Non è stato il venerdì che la McLaren si aspettava a Madrid. La prima giornata di attività sul nuovo Madring ha lasciato la squadra inglese con diversi interrogativi da risolvere, tra passo, gestione delle gomme e sfruttamento della power unit. A complicare ulteriormente il lavoro ci ha poi pensato il problema al cambio sulla vettura di Lando Norris, che ha costretto il campione del mondo in carica a rinunciare praticamente per intero alla seconda sessione di prove libere.
In FP1 Norris aveva comunque completato 27 giri, chiudendo sesto in 1:34.947, a otto decimi dal miglior tempo di George Russell. Oscar Piastri aveva invece concluso ottavo con 22 tornate. Nel pomeriggio, l’australiano è riuscito a portare avanti il programma previsto, migliorando fino a 1:34.200 e conquistando il settimo posto. Norris, invece, ha percorso appena due giri prima che la squadra individuasse il problema e decidesse di procedere con la sostituzione del cambio.
Piastri sulle libere di Madrid: “Ci manca ancora del passo”

Il bilancio di Oscar Piastri è positivo soprattutto per quanto riguarda il lavoro di apprendimento su un circuito completamente nuovo, ma il pilota australiano non nasconde le difficoltà incontrate dalla vettura. “Nel complesso è stata una giornata solida. Abbiamo imparato molto e guidare su una pista nuova rende sempre le cose un po’ più difficili da padroneggiare”, ha spiegato.
Una volta trovato il ritmo, però, il Madring sembra essere piaciuto al pilota della McLaren: “Quando riesci a sistemarti in un ritmo, è una pista piuttosto piacevole da guidare”. Il problema principale, almeno per ora, riguarda però gli pneumatici: “La gestione delle gomme sarà una questione difficile, perché abbiamo molto graining”.
Piastri ha poi evidenziato un piccolo passo avanti tra FP1 e FP2, senza però nascondere il problema più importante: “Mi è sembrato che in FP2 ci siamo avvicinati un po’, ed è stato un passo positivo, ma ci manca ancora del passo”. Il lavoro notturno sarà quindi fondamentale per provare a recuperare terreno: “Lavoreremo duramente durante la notte per cercare di trovare più ritmo”.
Il pilota australiano individua anche una certa difficoltà nell’estrarre tutto il potenziale dalla MCL40 su un tracciato cittadino come quello madrileno: “La sfida principale è estrarre il massimo delle prestazioni dalla macchina su un circuito cittadino come questo. Speriamo che domani riusciremo a trovare maggiore consistenza e a sbloccare la possibilità di ottenere quel tempo extra dalla vettura”.
Norris perde le FP2: “Siamo chiaramente partiti con il piede sbagliato”

Per Lando Norris il problema è ancora più evidente. Dopo aver avuto almeno la possibilità di completare una FP1 relativamente normale, il britannico ha perso quasi completamente la seconda sessione di libere proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario accumulare dati sul comportamento della vettura e degli pneumatici.
“È stata una giornata difficile. È stato positivo riuscire a fare dei giri questa mattina, quando abbiamo individuato alcune modifiche che dovevamo apportare alla macchina, ma alla fine non abbiamo avuto la possibilità di fare alcun progresso in FP2 a causa di un problema al cambio”, ha raccontato Norris.
La perdita di un’intera sessione pesa ancora di più su un circuito che tutti stanno affrontando per la prima volta: “Ogni volta che si arriva su un circuito nuovo, il tempo in pista è molto importante, quindi siamo chiaramente con il piede sbagliato dopo aver perso la FP2”.
Il campione del mondo dovrà quindi cercare di recuperare terreno in FP3, sfruttando anche il lavoro svolto dal compagno di squadra. “Lavoreremo duramente durante la notte analizzando i dati della FP1, quelli della macchina di Oscar e quelli delle squadre intorno a noi, assicurandoci di imparare il più possibile in FP3″, ha spiegato.
Nonostante le difficoltà, Norris ha comunque promosso il nuovo tracciato: “È stato positivo fare i primi giri qui a Madrid, è un circuito interessante e non vedo l’ora di fare qualche altro giro prima delle qualifiche di domani”.
McLaren a Madrid: “La macchina non è dove vogliamo”
A confermare il quadro non particolarmente incoraggiante è anche Mark Temple, Technical Director, Performance di McLaren. Il problema al cambio viene definito senza mezzi termini come “un grande passo indietro”, soprattutto considerando quanto sia importante ogni giro su un circuito completamente nuovo.
“Oggi ha rappresentato una sfida significativa, soprattutto con il problema al cambio che è costato a Lando una parte sostanziale del tempo in pista in FP2”, ha spiegato Temple. “È un grande passo indietro su un circuito nuovo e tecnicamente impegnativo come questo, dove ogni giro è fondamentale per raccogliere dati”.
Anche le condizioni della pista hanno complicato il lavoro: “Le condizioni sono difficili per tutti, con temperature elevate e poco grip, quindi perdere quel tempo in pista ci mette sicuramente in una posizione di svantaggio in vista di sabato”.
La McLaren non sembra però voler aspettare passivamente un miglioramento. Temple assicura che il team analizzerà a fondo i dati raccolti: “Il nostro obiettivo questa sera è fare un’analisi approfondita dei dati per vedere dove possiamo sbloccare maggiori prestazioni“. E soprattutto, il verdetto sulla MCL40 è piuttosto chiaro: “La macchina non è ancora dove vogliamo che sia, ma abbiamo alcune idee precise da esplorare sia sul lato del telaio sia su quello del pilota”.
Il lavoro sarà quindi particolarmente intenso: “Lavoreremo per analizzare una varietà di possibili modifiche più ampia del solito, così da poter offrire a entrambi i piloti un pacchetto più competitivo per le qualifiche“. La priorità assoluta, però, sarà una sola: “Massimizzare il tempo in pista di Lando in FP3 sarà la nostra priorità assoluta per aiutarlo a recuperare”.



