Ferrari, Leclerc sorride: come ha riavvicinato la SF-26 al suo stile?

Lug 4, 2026

Luca Manacorda, Giuliano Duchessa

A una settimana dal Red Bull Ring, Charles Leclerc conquista un’altra prima fila nelle qualifiche del GP Gran Bretagna, ma questa volta il sapore è diverso. Se in Austria il risultato era stato in parte casuale, con l’incidente di Max Verstappen nel finale a mischiare le carte, a Silverstone il monegasco ha avuto importanti conferme dalle modifiche di setup che aveva preannunciato dopo la Sprint del mattino. Oltre alla prestazione cronometrica, il pilota della Ferrari ha ritrovato quelle sensazioni che gli hanno sempre permesso di essere tra i migliori interpreti del giro secco, guadagnando così fiducia anche in vista della gara, dove ci vorrà un’esecuzione perfetta per provare a contrastare la Mercedes di Kimi Antonelli.

Il ritorno del rendimento nel secondo tentativo della Q3

La qualifica sul circuito di Silverstone ha restituito alla Ferrari un Leclerc incisivo, capace di artigliare la seconda prima fila consecutiva grazie a un consistente miglioramento nell’ultima parte di sessione. Il pilota monegasco ha spiegato come sia riuscito a estrarre quel miglioramento: “Semplicemente spingendo un po’ di più ovunque. Onestamente, a prescindere dal risultato, sono piuttosto contento perché di solito significa che so qual è il limite della macchina“.

La capacità di fare la differenza nell’ultimo run della qualifica ha sempre rappresentato un marchio di fabbrica per il ferrarista, che ha ricordato di aver attraversato un periodo opaco sotto questo specifico aspetto nelle ultime settimane: “Il secondo tentativo in Q3, è sempre stato il mio punto di forza. Saper arrivare in Q3 e trovare qualcosa in più per il secondo tentativo, ultimamente avevo un po’ perso questa sensazione. Ho lavorato molto duramente per cercare di ritrovarla. Oggi mi sembra di averla ritrovata, ma ora mi concentro sul mantenerla, perché so quanto dipenda dalla messa a punto e dai piccoli dettagli. Ma sento che oggi abbiamo fatto un passo avanti“.

Le modifiche di assetto e la scelta filosofica sullo stile di guida

Il nocciolo della rinascita prestazionale risiede nelle modifiche effettuate dopo la Sprint del mattino, di cui lo stesso pilota della Ferrari aveva parlato al termine della gara breve. Leclerc ha approfondito le difficoltà affrontate di recente per ritrovare quegli automatismi che a inizio campionato risultavano immediati: “Il mio stile di guida è piuttosto aggressivo, il che sembrava funzionare abbastanza bene all’inizio dell’anno. Ma ultimamente, per un motivo o per l’altro, è stato incredibilmente difficile mettere insieme le cose. È vero anche che abbiamo avuto due o tre gare in cui ho faticato con alcuni dettagli della macchina, ma da allora è stato molto difficile. Non mi veniva naturale come dovrebbe in qualifica. Oggi però abbiamo apportato diverse modifiche rispetto alle qualifiche e alla gara Sprint e mi sono sentito più a mio agio. Ma sì, è solo una piccola parte del lavoro. Domani ci aspetta una gara molto lunga e non vedo l’ora di dimostrare i progressi anche in gara“.

Entrando nel dettaglio tecnico, il numero sedici ha svelato il bivio metodologico davanti a cui si è trovato: “Quali sono state queste modifiche? Non lo dirò. Onestamente, non sono così importanti come la gente pensa. Di recente ho avuto due approcci. C’era quello di cambiare completamente il mio stile di guida e cercare di replicare quello che fa Lewis, perché chiaramente funziona, oppure continuare a spingere nella mia direzione e cercare di trovare un modo per adattare la vettura al mio stile di guida. E ho optato per la seconda strada, ovvero attenermi a ciò che so che ha funzionato in passato e cercare di trovare una soluzione con la vettura e con tutti gli strumenti a mia disposizione al suo interno“.

Leclerc: cosa ha cambiato e come ha influito

Tutti si chiedono cosa abbia cambiato Leclerc. Non è una modifica massiva, ma gli permette di usare meno percentuale di elettrico per ruotare da centro curva, questo va verificato con il degrado posteriore. Il motivo per cui potrebbe servirgli altrove è che può riavvicinare abbastanza velocemente l’auto al suo stile in uscita di curva. È anche una questione di implementazione: il software si può avvicinare a lui o avrebbe copiato Hamilton che invece aveva fatto i suoi passi avanti con un buon compromesso.

La ritrovata fiducia rappresenta un punto di partenza fondamentale, anche se il monegasco preferisce mantenere un profilo prudente sul prosieguo della stagione, evidenziando come la precisione di guida sia stata la vera chiave per azzerare gli errori: “Voglio comunque sottolineare che si tratta solo di una sessione di qualifiche. Insomma, l’Austria non è andata male, ma non credo di aver avuto un buon feeling. Questa è diversa e mi sento decisamente meglio. Ora il mio obiettivo è rimanere a questo livello e continuare a migliorare. Come ho detto, è solo un primo passo. Questo non significa che d’ora in poi cambierà la mia stagione. Certo, è positivo aver fatto almeno una qualifica in cui il feeling è buono, in cui so qual è il limite della macchina. Non credo di aver avuto momenti di difficoltà durante la sessione, perché sapevo esattamente cosa aspettarmi dalla vettura. Ed è una sensazione particolarmente positiva dopo le difficoltà che ho avuto di recente“.

La strategia per la gara e il confronto con Antonelli

L’obiettivo per il GP Gran Bretagna è il gradino più alto del podio, sebbene la minaccia rappresentata dalla Mercedes sia estremamente concreta, specialmente alla luce dei valori emersi nelle sessioni precedenti. Leclerc ha inquadrato così la sfida contro il poleman Kimi Antonelli: “Farò del mio meglio, questo è sicuramente l’obiettivo. Se ci riusciremo, non lo so. Kimi stamattina aveva un ritmo incredibile, cercheremo di rendergli la vita il più difficile possibile. E se ci sarà l’opportunità di vincere, spero di poterla cogliere” .

fp1 gp inghilterra

In ultima analisi, il pilota ha risposto alle considerazioni della vigilia espresse dal team principal Frédéric Vasseur, il quale aveva ipotizzato una Ferrari troppo focalizzata sul duello diretto con le Frecce d’argento in Austria a discapito della protezione della posizione sui rivali alle spalle. La linea strategica per la domenica inglese prevede una parziale correzione di questa impostazione: “Beh, penso che siamo molto concentrati su noi stessi e questa è la cosa più importante da fare. Poi, ovviamente, prima della gara si hanno degli obiettivi e bisogna avere una visione chiara di chi si sta sfidando per adattare la strategia di conseguenza. Penso che in Austria forse non siamo stati molto bravi in questo, ma preferiamo avere una mentalità ottimista piuttosto che il contrario. È sicuramente un aspetto da perfezionare. Soprattutto, penso che ci concentreremo su noi stessi. È la cosa più importante” ha terminato Leclerc.

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