Nelle ultime due stagioni la McLaren è stata la protagonista indiscussa del mondiale, riuscendo a riportare il titolo Costruttori a Woking per due volte consecutive e vincendo anche quello Piloti con Lando Norris. Nel 2025 il titolo sembrava essere nelle mani di Oscar Piastri, arrivato a Zandvoort con un vantaggio cospicuo sul compagno di squadra. Poi, prestazioni difficili e decisioni controverse da parte del team, hanno permesso al britannico di ricucire il gap, di resistere agli affondi di un arrembante Max Verstappen e di conquistare il suo primo mondiale in Formula 1. Archiviata la stagione, ora il 2026 è alle porte e le incognite sono tante, soprattutto per l’esordio delle prime monoposto del nuovo ciclo regolamentare. Interrogato a riguardo nel McLaren Technology Center, Oscar Piastri ha riflettuto sulle aspettative per la prossima stagione in seguito a quanto successo sul finale dell’anno scorso, tracciando anche un bilancio di quanto successo. Ovviamente, non mancano riferimenti alle famigerate Papaya Rules che hanno fatto tanto discutere.
LE PRIME SENSAZIONI E LE NOVITA’ DELLA NUOVA MCL40
“Il risultato finale non è stato quello che avrei voluto, e in questi casi puoi reagire in due modi: lasciarti abbattere oppure ricaricarti con fiducia e motivazione per il futuro”: è un Oscar Piastri sempre pragmatico quello che rilascia le prime dichiarazioni del nuovo anno. In Formula 1 da tre anni, non ha messo molto a mettersi in mostra: quello che ha colpito sin da subito, oltre alle prestazioni in pista, è il suo carattere apparentemente freddo e distaccato che gli ha permesso di essere in testa alla classifica piloti per metà stagione. Quando, al rientro dalla pausa estiva, ha vissuto momenti difficile durante i quali Norris l’ha superato per la prima volta quella freddezza è venuta meno. Non tutto, però, è da buttare: “La crescita che ho confermato lo scorso anno rispetto alle mie prime due stagioni in Formula 1 è stata notevole. Sono molto orgoglioso soprattutto di quello che sono riuscito a fare in diversi weekend e, in generale, di quanto abbiamo raggiunto come squadra.”

È con questa mentalità che si approccia alla nuova stagione, dove dovrà difendere il titolo Costruttori insieme a Norris. Durante i test pre-stagionali a Barcellona i due piloti di Woking hanno avuto modo di scendere in pista con la nuova MCL40, la prima del nuovo ciclo regolamentare. L’australiano descrive poi le prime sensazioni provate sulla monoposto: “Cosa ho notato appena uscito dai box? Il rumore del motore, diverso rispetto a quello che ricordavo, ma a questo ci si abitua immediatamente. Ovviamente vedi l’ala anteriore più piccola, il che è sempre positivo perché ti dà una sensazione di maggiore agilità. Ma i cambiamenti più importanti sono nella guida e soprattutto nella gestione della power unit”. Una delle maggiori incognite è rappresentata proprio dalla nuova unità motoristica, dove per la prima volta potenza elettrica e termica avranno quasi pari peso. I piloti dovranno quindi imparare a gestire al meglio l’energia durante i sorpassi e nelle fasi di ricarica: “In uscita di curva ne hai molta di più rispetto allo scorso anno, e dobbiamo considerare che il carico aerodinamico è inferiore così come gli pneumatici sono più stretti. Quindi hai molta potenza e meno grip, e questa sarà una delle prime sfide da affrontare”. Non solo l’energia, ci sono tanti aspetti della Formula 1 che non saranno più gli stessi: “Ci sono poi altri aspetti come il clipping o il lift and coast, che in sé non sono una novità assoluta, ma con questa power unit dovranno essere gestite in modo differente. Più che imparare qualcosa di nuovo dovremo riprogrammare un po’ il cervello, abituarci a nuove procedure. Alla fine, però, in termini di performance andremo ancora molto forte.”
Da quando è stato approvato il nuovo regolamento, sono tante le speculazioni e le domande che sono sorte riguardo l’essenza delle nuove monoposto. Come prima di ogni rivoluzione, i paragoni con ciò che si lascia sono tanti, ma non tutto è negativo. Nei test di Barcellona, a Piastri sono subito chiare alcune differenze: “Le monoposto a effetto suolo erano piuttosto specifiche nel modo in cui bisognava guidarle, soprattutto in ingresso di curva. Quest’anno credo che avremo un po’ più di margine di manovra nella gestione, ed è un aspetto interessante. Ci sono state molte speculazioni in merito a come sarebbero state le nuove monoposto, credo da parte di tutti, compresi noi piloti. Per questo è stato bello scendere in pista nei test di Barcellona e scoprire che la nuova macchina si comporta come una vera monoposto di Formula 1”. Una delle sfide individuate dall’australiano riguarda una potenza più brusca e un minor carico aerodinamico, a cui i piloti dovranno imparare a conoscere: “Con più potenza è più facile che si venga colti di sorpresa, anche in precedenza avevamo molti cavalli, ma in uno scenario con un grip minore le cose accadono più velocemente e con meno preavvisi. Sul bagnato sarà una sfida, e credo che ci saranno diversi scenari in cui sarà fondamentale la modalità di utilizzo della batteria. Forse non ci saranno situazioni completamente inedite, ma cambierà il modo in cui saremo chiamati a gestire molte dinamiche.”

