Il caso dell’ala anteriore Mercedes esploso dopo il GP di Cina è uno di quei temi che raccontano perfettamente queste prime settimane del nuovo ciclo regolamentare: tecnologia spinta al limite, immagini rallentate analizzate al millisecondo e, inevitabilmente, tanti sospetti. Soprattutto su una vettura che finora sta dominando questa nuovissima F1 ossia la Mercedes.
Più di una squadra ha chiesto informazioni alla FIA ma non è arrivato alcun reclamo ufficiale
Non è un caso che l’ultima diatriba tecnica riguardi ancora la W17, più precisamente il funzionamento della sua ala anteriore, che ha attirato dapprima l’interesse dei competitors e poi anche, grazie ad alcuni frame che hanno rapidamente fatto il giro del web, tutti gli appassionati di F1: la W17 ha mostrato in Cina una transizione dell’ala anteriore non lineare tra la modalità rettilineo e la configurazione che viene utilizzata in curva. In particolare, la chiusura del flap avveniva in due fasi distinte, con una posizione intermedia ben visibile soprattutto nelle staccate più violente. Un comportamento che, osservato così, ha immediatamente acceso un dubbio regolamentare dei diretti rivali, come la Ferrari, ossia il non rispetto di quel chiarissimo limite (400 millisecondi) imposto dalla FIA per il passaggio tra le due configurazioni aerodinamiche.

Illustrazione di Rosario Giuliana
Il sospetto degli altri team – e non solo – è stato duplice: da un lato la possibilità che la Mercedes stesse sfruttando una zona grigia del regolamento, dall’altro l’idea che quella transizione “progressiva” potesse generare un vantaggio reale. Da qui la necessità per almeno un team di chiedere informazioni nel post gara di Shanghai alla Federazione, portando il tema sul tavolo ufficiale ma senza aprire un vero e proprio caso. Un passaggio chiave visto quanto sia sottile la linea tra errore e opportunità in questa nuova Formula 1 ancora molto acerba dal punto di vista regolamentare. Nessuna protesta ma una richiesta di chiarimenti per capire se quel comportamento visto in pista fosse regolare ma anche se necessitasse di una eventuale bandiera nera con cerchio arancione, con un cambio forzato di ala anteriore ai box.
Caso chiuso: la FIA ha accettato la risposta della Mercedes
La risposta della Mercedes ha smontato la teoria più “spinta” ed è stata accettata dalla Federazione. Secondo quanto emerso dai colloqui con l’organo di controllo della massima serie del Motorsport a quattro ruote, il comportamento osservato non era il frutto di un progetto deliberatamente studiato per aggirare il regolamento, bensì la conseguenza di un problema che la Mercedes ha avuto soprattutto in Cina e che ha portato anche alla rottura di alcune ali anteriori. E’ importante sottolineare come la W17 presenti una soluzione particolare all’anteriore, con l’attivazione del solo flap superiore, rispetto alla maggior parte degli altri, come la Ferrari, che muovono entrambi i flap.

Nel dettaglio, il problema sarebbe legato alla gestione della pressione idraulica utilizzata per riportare l’ala in configurazione da curva, impedendo al flap di completare la chiusura nei tempi attesi. Solo con la riduzione della velocità – e quindi dei carichi – l’elemento riusciva a raggiungere la sua posizione finale. Questo ha aperto un forte dibattito tra i competitors, perché alcuni credevano che quel problema potesse generare un vantaggio, come già scritto in un precedente articolo, altri invece lo hanno visto sin da subito come uno svantaggio perché, secondo la loro linea, vorrebbero ripristinato il corretto carico anteriore il prima possibile in curva. Insomma, avere quella fase intermedia, invece di offrire un vantaggio, rischiava di compromettere proprio la stabilità in frenata e la precisione nella fase di ingresso curva, cioè uno dei momenti più sensibili del giro. Un qualcosa che effettivamente è successo e di cui entrambi i piloti si sono lamentati nel weekend di Shanghai. Intanto, la Mercedes ha lavorato per far sì che il problema emerso in Cina, ed in parte anche in Australia, non si ripresenti più a partire dal GP del Giappone.



