Leclerc: “Vasseur motivo principale del rinnovo con Ferrari, credo fortemente nel progetto”

Giu 4, 2026

Luca Manacorda, Jacopo Moretti

A Monte Carlo le attenzioni sono ovviamente tutte rivolte verso Charles Leclerc. Per il pilota della Ferrari, il gran premio di casa quest’anno ha avuto una vigilia ancora più speciale, con l’annuncio del nuovo rinnovo con la scuderia di Maranello. La conferenza stampa del giovedì del GP Monaco si è così trasformata quasi in un monologo per lui, chiamato a chiarire i motivi che lo hanno spinto ancora a credere nel Cavallino Rampante. Leclerc si è soffermato anche sulle peculiarità di questo weekend che quest’anno si preannuncia ancora più insidioso e combattuto, tornando poi sul tema dell’utilizzo del simulatore sollevato nelle scorse settimane da Lewis Hamilton.

Il fattore Monte Carlo e la rincorsa alla Mercedes nel mondiale 2026

La vigilia del fine settimana di casa ha visto Leclerc respingere con decisione l’etichetta di grande favorito per la vittoria finale, attribuitagli pubblicamente dal collega Lando Norris. Il pilota della Ferrari, pur riconoscendo le peculiarità del tracciato cittadino monegasco, ritiene che i valori espressi dalle scuderie rivali dall’inizio del campionato vadano tenuti in forte considerazione, specialmente su una pista che non concede il minimo margine d’errore.

Il ferrarista ha cercato di mantenere basse le aspettative, pur ammettendo di aspettarsi di avere qualche chance in più rispetto ai precedenti weekend: “No, non credo che siamo i favoriti. Siamo sicuramente in una posizione migliore e se c’è una pista su cui scommetterei su di noi è probabilmente Monaco. Tuttavia, ritengo che la Mercedes abbia mantenuto un vantaggio significativo dall’inizio dell’anno, quindi saranno molto forti. Penso che anche McLaren e Red Bull si dimostreranno estremamente competitive. Sui rettilinei abbiamo faticato parecchio finora, ma qui questo deficit dovrebbe essere meno penalizzante, potendo contare su un ottimo pacchetto a livello di telaio e aerodinamica”.

Le difficoltà nella lotta al vertice non si limitano alla tappa del Principato, ma si estendono alla rincorsa iridata in un anno caratterizzato da equilibri fluidi, legati alla bontà degli aggiornamenti introdotti durante l’anno. Interpellato sulla reale possibilità di lottare per il titolo mondiale, Leclerc si è mostrato cauto ma determinato: È molto difficile fare previsioni perché le cose possono cambiare ed evolvere in un senso o nell’altro molto rapidamente, specialmente con questi regolamenti. È probabilmente troppo presto per dirlo – ha ammesso il pilota della Ferrari – ma vedo molta motivazione. Tutti stanno spingendo al massimo in fabbrica per assicurarsi che ci si possa riavvicinare alla Mercedes. Questo è il nostro obiettivo, poi vedremo se saremo in grado di raggiungerlo”.

Le peculiarità di Monte Carlo: come cambia la guida con le monoposto 2026 e il nodo del traffico in qualifica

Tornando sulle peculiarità del circuito del Principato, Leclerc ritiene che le nuove monoposto 2026 presenteranno sfide diverse rispetto al recente passato. Una dovrebbe riguardare la curva Massenet che si affronta dopo la salita che porta al casinò: “Con le vetture passate, quella prima oscillazione si affrontava quasi in pieno. Al primo giro si tende a parzializzare, ma dalla seconda tornata in poi si va flat out. Con queste monoposto sarà un esercizio interessante perché il carico aerodinamico è molto inferiore rispetto al passato; penso che tornerà a essere una curva vera e propria, specialmente nella prima parte del weekend. È un tratto davvero insidioso e costantemente al limite, soprattutto perché si arriva completamente ciechi fino al punto di corda. In pratica non si vede nulla oltre l’apex, ed è proprio questo dettaglio a rendere la curva così eccitante“.

Altro tema centrale a Monte Carlo è quello delle qualifiche e della gestione del traffico, da sempre un fattore che può essere decisivo per l’esito dell’intero fine settimana. Quest’anno il Q1 sarà ancora più complicato, dopo che il numero di vetture è salito da 20 a 22, tanto che c’è chi ha suggerito di dividere i piloti in due raggruppamenti, come fanno altre categorie: “Sarà una sfida decisamente complessa – ha ammesso Leclerc –Abbiamo riscontrato grandi criticità già negli anni passati, con piloti che non riuscivano a trovarsi nel posto giusto al momento del passaggio delle auto veloci. Il problema principale di un eventuale sdoppiamento della qualifica risiede nel malcontento generale che andrebbe a crearsi: chi viene inserito nel primo raggruppamento finirebbe per lamentarsi delle condizioni trovate dal secondo, o viceversa. Dividere la sessione in due gruppi non farebbe altro che aumentare il numero di proteste all’interno del paddock“.