Un altro grande cambiamento è l’introduzione dell’aerodinamica attiva e l’addio del DRS per come lo conoscevamo prima. Ora i piloti avranno la possibilità di aprire entrambe le ali mobili in diverse parti del circuito, che dovrebbero agevolare i sorpassi. Sempre durante i test di Barcellona, Piastri ha provato per la prima volta questa novità, descrivendola così: “È molto simile a quando avevamo il DRS, ma più accentuata. Fino allo scorso anno si verificava un grande spostamento del bilanciamento sull’avantreno, adesso invece hai una sensazione di galleggiamento, non hai aderenza su entrambi gli assi. D’altronde lo scopo del sistema attuale è diverso rispetto a quello originale del DRS”. Diversa, invece, è la valutazione della modalità override: “A Barcellona mi sono avvicinato a un paio di monoposto e le ho sorpassate, notando una differenza di velocità piuttosto marcata, ma credo che quei piloti siano stati anche gentili nel lasciarmi strada. Mi aspetto comunque differenze di velocità in fase di sorpasso un po’ maggiori rispetto a quelle che avevamo con il DRS, ma non credo che vedremo scenari pericolosi con monoposto che viaggiano a velocità molto diverse. Sarà interessante capire come funzionerà nel suo insieme la modalità sorpasso, se riuscirà a creare qualche sorpresa e a migliorare la spettacolarità delle gare. Ma per questo credo che dovremo attendere il weekend di Melbourne.”
PIASTRI: “LE PAPAYA RULES? APPORTEREMO ALCUNE MODIFICHE AL NOSTRO APPROCCIO”
Nella stagione della McLaren hanno tanto fatto parlare le Papaya Rules, ovvero un modo di gestire i piloti da parte del team che vuole essere il più neutrale possibile e che mette il bene della squadra al primo posto. Di conseguenza, in una prima parte di campionato dove le due frecce Papaya erano le uniche a poter dare spettacolo, Norris e Piastri hanno evitato ogni scontro in pista accumulando più punti possibili per il titolo Costruttori mettendo in secondo piano quello Piloti. Questa gestione è stata più volte criticata, da addetti ai lavori e soprattutto dai tifosi, che hanno evidenziato come venisse preferito Norris a Piastri in determinate circostanze. Lo stesso australiano, però, ha ribadito come non sia della stessa opinione: “Ho avuto la mia giusta occasione. Questo non dovrebbe cambiare. Ma questo non significa che tutto sia andato alla perfezione. Era chiaro al mondo esterno. Tuttavia, non ci sono mai state cattive intenzioni o momenti in cui ho dubitato delle buone intenzioni della squadra”. Il 24enne ammette come non ci sarà mai una soluzione definitiva alla questione: “Ci sono state cose che potevano andare meglio, situazioni che avrebbero potuto essere gestite diversamente. Questo fa parte dello sport professionistico e della Formula 1. Non si può prendere la decisione giusta ogni volta. E non si può sempre rendere felice ogni singola persona. Questa è la natura speciale della Formula 1, uno sport di squadra in cui, alla fine, c’è un premio per il singolo atleta.”

Prima dell’inizio della nuova stagione, il team principal Andrea Stella ha ribadito l’efficacia delle Papaya Rules, che verranno riproposte nel 2026 con alcuni cambiamenti. Piastri si è detto favorevole: “Abbiamo imparato qualcosa dalla pre-stagione. Alcune cose sono andate bene, ma ci sono state anche lezioni difficili. Abbiamo avuto diverse gare piuttosto movimentate per vari motivi. Dobbiamo imparare da queste esperienze ora. Sia io personalmente che come squadra dobbiamo capire come gestire meglio queste situazioni. Sarà diverso. Per me, come ha già detto Andrea, semplificare la situazione è una decisione saggia. L’anno scorso, ci siamo creati inutili grattacapi in alcuni momenti. Apporteremo alcune piccole modifiche al nostro approccio. Ci sono molti aspetti da considerare, incluso, ovviamente, il modo in cui competiamo internamente. Ma abbiamo anche imparato alcune lezioni in termini di prestazioni e gestione degli pneumatici. Vogliamo andare avanti, non restare fermi.”



