Piastri: “Contatto con Leclerc almeno da bandiera bianco-nera. I motori 2026? Uno schifo”

Lug 21, 2026

Jacopo Moretti

Se quella di Norris è la storia di un podio sfumato tra strategia e pit stop, quella di Oscar Piastri racconta invece di una gara compromessa da un contatto nelle primissime fasi. Scattato dalla sesta posizione, l’australiano era riuscito a evitare lo scontro tra George Russell e Lewis Hamilton alla chicane di Les Combes, completando il primo giro già quarto alle spalle della Safety Car. Alla ripartenza, però, è arrivato l’episodio destinato a condizionarne l’intera gara. Sul rettilineo del Kemmel, nel tentativo di affiancare Leclerc, Piastri è entrato in contatto con la Ferrari del monegasco.

Gli steward hanno giudicato regolare la difesa del ferrarista, ritenendo sufficiente lo spazio lasciato all’esterno, ma l’australiano ha espresso una lettura decisamente diversa dell’accaduto. “Mi trovavo sulla linea bianca e sono stato chiuso“, ha spiegato. “Penso che siamo stati molto fortunati a non avere un incidente peggiore, perché ci siamo toccati con le ruote praticamente all’interno della zona di frenata. Non dico che servisse per forza una penalità, ma almeno una bandiera bianca e nera. Lasciare il minimo spazio indispensabile e farla franca non è il massimo“.

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McLaren Piastri

Il contatto con la Ferrari ha però danneggiato il fondo della MCL40 numero 81, con una perdita stimata tra i due e i tre decimi al giro. Un handicap che ha compromesso l’equilibrio della monoposto, aumentando il degrado degli pneumatici e impedendo a Piastri di mantenere il ritmo mostrato nel primo stint. Dopo essere scivolato alle spalle di Hamilton, il pilota McLaren ha recuperato temporaneamente la quarta posizione grazie al pit stop effettuato sotto Virtual Safety Car al giro 20, passando dalle Medium alle Hard insieme al resto del gruppo di testa, salvo poi essere nuovamente superato dalla rossa dell’inglese nella seconda metà di gara.

Oggi avevamo un buon passo, soprattutto nel primo stint, e il podio non era da escludere“, ha spiegato Piastri. “Ma il danno riportato dopo il contatto con Leclerc ha reso tutto molto più complicato“. Il post gara dell’australiano è stato però anche l’occasione per puntare il dito contro un tema tecnico che continua a far discutere nel paddock: i sistemi di auto-apprendimento delle power unit. Secondo Piastri, infatti, la gestione elettronica del propulsore può alterare le prestazioni in rettilineo attraverso logiche che sfuggono completamente al controllo del pilota. “Perdere tempo in rettilineo per l’auto-apprendimento della power unit, ritrovarsi penalizzati fondamentalmente senza motivo e senza capire perché, fa schifo, non posso dirlo in altro modo“, ha dichiarato l’australiano, sottolineando come il problema non riguardi esclusivamente McLaren ma sia stato lamentato anche da George Russell negli ultimi appuntamenti. Un tema che Andrea Stella aveva già anticipato alla vigilia del weekend e che, secondo Piastri, affonda le proprie radici nella filosofia stessa di gestione dei propulsori: “Probabilmente questo problema ci accompagnerà per molto tempo. Non si risolve cambiando il flusso di carburante o riducendo l’erogazione: ha a che fare con come il motore impara. È una caratteristica innata di queste power unit“.

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