McLaren, che step! Cruciale la gestione dell’ERS, dolorosa per Ferrari

Mag 2, 2026

Andrea Vergani

Il “nuovo campionato” ha regalato la prima sorpresa nel venerdì di Miami: Lando Norris ha conquistato la Shootout Pole sul tracciato americano, battendo Kimi Antonelli e Oscar Piastri, grazie a una MCL40 superlativa sul giro secco in SQ3. McLaren aveva concluso la prima manche del Mondiale con un ritardo complessivo di circa mezzo secondo da Mercedes: gap cancellato e ribaltato nella prima sessione competitiva di questa nuova fase della stagione. Gli aggiornamenti apportati dalla squadra di Andrea Stella, in cui gli ingegneri riponevano grande fiducia, hanno passato il primo test. Ferrari ha fatto passi avanti grazie al nuovo pacchetto introdotto in questo fine settimana, riducendo il gap rispetto a Mercedes di circa quattro decimi, ma le papaya sono state imprendibili. Gli aggiornamenti di Mercedes sono attesi a Montreal, ma nel frattempo c’è una sana competizione a Miami che ha permesso anche alla Red Bull di recuperare terreno. “Nelle ultime gare avevamo un ritardo di oltre un secondo. Direi che ora abbiamo quasi dimezzato quel distacco, il che è positivo. Siamo ancora molto deboli nel primo settore, che è prevalentemente ad alta velocità”, ha commentato Max Verstappen.

McLaren, aspettative superate: la Pole di Norris è un segnale forte, da confermare nel resto del weekend

Norris ha costruito il vantaggio rispetto ad Antonelli interamente nel primo settore: i tre decimi di differenza tra i due sono rimasti quasi inalterati nella seconda e terza parte del circuito, consentendo all’inglese della McLaren di conquistare la Pole Position. La strategia di deployment sulle vetture campioni del mondo è stata molto aggressiva fin dai primi due allunghi. Il confronto con Antonelli recita +13 prima di curva 1 e +16 nel rettilineo che porta allo Snake a favore delle McLaren e più di quattro decimi di cuscinetto prima dell’unico tratto che ha messo in difficoltà le due MCL40. Tra curva 4 e curva 8, il numero quattro ha perso circa due decimi rispetto ad Antonelli e Leclerc, segno che l’assetto scelto potrebbe aver sacrificato prestazione in appoggio ad alta velocità per massimizzare il secondo e terzo settore. Tuttavia, quello che sorprende è la capacità di limitare le perdite nel rettilineo del secondo settore rispetto a Mercedes dopo aver usato più energia nel tratto precedente: Antonelli guadagna un decimo tra curva 8 e curva 11, ma il vantaggio del campione del mondo resta solido. 

Le ottime prestazioni nel lento hanno consentito di tenere a bada il giovane pilota italiano nonostante un deficit di velocità massima verso la W17, visto anche nelle prime uscite. Invece, almeno metà del vantaggio sul compagno di squadra (terzo a due decimi e mezzo) nasce da un apparente calo di potenza nel rettilineo del secondo settore: l’australiano è entrato più forte in curva 8, e questo potrebbe essere il motivo della differenza di potenza a disposizione. Le qualifiche Sprint di Miami sono state un passo avanti rispetto al prodotto offerto tra Marzo e Aprile, ma non c’è dubbio che questa nuova generazione di monoposto richiedono ancora del tempo per essere comprese. Nel quadro generale, la Pole Position di Norris è un segnale importante per mettere in guardia Mercedes: il vantaggio di tre decimi di Suzuka si è ribaltato in uno svantaggio di due nella giornata di ieri, ma sarà importante il confronto della Sprint. Mercedes ha dimostrato un vantaggio di passo non trascurabile nelle FP1, e in vista delle qualifiche gli uomini di Toto Wolff potranno ottimizzare il loro pacchetto. Il simbolo dell’inizio a rilento della sqadra di Brackley è la prestazione di Russell, totalmente sottotono nella sessione pomeridiana: “Nel tratto tecnico a metà giro (tra curva 11 e 16) le gomme si surriscaldavano parecchio. Come ho detto, sono rimasto piuttosto sorpreso dai progressi degli altri”.

Ferrari, SQ3 punisce ancora: Leclerc perde due decimi causa Power Unit, ma c’è del positivo

Negli scorsi weekend avevamo sottolineato come la mancanza di uno step costante nell’ultima fase delle qualifiche è un problema ricorrente per Ferrari: questo viene accentuato in Sprint Qualifying per via del salto di mescola che evidenzia le difficoltà sulle gomme più morbide. Il venerdì di Miami ha confermato quanto visto a Shanghai e ha ribadito che il gap da McLaren e Mercedes cresce di circa mezzo secondo tra SQ2 e SQ3. In questo dato rientra indubbiamente una componente legata alla Power Unit: nel caso di ieri, un calo di potenza negli ultimi 500 metri del rettilineo del secondo settore sono costati a Leclerc 5/6 km/h. Complessivamente, al monegasco mancano circa due decimi nei tratti power limited se si confrontano i giri di SQ2 e SQ3, un deficit che è costato la prima fila e che è ricorrente nell’analisi dei giri dei ferraristi. Hamilton ha pagato circa lo stesso dazio nei due rettilinei più lunghi del tracciato. Entrambi i piloti hanno affrontato l’ultima parte dello Snake con un input dell’acceleratore lievemente diverso dal giro migliore fino a quel momento – una differenza che i primi tre motorizzati Mercedes sono riusciti ad evitare. 

Ala posteriore Ferrari “reverse” – illustrazione Rosario Giuliana

Tuttavia, non è tutto da buttare quello che si è visto nella prima giornata di azione in Florida, anzi. Il metro di Mercedes consente di trarre un bilancio positivo dall’introduzione del primo macro-pacchetto di aggiornamenti: il deficit dalla W17 si è ridotto dell’ordine dei quattro decimi sul giro secco, mentre il gap da McLaren è aumentato marginalmente. Specialmente sui circuiti più power limited del calendario, competere con la potenza della Power Unit di Brackley è una sfida che Ferrari non può affrontare senza l’aiuto delle concessioni ADUO. Il debutto dell’ala Macarena ha consentito di ridurre una parte del distacco motoristico nel confronto con McLaren e (soprattutto) Mercedes, ma anche ieri sono mancati 5 km/h dolorosi nei principali rettilinei.

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