Mercedes: gli effetti della TD, gli errori delle scorse gare e sviluppi per il Canada

Giu 4, 2025

Chiara Scaccabarozzi

Problemi tecnici continuano a perseguitare le monoposto Mercedes: nelle prime due gare europee, a Imola e a Monaco, la scuderia di Brackley è andata a punti soltanto con Russell. La musica non cambia a Barcellona: il duello tra il britannico e Verstappen, che ha portato ad una penalizzazione per l’olandese e un quarto posto per il pilota delle Frecce d’Argento, ha messo in ombra l’ennesimo guasto, questa volta al motore, che ha costretto Antonelli a fermarsi a bordo pista per cercare di resettare, senza successo, la sua W16. Alla luce di quanto successo in Spagna, non sembra aver cambiato le gerarchie l’introduzione della discussa direttiva sulla flessibilità delle ali, che la Mercedes, preventivamente, aveva già introdotto a Imola modificando solo il fondo in Catalogna. Nella settimana che separa la tripletta europea dal prossimo appuntamento in Canada, il Technical Director della Mercedes James Allison ha spiegato la strategia gomme adottata, il problema di Kimi e come lo affronteranno durante la stagione.

SUL GUASTO AL MOTORE

Dopo il ritiro nel Gran Premio di Imola davanti al suo pubblico e un arrivo fuori dai punti a Monaco, Antonelli rimedia un altro DNF a Barcellona. Tutto per colpa di un problema al motore, che stranisce se si guardano le due McLaren, motorizzate Mercedes. La conferma del tipo del guasto arriva proprio da James Allison: “Non sappiamo ancora cosa si sia rotto nella Power Unit. A Brixworth la smonteranno, capiranno cosa si è rotto, elaboreranno quali raccomandazioni devono fare per l’intero gruppo di motori da corsa, non solo nella nostra squadra, ma anche nei team clienti. E speriamo di non vederne più una ripetizione nel resto della stagione“.

Questo è un campanello d’allarme per il team, che deve pensare anche all’allocazione per il resto della stagione “Mette un po’ di pressione sul gruppo. Potremmo installare una nuova power unit il prossimo weekend di gara senza subire penalità, perché siamo ancora al di sotto del numero massimo consentito di unità utilizzabili in un anno senza penalità. Ma, ovviamente, siamo solo a un terzo dell’anno, e questo metterà a dura prova il resto del gruppo se dovremo centellinarlo fino alla fine dell’anno. Quindi, terremo d’occhio come gestire al meglio le risorse rimanenti. Ma sì, ovviamente non è divertente quando una power unit esce dal gruppo prima di aver erogato la sua piena vita.” 

SULLA SCELTA DELLE GOMME

A Barcellona è stata decisiva, come spesso accade, la scelta delle gomme. Sono diverse le strategie adottate dai vari piloti: da Leclerc ha sacrificato le qualifiche per avere un set di soft in più per la gara a Russell e Antonelli che hanno optato per Soft-Medium-Soft. Allison ha spiegato le motivazioni dietro tale decisione e perché non abbiano scelto Medium-Medium-Soft: “Le due erano molto, molto simili tra loro in termini di tempo sul giro complessivo. E tu piazzi le tue scommesse all’inizio del weekend. Stai cercando di capire se ti conviene di più portare più Soft in qualifica, dove sai che sono le gomme più veloci, a scapito di avere meno Medium in gara, o se potresti fare come ha fatto Leclerc, ovvero prendere una Soft in meno per le qualifiche, faticare un po’ in qualifica, per avere due Medium per la gara. Credo che in realtà, se dovessimo rigiocare quel weekend di gara, non cambieremmo il nostro approccio, perché penso che le Soft abbiano performato ragionevolmente bene in gara, e avere due Medium non ha rappresentato un vantaggio significativo rispetto al problema che poi ti porta in qualifica.”

SULLA NUOVA DIRETTIVA TECNICA

Tanto discussa è stata l’introduzione della nuova direttiva tecnica sulla flessibilità delle ali, che ha obbligato i team a modificare le componenti per rientrare nei parametri di giudizio della FIA. Guardando al weekend spagnolo, però, sembra che poco sia cambiato: “Penso che se degli alieni stessero osservando da lontano, probabilmente non avrebbero rilevato che una direttiva tecnica fosse entrata in vigore in Spagna. Ha un effetto. Il fatto che le ali si irrigidiscano significa che tende, a parità di condizioni, a rendere la macchina più nervosa quando si affronta una curva ad alta velocità. A parità di condizioni. Ma si può mitigare questo con altre parti del setup della macchina, e anche se non si riesce a mitigarle completamente, neanche tutti gli altri possono. Quindi, sebbene sia meno ottimale come design per le prestazioni della vettura, il fatto che anche tutti gli altri debbano affrontarlo significa che l’ordine gerarchico relativo non cambia molto.

SULLA TRIPLETTA EUROPEA E SUL CANADA

Bilancio non esattamente positivo per la Mercedes dopo la prima tripletta europea, soprattutto dovuto a due ritiri causati da guasti a componenti ‘insospettabili’ e pochi punti racimolati: “Siamo stati decisamente sfortunati con ritiri inaspettati su componenti molto mature che non ci saremmo mai aspettati un guasto del genere. Quindi, speriamo di avremo maggiore fortuna in futuro. Ma più seriamente, penso che la cosa più importante di queste tre gare sia che le prime due le abbiamo sbagliate abbastanza nel modo in cui abbiamo settato la macchina. Abbiamo chiesto troppo all’asse posteriore, soffrendone gravemente di conseguenza, e abbiamo affrontato Barcellona con una mentalità un po’ diversa. E in una pista che avrebbe “ucciso” le nostre gomme se l’avessimo affrontata come abbiamo fatto a Imola e Monaco, in realtà siamo stati un po’ più noi stessi. E quindi, guardando avanti e sapendo che possiamo fare di più e approfondire questo aspetto nelle prossime gare, penso che sia una buona cosa.”

Il prossimo appuntamento in calendario sarà nel weekend del 13-15 giugno in Canada, la Mercedes ha qualcosa per cui sorridere: le due monoposto sembrano performare meglio a temperature più fresche. “Questo potrebbe venire a nostro favore, ovviamente, se sarà più fresco. Ma penso che più importante della temperatura assoluta sia semplicemente la diversa natura della sfida a Montreal. Un circuito con grandi frenate, un circuito dove è relativamente più difficile portare l’asse anteriore e posteriore alla giusta temperatura l’uno rispetto all’altro. Ed è una pista dove abbiamo sempre avuto la tendenza a trovarci relativamente bene in passato. Quindi non vedo l’ora. Abbiamo uno o due nuovi pezzi da portare con noi e vedremo come ce la caveremo.”

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