Se da una parte la Mercedes ha potuto festeggiare a Suzuka la seconda vittoria consecutiva di Andrea Kimi Antonelli, dall’altra il Gran Premio del Giappone ha lasciato in eredità parecchi rimpianti sul lato del box di George Russell. Il britannico, partito dalla prima fila e a lungo in lotta nelle zone altissime della classifica, ha chiuso solo quarto alle spalle del compagno di squadra, di Oscar Piastri e di Charles Leclerc, pagando una combinazione micidiale di episodi sfavorevoli, errori strategici e problemi tecnici.
A fare chiarezza, nel dopo gara, è stato direttamente Toto Wolff, che ha ammesso senza troppi giri di parole come la domenica di Russell sia stata compromessa da una serie di fattori concatenati. Il più pesante di tutti riguarda un malfunzionamento del sistema elettrico della W17, emerso proprio nella fase chiave della corsa, quando il pilota inglese stava cercando di difendersi dall’attacco della Ferrari di Leclerc.
Wolff: “Bug software costato a Russell la posizione su Leclerc”

Ai microfoni di Sky Sports F1, il team principal Mercedes ha spiegato: “C’è stato un bug nel sistema elettrico, nel software. Pensavamo di dargli un vantaggio distribuendo energia, invece gli ha provocato un super clipping, che significa rallentare la macchina. Ed è lì che ha perso in modo inatteso la posizione su Leclerc”.
Poi l’ammissione, netta: “Su George, quindi, non possiamo certo dire di esserci coperti di gloria”.
Wolff ha ricostruito un weekend storto fin dall’inizio della fase decisiva: “La gara è andata tutta contro di lui. A partire dalle decisioni di assetto in qualifica, che hanno messo la macchina in una finestra molto peggiore rispetto alle FP3”. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché in una Formula 1 sempre più sensibile all’equilibrio complessivo tra telaio, power unit e gestione energetica, partire con una monoposto fuori finestra significa trascinarsi dietro problemi per tutta la corsa.
Gli errori e le difficoltà nella gara di Russell

A questo si è aggiunta una partenza non perfetta. Anche qui Wolff non ha protetto né il team né il pilota: “Noi non diamo ancora ai due piloti gli strumenti migliori per lo start, ma oggi ci sono stati anche errori del pilota”.
È una frase che pesa, perché racconta una doppia responsabilità: da una parte una Mercedes ancora non impeccabile nella gestione delle partenze, dall’altra un Russell che non è riuscito a massimizzare la propria occasione in un momento delicatissimo del GP.
Il colpo forse più duro, però, è arrivato con la neutralizzazione causata dal violento incidente di Oliver Bearman. Russell si era fermato poco prima dell’ingresso della Safety Car, perdendo così il vantaggio strategico che avrebbe potuto costruire in una gara fino a quel momento ancora aperta. Al contrario, Antonelli ha potuto approfittare della neutralizzazione per effettuare la sosta e tornare davanti a tutti con gomme Hard fresche, prendendo in mano la corsa.
Anche su questo punto Wolff ha ammesso la beffa: “Abbiamo dovuto prendere la decisione del pit per coprirci da Leclerc e lì la fortuna è andata dalla parte di Kimi, che in quella fase era velocissimo. È stata sfortuna per George, che ha perso posizioni in quel momento”.
Tradotto: Mercedes ha scelto di proteggersi sul lato tattico, ma il tempismo dell’incidente di Bearman ha completamente ribaltato il quadro, trasformando una mossa difensiva in una penalizzazione pesantissima.
Come se non bastasse, nella seconda parte di gara Russell si è trovato intrappolato nel traffico, senza riuscire a sfruttare il potenziale della W17. Wolff ha sottolineato come a Suzuka la posizione in pista continui a valere tantissimo, anche in questa nuova Formula 1: “Anche con un vantaggio di passo importante, quando sei nel traffico diventa tutto molto difficile. Questo è stato il problema di George oggi”.
Il riferimento è chiaro: in aria libera la Mercedes aveva ritmo, ma una volta finito dietro ad altre vetture il margine prestazionale non è bastato per costruire il sorpasso.
Wolff: “A parità di vetture Russell sarebbe stato con Kimi”

Wolff ha provato a smontare la lettura di un semplice divario di prestazione tra i due piloti: “La vedo in modo più equilibrato di così. L’errore collettivo ha messo George subito in difficoltà con la macchina. Da lì in poi non è più stato abbastanza competitivo e ha dovuto combattere anche oggi con quel problema”.
E ancora: “A parità di vetture sarebbe stata una storia molto più vicina, ma nel momento in cui c’era da andare forte abbiamo dovuto scegliere se proteggere la posizione da Leclerc, mentre Kimi stava girando con tempi perfetti. È stata quella la differenza. George non aveva una macchina perfetta”.
È un passaggio importante, perché Wolff in sostanza scagiona Russell dall’idea di essere stato semplicemente battuto dal compagno a parità di condizioni. La Mercedes, almeno secondo il suo team principal, ritiene che il confronto interno di Suzuka sia stato alterato da una serie di errori e inconvenienti che hanno messo il britannico su un piano inferiore rispetto ad Antonelli.
Resta però un dato politico e sportivo difficile da ignorare: con la vittoria di Suzuka, Antonelli è diventato il nuovo leader del Mondiale Piloti, mentre Russell ha perso la vetta proprio a vantaggio del compagno di squadra. E questo, in una fase così iniziale della stagione, rischia già di spostare attenzioni, inerzie e fiducia interna verso il lato del box del giovane italiano.
Wolff, per ora, non vuole sentire parlare di gerarchie. “Siamo tre gare dentro la stagione e la macchina è buona. Dobbiamo continuare a dare ai piloti uno strumento per vincere o lottare davanti. Poi, più avanti, vedremo come si metteranno i punti e se servirà fare qualcosa. Ma in questa fase sono entrambi totalmente liberi”.
Una posizione inevitabile, anche perché sarebbe folle congelare così presto la lotta interna. Ma è altrettanto evidente che weekend come quello di Suzuka lasciano il segno: Antonelli esce rafforzato, Russell esce con la sensazione di aver perso un’occasione.



