Leclerc tra passioni, successo e quel ‘limite’ di cui è spesso accusato: “E’ un concetto meno drammatico di quello che la gente pensa”

Set 20, 2026

Luigi Belfiore

Charles Leclerc si è recentemente aperto sotto un punto di vista diverso rispetto a quello a cui siamo abituati a vederlo. Infatti quanto si pronuncia il suo nome lo si associa subito al pilota monegasco della Ferrari, visto che ovviamente in Italia la Scuderia di Maranello rappresenta a tutti gli effetti un motivo di orgoglio e vanto. Qualche anno fa, un episodio dedicato all’appuntamento di Monza della serie Netflix ‘Drive To Survive’ affermava che nel Belpaese ci sono due religioni: la Chiesa Cattolica e la Ferrari. Leclerc per molti appassionati di Formula 1 è visto come un qualcosa di simbiotico al Cavallino Rampante vista la sua storia, anche se ovviamente il ventottenne originario del Principato è anche un semplice ragazzo con delle passioni e delle ambizioni. Nel corso dell’ultima intervista alla Gazzetta dello Sport il monegasco ha parlato proprio di queste ultime e di cosa lo spinge quotidianamente al massimo.

LECLERC, LE PASSIONI ED I CONCETTI DI ‘PREPARAZIONE’ ED ‘ISTINTO’

Leclerc ha dimostrato di non avere l’unica passione del guidare auto da corsa. Da qualche anno infatti il ferrarista ha aperto un brand di gelati, soprannominato ‘Lec’, assieme al noto Federico Grom. Allo stesso tempo il monegasco vanta diverse collaborazioni al pianoforte con Sofiane Pamart, pianista francese di caratura internazionale. Queste sono solamente due delle sue passioni e sulla sua sfida più grande da affrontare al momento, ha risposto: “Non credo ne esista una sola. Io penso soltanto a fare passi avanti e nella giusta direzione. In tutto. E ovviamente nelle corse”. E sulle possibili difficoltà nel conciliare le corse e le sue passioni, Leclerc ha poi affermato: “Penso si tratti di due aspetti di me che si fondono insieme. La creatività riguarda più l’istinto. Mentre la disciplina è legata alla preparazione. Ma sono entrambe necessarie per fare bene qualcosa”.

Il monegasco ha poi voluto chiarire questo concetto, facendo comprendere all’interlocutore la sua maniera di affrontare pezzi della sua vita. “La preparazione è un aspetto che viene prima del momento in cui dovrai prendere una decisione. Mi spiego. In diversi momenti della mia vita ho dovuto compiere scelte molto difficili rapidamente, affidandomi all’istinto. Ma è proprio quando prima c’è un lavoro di preparazione che allora sai su cosa fare affidamento in quei momenti”. Dunque in un certo senso l’istinto è anch’esso un qualcosa di allenabile quotidianamente attraverso proprio un lavoro di preparazione.

IL ‘LIMITE’ E LA FORTE AUTOCRITICA IN PISTA E FUORI

Molte volte si associa Leclerc alla parola ‘limite’, visto che per sua indole il #16 è attratto dal superare quel 100% che la maggior parte delle persone considera abbastanza. Anche se in molti sapranno che il monegasco è stato costretto a raggiungere e superare quel limite negli ultimi anni visto una vettura che non gli ha mai permesso di lottare per il titolo. E proprio in merito a ciò, Leclerc ha affermato: Credo sia un concetto un po’ meno ‘drammatico’ di quanto possa sembrare a chi mi guarda da fuori. Nel mio caso si tratta di cercare di fare il meglio possibile in tutto ciò che ho sotto controllo”.

Fare il possibile in tutto tuttavia non significa non poter superare ancor di più sé stessi ed infatti: “Ma è proprio quando pensi di aver fatto tutto nel miglior modo possibile che devi spingerti oltre negli aspetti che prima ti sembravano un limite. E io penso che sia sempre possibile farlo”. E questo è uno dei tratti principali della personalità di Charles Leclerc. Non rispecchiabile solamente nelle corse, ma anche nella normale vita. “Questo è un ideale che mi motiva in tutto quello che faccio, dalle corse ai progetti fuori dalla pista. Come Chivas Regal 16 o SE!ZE”.

Abbiamo visto molte volte un Leclerc molto autocritico in seguito ad errori o alla mancanza di massimizzazione di un risultato. Anche se il monegasco ha ammesso di star migliorando questa durezza nei suoi confronti e che ha volte può togliere lucidità. “Dopo un errore dormirci sopra è una buona idea. Mi aiuta ad avere una visione più oggettiva di quello che è successo. Ad imparare dall’errore. Anche se credo che le emozioni siano ovvie e normali. Non esistono esseri umani che non le provano, o almeno credo”.

LECLERC: “LA PERFEZIONE E’ IRREALISTICA. IL SUCCESSO E’ LEGATO AL PROCESSO”

Ovviamente Leclerc è una persona di successo, ma cosa significa esserlo secondo il suo punto di vista? “Se penso a quando avevo quindici anni, o vicino ai venti, il successo era legato soltanto al risultato finale. Che si trattasse di un Gran Premio o di qualsiasi altra cosa facessi nella vita”. Mentre invece dopo un po’ di esperienza alle sue spalle: “Riguarda più il processo. Per me il successo significa riuscire a gestire ogni situazione nel modo in cui volevamo, massimizzando tutto il nostro potenziale. Si basa sulla crescita, non solo sul risultato”.

Dunque la vita del monegasco si basa sul cercare di migliorare giorno dopo giorno, un passo dopo l’altro. “Direi ‘migliore ogni giorno senza essere perfetti'”. E proprio in merito al concetto di perfezione, Leclerc ha ammesso: “Puntare ad essere perfetti è irrealistico. Ma andare nella direzione giusta e fare passi avanti ogni giorno è l’approccio corretto. Ed è esattamente la filosofia che seguo nella mia vita”. 

 

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