Valentino Rossi non sarà ai nastri di partenza nella prossima stagione del WEC, terminando l’impegno nel Mondiale Endurance dopo due stagioni corse a tempo pieno con la BMW M4 #46 del Team WRT. Per il 2026 la casa bavarese e la squadra belga hanno apportato importanti cambiamenti agli equipaggi impegnati nella serie FIA/ACO e il nove volte Campione del Mondo nel Motomondiale non è rientrato nei piani una volta chiuse le trattative. Come anticipato nell’articolo dedicato alla lista iscritti della prossima stagione, la M4 #46 è stata sostituita dalla #69, affidata all’asso inglese Dan Harper, Parker Thompson e Anthony McIntosh, scelta che ha precluso il coinvolgimento del “Dottore” in un eventuale terzo anno di gare in giro per il mondo. Ora la strada più concreta per Rossi prende il nome di GT World Challenge Europe, già affrontato da pilota full time fino al 2023, più qualche gara extra-europea.
WEC + IMSA GT3 lineups locked. Which crew’s your fave? pic.twitter.com/tWEoqxOFtB
— BMW M Motorsport (@BMWMotorsport) December 11, 2025
RISULTATI SOTTO LE ASPETTATIVE: BMW E WRT CAMBIANO STRADA
L’ottavo ed il decimo posto nella classifica LMGT3 del WEC non potevano bastare né a BMW né a WRT, reduci da un anno più difficile del previsto. La M4 Evo #46 di Kelvin van der Linde, Rossi e Al Harthy ha ottenuto solamente due podi, così come la #31 di Farfus, Boguslavskiy e Shahin: risultati insoddisfacenti che hanno relegato la squadra ad un ruolo secondario per l’intera stagione, con la beffa di Le Mans (la #46 era in testa fino al problema tecnico occorso nella notte) a gravare sul bilancio.
L’annuncio dei nuovi bronze, avvenuto nei giorni scorsi, ha quindi dato il primo indizio, con il ritorno di Darren Leung e l’ingresso di Anthony McIntosh negli slot dedicati agli amatori. L’assenza di Al Harthy e Kelvin van der Linde ha fatto così da cassa di risonanza ai dubbi sul futuro di un Valentino Rossi che, durante l’anno, ha più volte detto di non esser sicuro di continuare nel WEC.
Se BMW e WRT hanno intrapreso una strada diversa alla luce dei risultati al di sotto delle aspettative da parte dei due equipaggi, per Valentino Rossi le perplessità hanno incluso anche la sfera personale. Il WEC ha un calendario di “sole” otto gare sì, ma le trasferte sono internazionali e il 46enne di Tavullia ha più volte espresso il desiderio di voler trascorrere più tempo in famiglia. A fine 2024 Rossi ha anche svolto i rookie test con la Hypercar, ma al di là del giorno di prova offerto da BMW trovare un sedile in una delle M Hybrid V8 è sin da subito sembrato utopistico.
IL FUTURO DI VALENTINO ROSSI NELLE AUTO
Quale futuro attende, quindi, il numero 46? Rossi rimarrà attivo nelle competizioni GT3, teoricamente sempre legato a BMW, ma la sua attenzione ritornerà sulle serie targate SRO, a partire dal GT World Challenge Europe. Un calendario eurocentrico, per metà costituito da gare sprint, può andare incontro alle necessità personali, concedendo comunque un coefficiente di sfida per certi versi più alto del WEC. Nel Mondiale, infatti, la classe LMGT3 ha le forme di una categoria Pro-Am, mentre nel GTWC Rossi compete con i migliori equipaggi dell’universo Gran Turismo.
Inoltre, la partecipazione come “wild card” alla prossima 24 Ore di Le Mans non è da escludere, così come l’iscrizione ad altri eventi endurance di caratura internazionale. Quanto alla maratona francese, le possibilità di rivedere Rossi nel Circuit de la Sarthe non sono così remote, soprattutto se l’Automobile Club de l’Ouest dovesse accettare la richiesta e recapitare un invito offrendo al pluricampione delle ruote la possibilità di rifarsi dalle cocenti delusioni delle due edizioni precedenti.
NIENTE WEC, MA SUL PIATTO C’È TANTO ALTRO
Nell’ottobre scorso Rossi ha gareggiato nella 8 Ore di Indianapolis, valida per l’Intercontinental GT Challenge, sfidando ancor prima il celebre Mount Panorama nell’iconica 12 Ore di Bathurst. Tra le sprint e le endurance organizzate da SRO le occasioni di cimentarsi ancora una volta alla guida delle GT3 (peraltro più prestanti del WEC nel rapporto potenza/peso legato al BoP) non mancherebbero di certo, magari includendo nel prossimo futuro anche un’ipotetica trasferta a Daytona Beach.
In quest’ottica, quindi, i cambiamenti strategici attuati da BMW M Motorsport nel WEC, con il conseguente disimpegno di Rossi dal mondiale, lasciano comunque spazio ad un 2026 interessante. Poter correre in Europa restando più vicino alla famiglia, confrontarsi con equipaggi composti da soli professionisti e concedersi anche qualche trasferta intercontinentale: per questi motivi l’assenza di Valentino Rossi dalla lista iscritti della prossima stagione del WEC potrebbe portare più vantaggi che altro, sia nell’ambito professionale che personale.





