere se servono ulteriori cambiamenti. Probabilmente penso che se avessimo idee su altre cose che si potrebbero cambiare, non si tratterebbe di cose che si possono modificare da un weekend all’altro, ma piuttosto di anno in anno o a lungo termine. Credo che la FIA abbia fatto un buon lavoro nel riconoscere le nostre preoccupazioni e nell’agire nel modo che sembrava più appropriato.”



