Nuova Direttiva FIA: Red Bull all’attacco di Ferrari ma sarà un buco nell’acqua?

Nov 22, 2024

Piergiuseppe Donadoni, Loris Preziosa

Nello scenario in cui il successo è affare di più attori protagonisti, come sta accadendo in questa stagione, nulla viene lasciato al caso e l’aspetto della competitività viene esplicitato su tutti i fronti. È infatti notizia delle ultime ore, lanciata per prima dai colleghi di Auto Motor Und Sport, che la Federazione ha emesso una nuova direttiva tecnica la scorsa settimana, dopo che nelle precedenti la pace sul fronte tecnico della Formula 1 era stata rotta da altre interessanti proteste. L’organismo che controlla tecnicamente la massima serie del Motorsport ha infatti eliminato l’impiego dei cosiddetti ‘pattini satelliti’, ossia di quei pattini aggiuntivi che la Federazione aveva concesso ai team nella passata stagione tramite una direttiva tecnica e installabili in zone anche lontane dai quattro fori utilizzati dalla FIA per il controllo dello spessore del plank. Questo perchè era stato concordato con le squadre che un maggior numero di skid avrebbero distribuito al meglio lo sfregamento al suolo del plank, diminuendo il consumo dei pattini principali.

Il nuovo board tecnico ha chiuso una zona grigia creata da una vecchia direttiva tecnica

Prima di addentrarci nei dettagli della questione è bene sottolineare come il pattino del fondo ricopra una posizione cruciale nell’attuale generazione di monoposto e non è un caso che sia finito sotto la lente d’ingrandimento della FIA più volte dal 2022 ad oggi. L’intenzione dei team è quella di correre il più bassi possibili per sfruttarne l’effetto suolo, tuttavia, ciò aumenta il rischio di usura del pattino che, se misurato oltre i limiti concessi dal regolamento (1 mm), fa scattare la squalifica. Ricordiamo quanto una situazione di questo tipo si sia verificata in occasione del GP degli Stati Uniti del 2023, quando sulle vetture di Lewis Hamilton e Charles Leclerc era stato misurato uno spessore inferiore al limite e i due piloti erano stati quindi estromessi dalle classifiche post gara. Per questo motivo, con il tempo i team hanno iniziato a sperimentare soluzioni differenti per sopperire alla problematica. In questi tre anni di regolamenti si è parlato delle soluzioni più varie: da chi avrebbe adottato viti con un gioco che permetterebbe di assorbire gli urti, a chi dei materiali isolanti inseriti fra le piastre del pattino, preposti alla stessa funzione.

 

La direttiva tecnica notificata alle squadre la scorsa settimana, parte da una richiesta di chiarimenti effettuata dalla Red Bull dopo il GP del Brasile, dopo che la Ferrari SF-24 è stata vista attentamente nella ultima specifica di fondo a causa dell’incidente di Carlos Sainz. Il team di Milton Keynes è molto attivo dalla scorsa estate, a cercare dapprima possibili aree grigie utilizzate dalla performante Mclaren MCL38 ed ora anche di una Ferrari che, da Monza, sta mostrando delle prestazioni mediamente migliori di quelle del team campione del mondo. E’ il normale gioco delle parti di una F1, che si corre a tutto gas anche fuori dalla pista, soprattutto quando un team perde la leadership tecnica come lo è stato per la Red Bull. Secondo il regolamento, l’usura del plank (spesso 10 mm) può essere di un millimetro solo e, per limitarla, sui quattro fori dove avvengono le misurazioni della FIA, le squadre montano dei pattini metallici di supporto. Tuttavia, il vecchio board tecnico della Federazione, capitanato da Tim Goss, aveva concesso ai team di aggiungere ulteriori pattini di supporto (chiamati pattini satellite) in zone adiacenti ai principali per distribuire al meglio lo sfregamento al suolo del plank. Pattini che dovevano avere la stessa rigidità di quelli principali e nulla più. Alcuni team hanno cosi pensato di installare dei pattini satellite più spessi, che andassero a proteggere i pattini principali, dove la FIA andava a misurare lo spessore del plank. Un qualcosa permesso dalla direttiva tecnica ma in una chiara zona grigia, visto che si scontrava con l’articolo 3.15.18, dove si afferma che ogni progetto pensato per proteggere i fori di ispezione FIA non è legale.

Tanti team con adeguamenti ai loro fondi ma la questione è chi utilizzava i pattini più spessi?

Resta cosi inteso che la nuova direttiva tecnica va a rimuovere alcune importanti libertà concesse da una direttiva emanata nella scorsa stagione. Come? Eliminando i pattini satelliti poichè, a quanto capito, d’ora in poi tutti i pattini dovranno toccare il bordo del foro di misurazione FIA altrimenti non potranno essere installati. Il nuovo board tecnico della Federazione ha cosi reinterpretato la regola, facendo un importante passo indietro e lasciando spiazzato qualche team in termini di tempistiche, tra cui la Ferrari e la Mercedes, che si erano visti approvati i progetti 2024 ad inizio anno. Comunque, da quanto si apprende, almeno sei team hanno confermato a AutoRacer che utilizzavano i pattini satelliti, compresa la Red Bull, che quindi ha dovuto anch’essa apportare modifiche al suo fondo ma la questione è un’altra: non è tanto il loro utilizzo ma come venivano utilizzati, ossia chi si è spinto oltre dal punto di vista del loro spessore?

FIA Pattino Skid

Una direttiva tecnica varata a stagione in corso è un episodio che sta ricordando a molti quanto accaduto nel 2022 con l’introduzione della TD39, che ebbe delle ripercussioni sul lato prestazionale di alcuni team e azzoppò defitivamente il progetto e concetto aerodinamico della Ferrari. Da questo punto di vista però, è opportuno segnalare che la direttiva emanata la scorsa settimana non ha nulla a che fare in termini di impatto tecnico rispetto alla TD39/22. E’ chiaro che la Red Bull voglia provare a colpire la Ferrari, come ha cercato di colpire, andando a segno sull’ala posteriore, la Mclaren in estate e autunno con le proteste al gruppo freni e per ultimo quello relativo all’immissione di piccolissime quantità di acqua negli pneumatici. Una questione che è ancora sul tavolo, seppur la FIA l’abbia chiusa nelle proprie valutazioni, poichè il team di Milton Keynes è molto curioso di vedere le prestazioni in gara della MCL38 di fine stagione. “Spero che alcune cose siano cambiate, non necessariamente da parte nostra. E spero che ora possiamo vedere le vere prestazioni di gara di ogni auto.” ha fatto sapere Max Verstappen, proprio legandosi all’ultima protesta effettuata dal proprio team nei confronti della Mclaren. Tornando e concludendo, relativamente alla nuova direttiva tecnica, è opinione comune tra FIA e squadre che non dovrebbe incidere molto sul fronte prestazionale, anche se resta chiaro che con tre team (Mclaren, Ferrari e Red Bull) cosi vicini come prestazioni, anche mezzo decimo o un decimo perso o guadagnato potrebbe fare una certa differenza.

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