Antonelli ha affrontato la sua peggior sessione di qualifica della stagione, persino più difficile di Sepang. Il distacco di mezzo secondo da Russell è anomalo e ovviamente non può essere spiegato soltanto in termini di pilotaggio. È un segnale delle difficoltà nel trovare fiducia e prestazione con il bilanciamento attuale della W17 aggiornata.
Il nuovo pacchetto Mercedes ha aumentato il potenziale aerodinamico della vettura, ma resta da capire quanto questo guadagno sia sfruttabile in pista. La monoposto sembra mostrare maggiori difficoltà nella gestione delle gomme posteriori, diventando più rear limited rispetto alla configurazione precedente. Il team ritiene comunque che sia ancora presto per trarre conclusioni: serve altro lavoro per distinguere i problemi di messa a punto dalle caratteristiche del nuovo insieme.
Antonelli lamenta un sottosterzo marcato che non è stato risolto. La difficoltà nel far ruotare correttamente la vettura compromette anche l’uscita di curva, costringendolo a mantenere più angolo di sterzo quando torna sull’acceleratore e accentuando così l’instabilità del posteriore. Le due difficoltà possono alimentarsi: un avantreno che non chiude la traiettoria finisce per complicare anche il lavoro delle gomme dietro.

Il punto non riguarda soltanto quanto carico produca il pacchetto, ma come viene distribuito e quanto rimane stabile nelle diverse condizioni. Gli sviluppi nella zona delle pance possono offrire miglioramenti nei dati di fabbrica, aumentando il carico attraverso una diversa interazione con il fondo. In pista, però, la stessa soluzione può esporre maggiormente le posteriori a turbolenze e disturbi aerodinamici, rendendone più difficile l’utilizzo se non sono protette adeguatamente.
Un downwash più accentuato non garantisce da solo un bilanciamento migliore. Conta anche il modo in cui i flussi raggiungono il retrotreno, soprattutto quando la vettura sterza e cambia assetto. Se il guadagno di carico si accompagna a una maggiore sensibilità, il pilota può ritrovarsi con una macchina più difficile da gestire e una finestra di funzionamento più stretta.
Anche Red Bull ha affrontato un problema simile, passando attraverso tre specifiche prima di arrivare a una soluzione capace di abbinare il downwash a una migliore protezione del posteriore. Il vantaggio non consisteva soltanto nel carico massimo, ma nella possibilità di ottenere un bilanciamento più semplice e prestazioni utilizzabili in un numero maggiore di condizioni.
Per Mercedes, l’eventuale conseguenza è un aumento dello scivolamento delle posteriori, con temperature più difficili da controllare e maggiore degrado. Il pattinamento in accelerazione riduce inoltre l’efficacia con cui la potenza viene trasferita a terra: anche un buon deployment perde parte del proprio beneficio se il pilota non riesce a sfruttarlo in uscita.

In questo quadro si inserisce anche la scelta di togliere la nuova ala anteriore, intervenendo su uno degli elementi che determinano il bilanciamento complessivo. La verifica del pacchetto resta però aperta: un singolo componente non basta a spiegare il comportamento di una vettura modificata profondamente nel fondo, nelle pance e nella carrozzeria.
Non è comunque nei piani della Mercedes tornare indietro con la specifica di Antonelli. Comunque vadano le prossime qualifiche, il pilota manterrà la configurazione aggiornata. Il lavoro sarà concentrato sulla comprensione del nuovo insieme e sulla ricerca di un assetto che permetta di trasformarne il potenziale in prestazione, risolvendo il sottosterzo senza mettere ulteriormente in difficoltà il retrotreno.



