Mercedes si trova, per sua stessa ammissione, fuori fase in termini di sviluppi rispetto ad alcuni dei principali avversari. Una situazione che oggi espone maggiormente la W17 alla crescita di Ferrari e McLaren, ma che a Brackley potrebbe essere stata almeno in parte messa in conto. È stato un rischio calcolato?
A Zandvoort le novità visibili rappresentavano soltanto una parte del lavoro in corso. Mercedes è intervenuta sul corner anteriore, modificando geometrie e gestione dei condotti attorno alla presa dei freni, ma secondo quanto appreso ci sono stati anche interventi meno evidenti e non dichiarati nella zona posteriore.

Sull’anteriore è stato modificato il profilo del labbro superiore, lavorando sul controllo della separazione rispetto all’ingresso del condotto. Non si tratta soltanto di raffreddamento: il corner anteriore è diventato una zona aerodinamicamente molto sensibile sulle monoposto 2026 e l’obiettivo è rendere più robusta la struttura del flusso, soprattutto aumentando l’angolo di sterzo.
Una scia più ordinata nella prima parte della vettura permette infatti di alimentare meglio fondo, fiancate e progressivamente il retrotreno. È una direzione sulla quale Mercedes aveva già lavorato con il pacchetto introdotto in Canada, quando erano state modificate diverse aree della W17 con l’obiettivo di aumentare la qualità e la stabilità dei flussi.
Ma a Zandvoort c’è stato anche qualcosa che Mercedes non ha dichiarato.
Sono stati rivisti alcuni condotti interni nella zona posteriore. Una modifica nascosta alla vista che non stravolge il packaging della W17, ma dovrebbe migliorare il percorso dell’aria e soprattutto l’uscita dei flussi.

Il principio è ridurre le perdite interne e accompagnare meglio l’aria verso le zone di evacuazione, cercando contemporaneamente di limitare le interferenze con i flussi esterni che interessano diffusore e ala posteriore. Sulle vetture 2026 non conta soltanto quanta aria viene utilizzata per il raffreddamento, ma anche dove e con quale energia questa viene restituita all’esterno.
Sono affinamenti che però non devono essere confusi con il prossimo vero step della W17. Mercedes ha scelto una programmazione diversa e oggi ne paga inevitabilmente il disallineamento temporale: mentre gli avversari hanno anticipato parte dello sviluppo, Brackley ha preferito concentrare risorse su un intervento più consistente.
Il prossimo grande pacchetto Mercedes dovrebbe essere all’80% pronto per la Malesia, che in questa stagione ospiterà il Bahrain GP. Non necessariamente, quindi, la versione definitiva del progetto, ma già una configurazione sufficientemente avanzata da rappresentare un passaggio importante nella seconda parte del campionato.
La domanda è quanto questo ritardo sia stato realmente subito e quanto invece accettato. Mercedes sapeva che concentrare gli sviluppi avrebbe comportato alcune gare nelle quali difendersi con una macchina meno aggiornata rispetto alla concorrenza. Un rischio calcolato, almeno in parte, confidando nel potenziale di base della W17 e nella possibilità di recuperare successivamente con un pacchetto più organico. Come analizzato, il tema budget cap e la reazione dei rivali ha fatto rivedere i piani originali di Brackley.

FOTO da: @MercedesAMGF1 – X
Nel frattempo toccherà ai piloti limitare i danni. George Russell proverà a reagire dove le caratteristiche della W17 glielo permetteranno, mentre per Kimi Antonelli la strategia sarà differente.
L’italiano accetterà la penalità legata alla power unit già a Monza, pur di avere a disposizione il prima possibile l’unità migliorata. Una scelta che sacrifica potenzialmente parte del weekend di casa, ma guarda alle gare successive e alla seconda metà della stagione.
Mercedes sta quindi lavorando contemporaneamente su due fronti. Da una parte piccoli interventi per migliorare la W17 attuale, come la gestione dei flussi del corner anteriore e i condotti interni posteriori; dall’altra la preparazione di un pacchetto molto più esteso e di una power unit evoluta.
Mercedes è fuori fase, ma a Brackley sembrano aver accettato il rischio: il vero tentativo di rilancio arriverà più avanti.



