Leclerc e la difesa su Hamilton: “Lewis è stato troppo vicino. È vero che abbiamo esagerato”

Set 6, 2026

Luca Manacorda

Nel GP Italia in cui la Ferrari ha celebrato Michael Schumacher, Charles Leclerc ha vissuto una delle domeniche più nere della sua esperienza con la Scuderia di Maranello. Il monegasco è uscito alla Parabolica con una dinamica che ha ricordato molto l’incidente avvenuto nell’edizione del 2020, ma già in partenza era stato protagonista di una chiusura aggressiva ai danni di Lewis Hamilton che aveva fatto scivolare in ottava posizione il sette volte iridato. Sull’episodio, il numero 16 ha dato una versione in cui la responsabilità viene divisa tra i due piloti del Cavallino Rampante.

Lo spavento dopo il botto: “L’occhio destro non vedeva molto bene”

L’impatto contro le barriere all’esterno della Parabolica è stato veramente duro, un po’ come accaduto allo stesso Leclerc nel 2020. La SF-26 ha impattato a circa 230 km/h, con una decelerazione di 50G che si è fatta sentire a livello fisico: “Più che il colpo al morale, è stato il colpo fisico. È stato piuttosto forte, ero un po’ preoccupato per la vista perché non vedevo molto bene con l’occhio destro, ma ora è passato, tutto a posto, ho fatto tutti i controlli e questa è la cosa più importante – ha rassicurato il monegasco – Credo che dovrò sottopormi ad altri test. Dobbiamo ancora fare alcuni controlli, probabilmente stasera e domani, per assicurarci di essere in perfetta forma per Madrid. Dovrebbe essere così, ma meglio prevenire che curare“.

Leclerc ha poi aggiunto ancora a riguardo: “All’inizio avevo solo qualche problema alla vista, l’occhio destro non ci vedeva molto bene. Ma ora va tutto bene. Era la cosa che mi preoccupava di più quando sono uscito dalla macchina. Poi, dopo, un po’ di dolore qua e là, normale dopo un incidente del genere. Quindi niente di più. Certo, fa male anche al morale tornare da Monza con zero punti, fa male, ma analizzeremo la situazione.

I problemi con la potenza e l’episodio con Hamilton

L’incidente di Leclerc è arrivato in un momento di gara in cui il pilota della Ferrari stava subendo sorpassi a ripetizione: “All’uscita del primo giro, all’ultima curva, non avevo molta potenza, ho dovuto rallentare e nel secondo giro ce n’era molta di più, quindi vedremo cosa è successo. Credo ci sia stata una differenza tra il primo e il secondo giro nell’erogazione della potenza. Nel primo giro, la sensazione era piuttosto strana, ho dovuto rallentare e accelerare e decelerare. Nel secondo giro, ho provato a fare la stessa cosa ma… non so, mi sembrava un po’ strano. Analizzeremo la situazione, ma non voglio commentare troppo prima di aver verificato i dati e averne la certezza al 100%. È molto frustrante, ma è così. Non posso cambiare il risultato. Dovrò guardare al futuro e sperare di rifarmi a Madrid“.

Credit: MAteusz Mróz

Alla prima curva c’era stato l’altro episodio cruciale della domenica di Leclerc, con una difesa aggressiva su Hamilton che ha portato il britannico a finire sulla ghiaia facendogli perdere diverse posizioni: “Non so davvero chi stia imponendo questa narrazione secondo cui noi siamo uno contro l’altro. Onestamente, a Zandvoort se ne era già parlato fin troppo – ha detto Leclerc – Qui, è vero che abbiamo esagerato. Credo che con Lewis alla prima curva, e poi alla seconda, ho cercato di prendere la traiettoria più stretta possibile, ma semplicemente non è bastato. E farlo qui non è una buona cosa“.

Sulla dinamica del duello, il monegasco ha aggiunto: “Lewis è stato troppo vicino alla curva 1 e poi alla curva 2, non so se ci sia stato un contatto. Ero molto sul cordolo interno e ho provato a fare la curva, che non ho fatto abbastanza stretta, poi ho visto solo negli specchietti cosa è successo, che non è mai quello che si vuole tra due macchine della stessa squadra“.

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