Leclerc

Leclerc ritiene che i piloti abbiano tutti gli strumenti per rendere la qualifica unica lineare: “Basterebbe che tutti quanti guardassero con maggiore attenzione negli specchietti, sfruttando i messaggi radio per l’unico motivo per cui sono realmente utili, ovvero ricevere informazioni sull’arrivo dei colleghi nel giro lanciato. Spesso questo non accade. Non credo che assisteremo a uno scenario drammatico, a patto che ognuno rispetti le traiettorie ideali quando deve rallentare. Gestire 22 macchine su un tracciato così corto è complicato, specialmente considerando gli ingombri stradali di queste monoposto, ma la situazione è identica per tutti e l’unica soluzione è adattarsi. Con una buona comunicazione radio se ne esce indenni; in altre categorie, qualche anno fa, ci trovavamo a girare in 37 ed era decisamente peggio“.

I retroscena del rinnovo: la centralità di Vasseur e i contatti con le altre scuderie

L’attenzione della platea di giornalisti si è inevitabilmente spostata sulle vicende contrattuali, all’indomani della firma del rinnovo che ha legato ufficialmente il pilota alla scuderia di Maranello per i prossimi anni. La scelta di prolungare il matrimonio con il Cavallino Rampante affonda le radici in un profondo legame affettivo e professionale, maturato in un decennio di militanza all’interno del programma sportivo della squadra italiana.

Leclerc ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a legarsi nuovamente alla scuderia: “Non avevo una tabella di marcia prestabilita nella mia testa. Per me la situazione era chiarissima: amo questa squadra e credo che questo sia evidente dall’esterno. Sono passati otto anni con il team di Formula 1 e dieci anni con la Ferrari nel suo complesso – ha ricordato il monegasco – Sono stati tra i primi a credere in me e ad aiutarmi ad arrivare dove sono oggi. Inoltre, credo fortemente nel progetto.

Un ruolo importante nel rinnovo di Leclerc lo ha giocato la presenza al timone della squadra di una figura stimata ha cementato la fiducia del pilota nei piani di sviluppo a medio e lungo termine, offrendo le necessarie garanzie sulla competitività della futura monoposto. Parliamo ovviamente di Fred Vasseur: il rapporto umano e professionale con il Team Principal è stato l’elemento catalizzatore dell’accordo.

Credit: Scuderia Ferrari

Il motivo principale è Fred Vasseur – ha risposto Leclerc parlando di cosa lo ha spinto a legarsi ancora alla Ferrari – Sono pienamente d’accordo con la sua visione e credo molto in lui. Questa è la prima vettura che ha progettato insieme alla squadra, stiamo vedendo molte innovazioni e abbiamo una visione a lungo termine. Vogliamo tornare al vertice il prima possibile e io sposo questa linea. Il mio amore per la squadra è immenso, vincere è importante per ogni pilota ma vincere in rosso ha un sapore unico.

Nonostante la firma sia arrivata al culmine di un percorso naturale, le dinamiche di mercato hanno visto il pilota al centro dell’interesse di altre realtà del paddock. All’età di 28 anni, la maturità agonistica raggiunta lo rende uno dei profili più ambiti della griglia, spingendo diversi top team a sondare il terreno prima della sua decisione definitiva.

Uno scenario di cui AutoRacer.it aveva parlato già durante l’inverno. Interrogato a riguardo, Leclerc non si è nascosto: “Sì, ci sono stati dei contatti. Non dirò con chi, possono dirlo loro se lo desiderano, ma per me la Ferrari è sempre stata l’unica scelta – ha concluso il pilota, escludendo riflessioni su un futuro troppo lontano – “Sono ancora molto giovane, ho 28 anni e molti anni davanti a me. Al momento questa è la decisione giusta, voglio concentrarmi sul vincere con la squadra che ha creduto in me. Per il futuro si vedrà”.

La filosofia del simulatore: la distanza metodologica da Hamilton

Nello scorso weekend di gara in Canada, Lewis Hamilton ha espresso forti riserve sull’effettiva necessità di utilizzare il simulatore per preparare i gran premi, dichiarando di preferire un lavoro alternativo basato sull’analisi pura dei dati storici. Un punto di vista che si differenzia da quello di Leclerc.

Interpellato sull’approccio radicale del sette volte iridato, il monegasco ha chiarito la propria posizione difendendo la validità dei suoi programmi di preparazione: “Non influenza in alcun modo la mia preparazione. Ognuno di noi ha le proprie preferenze personali e per quanto mi riguarda il simulatore ha sempre funzionato benissimo – ha precisato Leclerc – È lo strumento che utilizzo fin dal mio arrivo in Formula 1 e non ho intenzione di cambiare questo assetto. Si tratta di un mezzo estremamente potente per me. Molto spesso testiamo le modifiche direttamente a casa per capire la direzione dello sviluppo; fa pienamente parte del nostro processo evolutivo, per me funziona e continuerò a farlo”.

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