La crescita esponenziale del WEC e, più in generale, dell’universo endurance ha sicuramente portato le gare di durata all’attenzione dei grandi marchi, che non sono rimasti indifferenti dinanzi alle possibilità offerte da un prodotto di sicuro valore. Tra i nomi spesso e volentieri accostati alla classe Hypercar si è inserito quello di Mercedes, tornata quest’anno a Le Mans sì, ma esclusivamente nella classe LMGT3, categoria in cui vanta da anni la solidissima e competitiva AMG. Nessun prototipo in vista, secondo Toto Wolff per un solo motivo: il BoP.
I NODI DELLA QUESTIONE: WOLFF E MERCEDES DICONO NO A LE MANS PER IL BOP
Wolff, infatti, ha partecipato ad un podcast di Bloomberg, affermando che allo stato attuale dei regolamenti la piattaforma Hypercar non possa risultare interessante a Mercedes. Secondo il noto manager austriaco il sistema di Bilancio delle Prestazioni non sarebbe equilibrato e meritocratico, preferendo ad esso il Budget Cap attualmente usato dalla F1.
Da qui si ramificano i tanti temi di cui abbiamo parlato nell’ultimo video pubblicato sul canale YouTube di AutoRacer, commentando le parole di Toto Wolff e cercando di capire se davvero la classe regina del WEC (ma anche dell’IMSA) possa fare a meno del BoP, utile a pareggiare – o quantomeno provarci – le prestazioni tra le Le Mans Hypercar (LMh) e Le Mans Daytona Hybrid (LMDh), filosofie diverse ma in gara in una singola categoria.
I regolamenti, peraltro, sono stati appena estesi fino al 2032, dando tempo anche a quei marchi che hanno da poco annunciato e presentato i rispettivi piani di approdo in Hypercar. Tra il 2026 ed il 2027 Genesis, McLaren e Ford si uniranno alla festa abbracciando la piattaforma LMDh, che senza il Balance of Performance non potrebbe correre al pari della LMh non disponendo della trazione integrale ed incentrandosi su un sistema ibrido stock.
IL BOP NEL WEC: TRA PRO E CONTRO
Se le cose non dovessero cambiare il WEC passerebbe dagli otto costruttori del 2025 agli 11 del 2027 e la griglia accoglierebbe circa 24 Hypercar nelle gare extra-Le Mans, a fronte delle 18 attuali. Un numero altissimo che qualche stagione fa sarebbe sembrato utopia. Una griglia in costante lievitazione, le innumerevoli filosofie portate in pista tra i tantissimi marchi, l’identità cristallina di ogni brand presente e la sostenibilità economica della categoria rappresentano tutti fattori chiave su cui basare le argomentazioni trattate nel video, partendo sempre dalle parole di Wolff nel tentativo di aprire un dibattito tanto sui lati positivi tanto su quelli negativi.
Gli aspetti potenzialmente sfavorevoli ci sono, come la necessità di ponderare i parametri del BoP senza creare scompensi tra i marchi, il primo punto su cui Wolff si sofferma. Ma anche lo spazio in pista, specialmente negli autodromi meno capienti, dovendo comunque preservare quella classe GT da cui il WEC non può prescindere. In conclusione, il tema del Balance of Performance continua a far parlare di sé e l’ultimo intervento di Toto Wolff fa capire da che parte Mercedes si sia schierata, precludendo un impegno con una Hypercar almeno fino a quando il regolamento tecnico non si dissocerà dal BoP.




