McLaren e Williams si lamentano, Haas sorride

Mar 12, 2026

Jacopo Moretti

Stesso cuore, battiti diametralmente diversi. Questo fine settimana la F1 sarà di scena a Shanghai, in Cina, dove il paddock continua ad interrogarsi su uno dei tanti paradossi emersi nel fine settimana di apertura di Melbourne. Com’è possibile che due team di vertice come Mercedes e McLaren, pur condividendo la stessa Power Unit, abbiano mostrato una gestione della potenza così distante?

Come vi avevamo già raccontato, i team motorizzati Mercedes non hanno potuto usufruire della stessa potenza a disposizione dei tedeschi tra i cordoli di Melbourne. La ragione pare sia da ricercarsi nell’affidabilità, su cui a Brixworth ritengono di dover lavorare ancora prima di poter fornire l’ultima specifica della propria PU ai clienti. Realtà o bluff? Difficile a dirsi, ma sicuramente i tre titoli conquistati da McLaren nello scorso biennio non hanno per nulla fatto piacere ai vertici della stella, Toto Wolff in primis.

Ferrari collabora con Haas: “Si sono mostrati incredibilmente disponibili, altro che Mercedes”

Haas Ferrari

Ecco allora una vera e propria “lotta” sul software, che rischia di penalizzare (e non poco) le scuderie che non realizzano il motore in casa. Ma non è per tutti così. Pare, infatti, che Ferrari abbia adottato un approccio del tutto opposto, condividendo dati e strategie con i team clienti. A rivelarlo è Oliver Bearman, soddisfatto della sinergia creatosi tra la sua Haas e Maranello. “Ferrari si è dimostrata incredibilmente disponibile con noi nel fornirci più informazioni possibili, anche per quanto riguarda le strategie di erogazione della potenza elettrica”. E poi il verdetto: “Con Maranello la situazione è ben diversa rispetto a quella che si è creata tra McLaren e Mercedes”.

L’inglesino di casa Haas ci tiene però a precisare che dietro alla disponibilità della rossa c’è anche la consapevolezza che “tra le nostre vetture c’è, al momento, un’importante differenza. Il tempo che loro hanno segnato nelle FP3 noi lo abbiamo replicato solo in qualifica”. Tradotto: “Siamo ben consapevoli che, anche nell’utilizzo della Power Unit, ci sia un certo delta con Ferrari”. Un esempio “è curva cinque in Australia, dove loro erano in pieno fin dall’inizio, noi ci siamo arrivati solo dopo tre sessioni di libere”.

Al netto della collaborazione (o meno) tra scuderie, quello della gestione dell’energia è un team che terrà banco anche a Shanghai. Al termine della corsa – comunque meno severa per le PU rispetto a Melbourne – piloti e team si riuniranno per tracciare un primo bilancio e discutere eventuali cambiamenti. Le critiche sono state diverse ed autorevoli, eppure “reagire in modo impulsivo non sarebbe una scelta saggia”. O almeno questo è il pensiero di Ayao Komatsu, alla guida della Haas. “Di fronte al cambiamento, bisogna dare tempo a piloti ed ingegneri di adattarsi”. Il messaggio è chiaro: “ci vuole un po’ di stabilità, vanno evitate scelte istintive”. Il giapponese non può comunque che essere soddisfatto di questo inizio di stagione e la scelta di Ferrari di “aiutare” i propri clienti non può che rivelarsi proficua anche per la “piccola” Haas.

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