Il GP Italia rappresenta uno degli appuntamenti più iconici del calendario di Formula 1. Con 74 edizioni ospitate, l’Autodromo Nazionale Monza è il circuito che ha ospitato più gare iridate, davanti a Monaco (71) e Silverstone (60). Negli ultimi due anni l’impianto brianzolo è stato oggetto di importanti lavori. Nel 2024 sono stati rifatti 78.000 metri quadrati di asfalto, con l’impiego di materiali sostenibili e rigeneranti, oltre al rinnovamento del sistema di drenaggio, cordoli e vie di fuga. Gli interventi più recenti hanno invece riguardato il pubblico: sono aumentati i posti a sedere e inaugurata una nuova hospitality da 1.500 posti.
La sfida dei freni
Secondo i tecnici Brembo, Monza rientra tra i tracciati più impegnativi per gli impianti frenanti, con un indice di difficoltà massimo (5 su 5). Su un totale di sette frenate per giro, ben cinque rientrano nella categoria Hard, con decelerazioni superiori a 3,8 g e un carico sul pedale oltre i 120 kg. La presenza di lunghi rettilinei e la mancanza di carico aerodinamico, che riduce la possibilità di scaricare efficacemente la coppia frenante a terra, determinano staccate violentissime e impegnative da gestire.

La fase più critica è la Variante del Rettifilo, dove le monoposto passano da 337 km/h a 89 km/h in soli 2,75 secondi e 129 metri. In quel punto i piloti sopportano 4,7 g di decelerazione, applicando una forza di 162 kg sul pedale. La potenza frenante raggiunge i 2.715 kW. Particolarmente impegnativi anche le staccate alla Variante della Roggia e in ingesso alla Variante Ascari, dove si toccano i 4,5 g di decelerazione applicando una forza rispettivamente di 159 e 154 kg sul pedale.
Record di velocità e storia Ferrari
Conosciuto come il “Tempio della velocità”, Monza è anche sinonimo di velocità pura. Nel 2003, Michael Schumacher stabilì il primato ancora imbattuto: percorse i 306,72 km di gara in 1h14’19’’838, a una media di 247,586 km/h, record assoluto per un GP di Formula 1.
Il circuito lombardo è legato a doppio filo anche alla storia della Ferrari. Nel 1975, il terzo posto di Niki Lauda consegnò matematicamente il titolo piloti alla Scuderia, mentre la vittoria di Clay Regazzoni garantì anche il mondiale costruttori. Dopo oltre un decennio difficile, Ferrari tornava così al vertice. Un anniversario che verrà celebrato dalla scuderia di Maranello in questo fine settimana.
L’inizio della collaborazione con Brembo
Proprio la Ferrari 312 T, con cui Lauda e Regazzoni segnarono quella stagione storica, fu la prima monoposto di Formula 1 a montare dischi freno Brembo in ghisa. Da allora la partnership tra Ferrari e Brembo è proseguita senza interruzioni, diventando una delle collaborazioni più longeve del Circus.

Lo scorso luglio, per celebrare i 50 anni di collaborazione, il team principal Frederic Vasseur ha visitato la sede Brembo: “Questa partnership si fonda su passione, innovazione e performance, valori che raccontano una storia fatta di esperienza condivisa e obiettivi comuni“, ha dichiarato nell’occasione il manager francese.



