Piastri, campanello d’allarme: il gap da colmare vale più di un punto

Nov 3, 2025

Loris Preziosa

Cosa sta succedendo ad Oscar Piastri? Il pilota che fino ad una settimana fa era in testa al mondiale sta attraversando il momento più complicato della sua stagione. Fra Austin e Città del Messico ha disputato due weekend sottotono, evidenziando il trend negativo cominciato al termine delle tappe europee. A giovarne è stato Lando Norris, che grazie ad un percorso di crescita sul fronte prestazionale ha messo il compagno nella condizione di dover colmare un gap, in primis interno al team. A quattro GP dal termine del campionato lo scenario in termini numerici è più aperto che mai ma, per restare in lotta, Piastri deve ricucire un divario che è più consistente del punto che racconta la classifica.

Le difficoltà di Piastri: il podio manca da Monza, l’ultima vittoria in Olanda

Durante l’estate Piastri aveva dimostrato di essere in pilota con i favori del pronostico in ottica mondiale, grazie ad una costanza di guida impeccabile e quell’aspetto ‘glaciale’ del carattere che ha sempre dato l’impressione di un pilota completamente concentrato sull’obiettivo finale. Una solidità che gli ha permesso di commettere meno errori rispetto al compagno e mantenere la leadership in classifica per gran parte del campionato. Su questo fronte c’è infatti un dato che colpisce. Indipendentemente da quelle che saranno le sorti del 2025, Piastri sarà comunque il pilota che ha mantenuto la leadership in classifica per più Gran Premi. L’australiano ha infatti raccolto le redini del mondiale dopo il GP dell’Arabia Saudita e l’ha ceduta al compagno soltanto lo scorso weekend, al termine della corsa in Messico, per un totale di 15 GP sui 24 totali. L’unica lunghezza che separa Norris e Piastri in classifica vede i due alfieri McLaren ancora appaiati, ma ciò che non può non far sorgere qualche preoccupazione a Piastri è la tendenza incanalata dal termine della stagione europea. L’ultima sua apparizione sul podio risale alla tappa di Monza e per ritrovarlo sul gradino più alto bisogna riavvolgere il nastro fino al round precedente in Olanda.

Piastri McLaren

Menzionando Zandvoort poi, bisogna ricordare come Piastri non abbia grossi conti aperti con la fortuna, cosa che invece hanno da recriminare gli altri due contendenti. Sulla testa di Norris pende infatti lo zero per affidabilità che gli ha tolto il secondo posto in Olanda. Max Verstappen conta invece del DNF maturato in Austria, dopo essere stato vittima incolpevole dell’incidente con Kimi Antonelli nel primo giro. La fine della frazione europea del campionato è coincisa anche con la ritrovata forma del quattro volte campione del mondo che, grazie ai passi avanti compiuti dalla Red Bull, è tornato a mettere in pista quell’impeccabilità che lo ha contraddistinto nelle sue stagioni di dominio. Ciò gli ha permesso di ridurre il gap dalla testa del mondiale da 104 a 36 lunghezze, entrando a gamba tesa nella lotta per il titolo. Inoltre, se Norris nel 2024 ha accumulato una dose di esperienza, seppur non così cosnsistente, nel lottare contro super Max, ciò non si può dire di Piastri. In questo scenario sorge quindi l’interrogativo legato al come un australiano in questa forma possa tenere testa non solo al compagno, ma anche a Verstappen.

Piastri Norris McLaren

Piastri in frenata dopo la stagione europea, Norris cresce e diventa il benchmark del team

Tornando invece all’interno del box McLaren, il trend opposto dei due piloti nelle ultime gare è ben riassunto da quelli che sono stati i risultati ottenuti. Sebbene dopo l’Olanda la McLaren abbia vinto solo Messico, Norris ha massimizzato i risultati in gran parte delle occasioni, soprattutto ad Austin, quando la MCL39 ha deluso le aspettative in termini di performance. Piastri ha commesso alcuni errori, come la partenza di Baku o l’incidente al via della Sprint in Texas, ma soprattutto ha faticato sul fronte del ritmo, sia in qualifica che in gara. Guadando ai dati si può infatti tracciare un quadro che rispecchia la situazione. Da Melbourne a Monza, il confronto fra Norris e Piastri in qualifica ha visto prevalere l’australiano per 9-7, con uno scarto medio di mezzo decimo. In gara è stato invece Norris a prevalere nel complesso, 8-7, con uno scarto medio di pochi millesimi. Un quadro che denotava dunque equilibrio all’interno della coppia. La situazione è cambiata drasticamente osservando quanto accaduto nelle ultime quattro gare. Sul giro secco il confronto vede Norris prevalere per 3-1, con un vantaggio cronometrico medio superiore ai due decimi e mezzo sul compagno, mentre in gara il britannico ha finora siglato un netto 4-0, con un vantaggio medio di quasi tre decimi al giro. Si può quindi affermare come Norris abbia cancellato l’aspetto delle sbavature che ha commesso nel recente passato, prendendo le redini non solo della classifica di campionato, ma anche quelle di benchmark tecnico all’interno del garage di Woking.

Piastri McLaren

In Brasile per ripartire: “devo aggiungere alcuni strumenti alla cassetta degli attrezzi”

Nell’ultimo weekend di gara andato in scena a Città del Messico, Norris ha dato questa impressione sin dai primi chilometri in pista del venerdì, quando nelle simulazioni aveva già lasciato intendere di voler essere l’uomo da battere. Così effettivamente è stato, con il britannico che si è reso protagonista forse del miglior fine settimana della carriera, con pole position, GP in testa dal primo all’ultimo giro e vittoria con mezzo minuto di vantaggio sul secondo, il gap maggiore del 2025. A discolpa di Piastri, si può ritrovare come storicamente l’Autodromo Hermanos Rodriguez non gli abbia mai sorriso in termini di risultati e feeling in macchina. Una confidenza che è al centro delle cause della frenata del pilota di Melbourne, che nelle ultime parole post gara ha dichiarato apertamente che negli ultimi tempi le sue sensazioni a livello di vettura sono cambiate, subendo quindi in prima persona una MCL39 non più dominante come nei primi due terzi di stagione. Al tempo stesso, Piastri non ha voluto sprofondare nelle preoccupazioni, manifestando anzi un velato ottimismo: “per me la cosa più importante è cercare di imparare le cose che voglio imparare,” ha affermato a Sky UK dopo l’ultimo GP. “Dopo le qualifiche era evidente che dovessi cambiare alcune cose in maniera piuttosto importante nel modo in cui stavo guidando e se farò dei progressi in questo senso ne sarò felice. Nelle ultime settimane ho dovuto guidare in modo differente ed è stato strano, ma ho provato a cambiare alcune cose e vedremo se funzionerà. È tutta una questione di aggiungere alcuni strumenti alla cassetta degli attrezzi piuttosto che reinventarmi.”

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